Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

mercoledì 11 luglio 2018

Barnard: ENI+Enel+Tesoro

Niente male ‘st’idea di Barnard:

Paolo Barnard - MINISTRO, PERCHE’ NON POSSIAMO SORPRENDERE TUTTI UNA VOLTA? (Eni+Enel+Tesoro)
“Quello che sta accadendo è lo sbattere assieme di due industrie come non è mai accaduto prima nella Storia”. Lo ha detto di recente Erik Fairbairn, CEO di Pod Point Ltd. che è l’azienda di punta inglese per le stazioni di ricarica dei veicoli elettrici (auto, scooter, camion, bus ecc., di seguito: EV). Una frase lapidaria per descrivere uno dei fenomeni più impensati ed eclatanti dell’economia globale: la forzata fratellanza dei colossi del petrolio con quelli dell’elettricità a fronte della rivoluzione mondiale degli EV, nella consapevolezza che il futuro del motore a combustione è segnato. Big Oil e Big Utilities si sono lanciati insieme con acquisizioni miliardarie per non perdere una grossa fetta dell’industria dei trasporti di domani, che sarà sempre più a ‘carburante’ elettrico, cioè un business globale da trilioni di dollari, euro, Yuan, yen ecc.

E l’Italia qui, Ministro, potrebbe avere un’idea dirompente che la proietterebbe ai primi posti al mondo nella Disruption delle nuove tecnologie, assieme alla sua economia e all’occupazione.Eni ed Enel, Big Oil e Big Utility in Italia, si lanciano in una joint venture ben oltre il solito mercato delle stazioni di ricarica per EV: uniscono le loro imponenti forze di tecnologie avanzate, di risorse e di knowhow per sbarcare sul mercato dei produttori di auto elettriche (scooter, camion, bus ecc.) in diretta competizione coi leader mondiali come Volkswagen, BMW o Tesla, per anche superarli e divenire protagonisti di quello che è destinato a essere il più ricco mercato globale dei trasporti su terra: gli EV appunto. Eni, Enel e Ministero del Tesoro sono sorelle, quindi le ricadute fra meno di vent’anni per lo Stato, per l’economia, per il lavoro e per l’ambiente in Italia, bè… “Il va sans dire”. Un picco verso l’alto di PIL fra meno di vent’anni non è futurismo, è l’occupazione e la società dei nostri figli alle elementari o alle medie adesso, ma anche di molti di noi, e con ricadute essenziali sui pensionati per ovvi motivi. Eni+Enel = Disruption Automobiles, senza Sergio né John. (...)
 
http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=2089

Paolo parla da un po’ di come bisognerebbe diventare una specie di hub mondiale, puntare tutto sul cavalcare la disruption che e’ alle porte, e’ gia’ qui, AI e compagnia bella, avere una vision, cavalcare l’onda o siamo morti ... e’ proprio questo che mi lascia interdetto pero’. Proprio lui sembra pompare la corsa di tutti contro tutti nel mercato neoliberist-globale. “In Francia ci stanno gia’ puntando”, in UK idem, a noi manca la vision ... ma proprio non c’e’ scampo dal dover correre tutti tutta la vita a cercare di arrivare prima degli altri, a fare il culo agli altri per non farcelo fare noi? 

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