Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

domenica 19 marzo 2017

Napoletano: Fate presto! Si privatizzi tutto!


Sono un pajo di settimane che voglio farci un post su questo soggetto, tanto mi sta simpatico. No davvero, come per un senso di voler scolpire nella pietra che razza di gente e' stata al potere e dintorni in Italia in questi anni. Un soggetto gia' di suo fra l'improbabile e l'imbarazzante, ancor prima di tutta l'edificante storia della sua direzione del Sole.

La cazzoneria, supponenza ed arroganza del soggetto e' "splendida" nel video della sclerata contro Salvini da Vespa. Se non l'avete vista vedetevela - QUI - perche' e' memorabile, un documento storico raccapricciante, oserei dire.



A parte il solito trattare chi non e' d'accordo col mainstream come una merda pestata per strada, gia' qualificante a mio avviso del profondo senso di rispetto per il prossimo e di amore per la democrazia, il panzarotto parte - dopo le prime offese gratuite al leghista, ovviamente - tirando fuori a sproposito la Svizzera che ha visto la sua moneta rivalutarsi quando non ha piu' retto il peg con l'euro alla vigilia del QE di Draghi. "Con una moneta piu' forte le industrie svizzere faticano ad esportare!" pontifica il direttore (ex) del Sole24Ore. Salvini, incredulo, gli fa notare che quindi gli sta dando ragione, per converso l'Italia, svalutando, sarebbe facilitata nell'esportare. E qui il panzarotto strippa, si mette ad urlare, raggiungendo falsetti da scompisciarsi, come Crozza quando fa Montezzumolo che va in acuti finali. Cita la Grecia distrutta .. ma appunto, ciccio, la Grecia sta nell'euro! E' per stare nell'euro che s'e' ridotta come il terzo mondo! .. ma cheddice? Un delirio. Un delirio, una serie di offese all'intelligenza ed alla logica piu' elementare ... e si incazza pure! Da sostanzialmente della merda al povero Salvini! Incredibile, davvero. Oltre il ridicolo.


Direi che per me basterebbe questa scena per qualificare il soggetto ...ma rivediamo un po' che ha fatto in questi anni questa perla umana. 

Tanto per cominciare e' lui il genio del tristemente famoso, infame Fate Prestooo! (sempre con l'acuto finale alla Montezzummolo ;D)



Con questo, ai tempi dello spread (quello ai cui ricatti, per dire, gli inglesi non devono sottostare perche' hanno una banca centrale loro, non straniera) aprirono la porta alla calata di Mario Monti e il suo "governo tecnico" (daje a ride). In pratica, effettivamente, un golpe soft contro il Banana. Tutti i piddini e piddinoidi ad esultare, ovviamente ... totalmente, scientificamente tenuti nell'oscurita' dai loro media piu' di tutti gli altri sulle vere dinamiche in atto non avevano, e molti non hanno tuttora, la minima idea di quello che significava. 

E qui ecco il nostro ciccioformaggio in una delle sue ultime uscite prima dello scoppio dello scandalo:


Perfetto noh? Bisogna ammettere pero;'una cosa, era uno coerente: Svendere tutto! A prescindere. Cheddire ... a me capita di pensare che tempo fa per gente simile c'era il plotone d'esecuzione, per alto tradimento

Uno mi dira' che no, sono pazzo, un comunista dimmerda (certo, si. Sigh) che lo stato e' brutto, e' cattivo, e' corrotto, e' ladro ... loro no invece? Matteprego. Continuare ad arricchire solo una elite di super ricchi, servire l'ipercapitale, l'iperfinanza globalizzata, servire solo le multinazionali che l'hanno messo li (Marcegaglia, Mapei...) invece e' cosa buona e giusta? 

Una lettura consigliata:


Federico Dezzani - Sole 24 Ore: una crisi che travalica l’editoria 
Il Sole 24 Ore si dibatte in una crisi che ne mette in forse la continuità aziendale: alla drammatica situazione economica e finanziaria si è sommato il durissimo colpo in termini di credibilità inflitto dal direttore Roberto Napoletano e dai vertici aziendali, indagati per falso in bilancio. È uno scandalo che travalica l’editoria: a uscirne a pezzi è anche Confindustria, che per decenni è stata la terza colonna portante del Paese, a fianco di governi e sindacati. La triste agonia del Sole 24 Ore rispecchia il fallimento di un’intera classe dirigente che, legando le sue fortune all’Unione Europea, ha portato sull’orlo del baratro l’intero Paese ed è oggi disposta a tutto, pur di fuggire dalle sue responsabilità.  
Il fallimento di un quotidiano, il fallimento di un establishment
Gli osservatori più acuti sono capaci di cogliere le correlazioni tra avvenimenti apparentemente slegati gli uni dagli altri, riconducendoli ad un unico fenomeno: il collasso dell’industria bancaria, l’implosione del Partito Democratico, l’eclissi dei sindacati e persino la triste agonia in cui si sta dibattendo il Sole 24 Ore non sono episodi isolati ed accidentali, bensì collegati ed in un certo senso inevitabili, da ricondurre alla più ampia dissoluzione dell’establishment italiano che, a partire dal 1992, ha indissolubilmente legato le sue fortune all’euro ed all’Unione Europea. 
Falliscono le banche perché, sfumato il Tesoro unico europeo e la condivisione del debito pubblico, era solo questione di tempo prima che il processo di svalutazione interna, indispensabile per riequilibrare le bilance commerciali dentro l’eurozona, sovraccaricasse i bilanci degli istituti di credito di sofferenze. Avevamo scritto che il dossier MPS, lungi dall’essere risolto, fosse stato soltanto “congelato” per consentire ad un’altra banca in condizioni critiche, Unicredit, di ricapitalizzarsi: bene, emerge oggi con chiarezza come la nostra facile profezia fosse corretta, perché tra il governo Gentiloni e le istituzioni europee non è stata raggiunta nessuna intesa che dispensi l’Italia dell’applicazione del “bail in” appena introdotto. 
Implode il Partito Democratico perché la missione affidatagli si è dimostrata troppo grande per le sue forze: sconfessare il retaggio della sinistra per diffondere il credo neoliberista implicito nell’euro, il famoso “vincolo esterno” a lungo invocato dai liberisti nostrani: privatizzazioni, precarietà, tagli alla sanità pubblica, egemonia del capitale sempre più apolide sul fattore lavoro. Sotto la duplice guida di Matteo Renzi, nella veste di presidente del Consiglio e di segretario del partito, la sinistra italiana è sottoposta a sollecitazioni così forti da frantumarsi: la vocazione “europeista” del PD si dimostra nel medio termine inconciliabile con i precetti “socialisti”. Le fasce più deboli (giovani, vecchio mondo operaio, Meridione) defluisce verso le forze anti-sistema, provocando prima la disfatta referendaria del 4 dicembre scorso e poi lo sfaldamento del PD stesso. 
Scompaiono i sindacati dal panorama economico e politico perché anch’essi convertitisi al “credo europeista” e diventati, perciò, i rappresentati di fasce ormai in via d’estinzione: lavoratori a tempo indeterminato di imprese medio-grandi e impiegati della pubblica amministrazione. Il sostanziale placet della Federazione CGIL, CISL, UIL alla politiche di svalutazione interna imposte da Francoforte e Bruxelles, aliena ai sindacati l’enorme platea di lavoratori che subiscono i costi di queste ricette: quel 40% di giovani costretti alla disoccupazione, quelle centinaia di migliaia di lavoratori costretti ad emigrare, quella massa di persone schiacciate tra precariato ed impieghi saltuari. 
Agonizza pateticamente il Sole 24 Ore, perché espressione di quella Confindustria che storicamente costituisce la terza colonna portante del Paese, a fianco di governo e sindacati. È la Confindustria che, sin dalla sua lontana fondazione nel 1910, ha sempre voluto rappresentare il “grande capitale” privato inserito nei circuiti internazionali, schierato a favore del liberismo contro lo Stato-padrone. È la Confindustria che sotto la presidenza di Luigi Abete (1992-1996) preme affinché l’Italia entri ad ogni costo “in Europa”, dimenticando che l’industria privata è ancillare rispetto a quella pubblica (IRI ed ENI), dimenticando che le imprese nazionali vincono la competizione con quelle tedesche giocando sulla flessibilità del cambio, dimenticando che l’austerità imposta dall’Europa sin dal 1992 uccide consumi e posti di lavoro. È la Confindustria che, dalla riforma Biagi al Job Act, plaude al precariato imposto da Bruxelles. È la Confindustria che, coll’ormai celebre editoriale di Roberto Napoletano del 10 novembre 2011, “FATE PRESTO”1, avvalla la manovra tutta extra-parlamentare per insediare Mario Monti a Palazzo Chigi, precipitando il Paese nella spirale austerità-deflazione-recessione. È la Confindustria che nell’autunno 2016 investe tutto il residuo capitale politico schierandosi a favore della riforma Boschi, caldeggiata dalla Troika e dalla finanza internazionale: “Referendum, Boccia: se vince il No addio investimenti, il Paese si fermerebbe”.
continua QUI

La cosa piu' bella, forse, e' il Sole24Ore, paladino delle privatizzazioni (StatoBrutto, StatoLadro) che facevano soldi coi contributi all'editoria (pubblici) falsificando i dati sulle vendite e stampando copie a go-go tutte tipografia>macero :o

Ed ora una carrellata di tweet, link e memorabilia vari:




























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Haha! La strippata di Napoletano con Salvini (me la sono appena rivista, troppo bella :D) m'ha fatto venire in mente Demi Moore in Rivelazioni quando, beccata a truccare i giochi, si mette a delirare cose senza senso e ad offendere. Solo che Demi Moore non strilla in falsetto come il Napo in oggetto ... ed e' lievemente tutt'un altro vedere ;D

7 commenti:

  1. con quel pappagorgia e arroganza sarebbe un ottimo prete

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    1. bello figo il tipo, eh? non sopporto sta gente arrogante oltre l'inverosimile, che se li becchi a dire ovvie minchiati SI INCAZZANO E OFFENDONO pure :O .. si incazza! Lui! Tz! (vedi con Salvini sul CHF)

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    2. .. piu' che un prete mi pare un NOBILASTRO napoletano (;D) del '700, un personaggio da commedia dell'arte, quell'arroganza DI CASTA oltre ogni logica, quella trippa, quegli amici importanti ... un tipo "lei non sa chi sono io!"

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    3. ... l'avete vista l'intervista per strada in cui, invece di vergognarsi o tirare dritto, si mette anche a dire che lui al Sole@4Ore ha dato l'anima e simili? Incredibile. Incazzato, pure li .. HA RAGIONE LUI, capisci?! Incredibile faccia di ghisa.

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    4. Semplicemente non hanno il senso del ridicolo. Ne conosco anche di persona che davanti all'evidenza di torto marcio si impuntano ancor di più. Nel piccolo vengono compatiti da tutti, invece ai vertici sarà diverso.

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  2. Aldo - Hi hi hi, scusatemi se mi metto a ridere ma tra il direttore di un giornale ecomomico e il presidente di un partito italiano che non capiscono un tubo cosa pretendede?... che l'Italia vadi bene?...
    Finché voterete (il politico) o ascoltate (il direttore di giornale) questo genere di persone la vedo dura risollevarvi... sia che restate in europa o che uscite, fa lo stesso... :-))))))

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    1. hai solo che ragione

      sigh

      certo che i MeRdia ajutano parecchio ad infarcire le teste degli italiani di minchiate e narrazioni assurde e fuori dal mondo. Poi per forza che la gente si fa infinocchiare come lemmings

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