Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

martedì 7 agosto 2018

Zucman: L’esorbitante privilegio contributivo (delle multinazionali USA)




Beh, magari ELUSIONE fiscale sarebbe un termine piu’ appropriato, ma il concetto non cambia di molto ... o meglio, cambia nel senso che nel bel mondo della globalizzazione se tu non fai uno scontrino sei un maledetto untore da mettere alla gogna in piazza, mentre se sei una multinazionale ed “evadi” miliardi sei “smart” e applausi, che belle le multinazionali che fanno progredire l'umanita’, il libero mercato e bla, bla, bla.


http://gabriel-zucman.eu/files/WrightZucman2018.pdf

Su come tutto questo mondo liberist-globalizzato sia a dimensione di multinazionali e’ molto interessante anche la lettura dell’aggiornamento che pochi anni fa ha fatto Perkins al suo “Confessioni di un killer economico”, quando racconta, per esempio, di come le multinazionali esercitano oggi un eccezionale potere ricattatorio sulla politica: fa l’esempio di una multinazionale che “estorce” esenzioni fiscali e contributi e quant’altro da uno stato americano in cambio dell’apertura di una fabbrica nel suo territorio. In pratica il politico locale e’ costretto a promettere mari e monti, tasse le piu’ basse possibile ma nn solo, anche incentivi di sorta, tipo usare i soldi dei contribuenti (quelli si che le tasse invece le devono pagare!) per promettere, che so, uno svincolo, o che so io. No, ma e’ bellissimo. 

L’unica falla in tutto questo e’ che in questa corsa globale alla deflazione salariale e alla riduzione contributiva dei conglomerati multinazionali finisce che i cittadini, fra tasse e poco lavoro, possono finire col non avere piu’ i soldi per comprare i prodotti delle sopraddette. 



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