Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

venerdì 10 agosto 2018

Lord Jacob Rothschild: Il Nuovo Ordine Mondiale e’ a rischio


Zero Hedge - Lord Jacob Rothschild: Il Nuovo Ordine Mondiale e’ a rischio
 
Di Tyler Durden (troll russo ;D ... come me :D), 9 agosto 2018 - Traduzione di Er
https://www.zerohedge.com/news/2018-08-09/lord-rothschild-new-world-order-risk

Durante gli ultimi 3 anni e’ emersa una voce inaspettata, da una delle piu’ leggendarie dinastie finanziarie, a consigliare prudenza: Lord Jacob Rothschild [Alias Mr Burns, Er ;D]


I lettori ricorderanno che, come parte dei commenti al Rapporto Annuale 2014 della RIT Capital, il discendente della famiglia Rothschild avviso’ che “la situazione geopolitica e’ la piu’ pericolosa dai tempi della II Guerra Mondiale”. 
L’anno successivo Jacob Rothschild avviso’ ancora sul pericoloso esito di “quello che e’ sicuramente il piu’ grande esperimento in politiche monetarie nella storia del mondo”. 
E ad agosto 2017 torno’ ancora a consigliare prudenza visto che “i prezzi delle azioni sono in molti casi saliti a livelli senza precedenti, e questo in un momento in cui la crescita economica non e’ per niente assicurata”.
Non sapeva a quanto pare che le quotazioni sarebbero cresciute ancora, ma diede un altro avvertimento che i mercati hanno bellamente ignorato:
“Il periodo delle facilitazioni monetarie [Leggi QE vari, ZIRP, NIRP. Er] potrebbe benissimo essere prossimo alla fine. I problemi geopolitici restano pervasivi e si stanno provando sempre piu’ difficili da risolvere.”

Avanti veloce sino ad oggi e all’ultimo avvertimento da parte di Lord Rothschild nell’attuale commentary di mezz’anno della RIT Capital Partners. Questa volta il focus e’ sul sistema economico globale creato alla fine della II Guerra Mondiale, che il Lord ritiene ormai in pericolo. 
Il miliardario banchiere punta il dito sulla guerra commerciale USA-Cina e sulla crisi dell’Eurozona come problemi chiave che mettono a rischio l’ordine economico, ma anche sulla mancanza di “approccio comune” - un riferimento al graduale disfacimento della globalizzazione da parte del Presidente Trump - che ha reso “sempre piu’ difficile oggi la cooperazione”:
“Nella crisi dell’11 settembre e in quella finanziaria del 2008 i poteri del mondo hanno lavorato assieme con un approccio comune [direi che intende sostanzialmente solo i poteri dell’occidente. Er]. La cooperazione oggi si sta dimostrando piu’ difficile. Questo pone a rischio l’ordine economico e di sicurezza post-bellico.”
Non e’ chiaro se si sta riferendo allo standard post-bellico di monete fiat [senza nessun tipo di retrostante a “garantirne” il valore. Er] nato dopo che Franklin Delano Roosevelt ebbe svalutato il dollaro rispetto all’oro [da circa 20 a 35 dollari per oncia. Al tempo delle confische, nel 1933 se non erro. Er], un tenue link che venne poi definitivamente reciso da Richard Nixon nel 1971, quando fece uscire “momentaneamente” [Hahaha. Er] il dollaro USA dal gold standard, o alla supremazia del dollaro della Fed assurto a moneta di riserva globale appunto dopo la II GM... ma quando un membro di una delle dinastie che ha guadagnato di piu’ dal “post-war world order” ti avvisa che potrebbe essere agli sgoccioli potrebbe essere il momento di preoccuparsi. 


Ma col rischio globale in aumento come sono posizionati i Rothschild?  
Il Lord scrive che “in queste circostanze la nostra politica e’ mantenere una esposizione limitata nei mercati azionari e di entrare con grande cautela in ogni nuovo investimento”. E in effetti nella prima meta’ dell’anno la RIT ha ridotto la sua esposizione netta nell’equity al 47%, un minimo storico. La ragione: la famosa famiglia di banchieri e’ preoccupata che il ciclo rialzista decennale potrebbe finalmente essere arrivato verso la fine.  
“Il ciclo e’ ora nel suo decimo anno positivo consecutivo, il piu’ lungo on record. Cominciamo a vedere emergere aree di crescita debole. Anche il Fondo Monetario Internazionale ha predetto alcuni rallentamenti.”
Anche se il Rothschild nota che “molte delle economie mondiali hanno goduto di accelerazioni non viste dalla crisi finanziaria del 2008, con 120 paesi che hanno segnato tassi di crescita superiori l’anno scorso” continua ad consigliare cautela visto che “continuiamo a credere che questo non sia il momento giusto per investimenti rischiosi. Le attuali quotazioni dei mercati azionari restano alte rispetto agli standard storici, inflazionate da anni di tassi bassi e QE che sono ora alla fine."
Un rischio potenziale e’ l’Europa, dove i livelli di indebitamento hanno raggiunto “livelli potenzialmente distruttivi”.
“I problemi che deve affrontare l’Europa sono preoccupanti, sia quelli politici che quelli economici, dati i livelli di indebitamento potenzialmente distruttivi in tanti paesi.”
C’e’ anche la minaccia che le guerre commerciali possano crescere di livello, come l’azionario cinese ha imparato “the hard way”: 
"La verosimiglianza delle guerre commerciali ha aumentato la tensione e l’impatto sui mercati azionari si e’ visto, per esempio, in un crollo del 22% dell’indice Shanghai Composite ai primi di luglio dai massimi di gennaio.”
Rothschild ha anche fatto eco all’avvertimento del capo della Banca Centrale dell’India, che la riduzione di liquidita’ nel dollaro USA sta danneggiando i Mercati Emergenti: 
“I problemi nei mercati emergenti probabilmente continueranno, fra aumento dei tassi e politiche monetarie della Fed che stanno drenando la liquidita’ mondiale in USD. Ne abbiamo gia' visto gli effetti sulle valute di Argentina e Turchia.”
Per finire Rothschild resta "comprensibilmente preoccupato per i problemi geo-politici come Brexit, Nord Corea e Medio Oriente, in un momento in cui il “populismo” sta salendo a livello globale."
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Rothschild ha continuato ad allontanarsi dall’esposizione nei mercati del capitale USA, come annunciato due anni fa, e nota che “l’esposizione al ritorno assoluto e ai credit assets ha continuato a generare ritorni e sulle valute il valore netto degli asset ha beneficiato del dollaro che si e’ rafforzato”.


Date un’occhiata al collasso dell’esposizione del fondo verso gli USD, che a giugno era del 29% contro un 62% a dicembre 2016.


Non e’ una sorpresa che il portafoglio RIT continua a fare piuttosto bene, con un ritorno da quando e’ nato nel 1988 del 2.400%.

Qui sotto una sbirciatina al portafoglio Rothschild:



Per finire, per chi si domandasse dov’e’ nascosta la fortuna dei Rothschild, ecco la risposta:




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