Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

domenica 30 aprile 2017

Armstrong: Dominoes


Armstrong - QUI - insiste sul non ragionare come se i mercati fossero scatole chiuse, tutto e’ interconnesso e quello che succede in un mercato arriva immediatamente anche sugli altri. E nel mondo globalizzato di oggi i miliardi e persino i trilioni possono correre alla velocita’ della luce da una parte all’altra del pianeta come ridere e svuotare piuttosto che gonfiare all’inverosimile qualsiasi mercato. E come sono arrivati scappare in massa altrove in non dico uno sbattere di ciglia ma comunque molto, molto alla svelta.

(...) Just look at how everything aligned. Gold peaked showing that the fear in the collapse of banking subsided as was the case with government. The peak in the Euro lined up with the bottom in the Dow as deflation prevailed. If the trend would reverse, then all three markets had to perform like dominoes. 
This sequence is still in motion. (...) 

Intorno al 2000 il dollaro era fortissimo e a questo corrispose un minimo nell’oro e un massimo nell’azionario USA, nel Dow.  

Nel 2008 al crollo dell’azionario nel breve corrispose anche un crollo nell’oro ma solo per poi correre ai massimi del 2011. E intanto il dollaro era ai minimi rispetto ad un euro rampante.

E’ tutta una questione di flussi, da un mercato all’altro e da un paese all’altro. Armstrong pensa che potremo anche vedere un picco dell’azionario USA a valori quasi doppi dei gia’ esagerati attuali, un 35mila forse anche 40mila per il Dow. 


Martin Armstrong, 28 April 2017 - Stocks are overvalued but still they could DOUBLE from here https://t.co/6O87f8PKn0
— Argento Fisico (@argentofisico) 28 aprile 2017

Questo in una fuga dai bond da parte dei grossi investitori, fondi pensione, fondi d’investimento.. il tutto in un momento di superdollaro, secondo lui si arrivera’ sicuramente sotto la parita’ con l’euro. 





Guardando le chart storiche che ha messo assieme si potrebbe immaginare un minimo per l’oro, in uno scenario simile... almeno nella sua valutazione in USD! 



Comunque, per essere chiari, non si parla di valutazioni destinate a restare ma di picchi, a cui seguirebbero dei crolli. 

Una narrazione, la sua, completamente diversa da quanti si immaginano che ci sara’ un crollo dell’azionario. Penso adesso non solo ai Tylers, che vedono il crollo imminente sin da quando e’ stato fondato Zero Hedge dopo il 2008 - ma anche a Mazzalai, che sta facendo una chiamata sul crollo dell’azionario quest’estate da un po’ ormai.. time will tell.

.. per non parlare di tutti i vari Borghi, Bagnai, Barnard ecc che ci hanno mostrato che il debito pubblico non e’ altro che denaro e i QE mondiali solo una monetizzazione dello stesso (che ci stanno a fare queste masse di bond nei fogli di bilancio delle varie Banche Centrali comunque allora resta un tantinello un mistero per me.. soprattutto, per esempio, a chi vanno gli interessi sul debito che continuiamo a pagare anche se ora e’ in pancia alla BCE :o). Uno stato sovrano non puo’ fallire sul debito, ci dicono.. ed ha anche senso il discorso che fanno... quindi immagino che ridano e sberleffino Armstrong. 


Il vero problema, ci dicono loro, semmai, e’ il debito privato. E in effetti guardate qui in che percentuali del PIL (GDP) siamo in alcuni paesi:




E se ci pensi la crisi del 2008 e’ nata da debiti privati, i mutui elargiti a go-go a cani e porci in USA, la crisi greca idem, prestiti ad cazzum (speculativi) da parte di banche principalmente francesi e tedesche... e ora la bulla dei debiti studenteschi, la bolla dei debiti per comprarsi l’auto, la bolla immobiliare (en passant, segnali di scoppio dell’immobiliare in Canada stanno arrivando in questi giorni) ... 




Devo dire che invidio molto quelli che hanno una “fede” economica ... per loro e’ tutto facile, semplice, basta essere “fedeli alla linea”. E se uno vuole puo’ inquadrare sempre le cose come gli pare, spingerle a forza in un cassetto, anche se non e' il suo e “far tornare i conti". Quale che sia la “fede”, che sia quella dei Bagnai-Barnard piuttosto che quella degli Armstrong o, ancora quella degli “austriaci”. 

Io trovo ragioni (e torti) in tutti e mettere assieme i pezzi del puzzle dei fatti e delle spiegazioni che hanno per me senso non e’ facile, crearsi una visione che metta assieme le ragioni di una e dell’altra parte pare una mission impossibile. 

Per non parlare poi di quando metti sulla bilancia anche problemucci che nessuna delle suddette scuole contempla, tipo quello dell’energia e della finitezza delle risorse!


1 commento:

  1. Uno stato sovrano non puo’ fallire sul debito interno, su quello estero sì.

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