Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

domenica 26 marzo 2017

È tutta una storia di risate e selfie con Monti e la bandiera UE, poi il giorno dopo ti svegli nei campi vicino all'aeroporto, senza un rene

E quelli che pajono tutti felici di poter dire “Vedi! Era inglese, non un immigrato!” quando l’ennesimo fanatico islamista falcia la folla come a Londra l’altro giorno. Ma che gli dice il cervello a questa gente, che “ragionamento” sarebbe? 

Voci dall’Estero - BOOM DI IMMIGRAZIONE DI AFRICANI IN ITALIA, CON L’AIUTO DELLE ONG E DELLA POLITICA DELLE “FRONTIERE APERTE” 
Dopo la messa a nudo del colossale business dei rifugiati, dal sito Gefira un altro articolo di denuncia dell’attività delle ONG e dell’operato del Governo italiano sulla questione immigrati. Al di là della facciata, le ONG sono semplicemente diventate dei moderni trafficanti di schiavi, mentre il governo pianifica immigrazioni di massa nel maldestro tentativo di risolvere i problemi demografici europei. Intanto la moderna tratta degli schiavi, ammantata di falsi buoni propositi, sta ponendo le premesse di una guerra tra poveri. 
(...) La logica economica dietro la politica delle “frontiere aperte”, come l’ha definita il Commissario al Commercio Cecilia Malmstrom (11), è di fornire lavoratori a basso costo alle aziende europee e rispondere alla scarsità di forza lavoro causata dalla popolazione che invecchia. Tuttavia, recenti ricerche hanno rivelato che questa logica è errata: il livello sempre più alto di automazione ha provocato la sparizione dei lavori che richiedono basse competenze (12). Per esempio, un tipico lavoro fatto da immigrati con basso livello di competenze, ossia il tassista, si trova ormai sull’orlo dell’estinzione, dovendo affrontare la concorrenza del trasporto privato di Uber e nel prossimo futuro delle macchine con auto pilota.  
I piani di migrazione di massa della Commissione europea sembrano quindi mal progettati e probabilmente finiranno per mettere milioni di persone del terzo mondo sotto la permanente dipendenza dallo stato sociale europeo, già oggi pesantemente a corto di risorse. 
I dati OCSE confermano che nella maggior parte dei paesi OCSE, in particolare in quelli che affrontano grossi afflussi di stranieri, come la Francia, la Germania, il Belgio, l’Olanda o l’Italia, la disoccupazione tra gli stranieri è più alta (quasi il doppio in alcuni casi, e anche di più) che tra gli autoctoni (13).

A parte il fatto che un’altra delle uscite tipiche e’ che dovremmo essere felici che arrivino masse di disperati perche' ci pagheranno le pensioni .. quindi li vuoi come schiavi, perche’ ti mantengano da vecchio? Bell’idealismo e superiorita’ morale, compliments.... sappiamo che e’ quantomeno dubbio che vada come ce la raccontano, spesso e volentieri in realta’ queste masse finiscono ai margini, senza lavoro - e ovviamente direi, coi tassi di disoccupazione che ci sono in mezza Europa - e a pesare sugli stati sociali europei, gia’ sotto pressione e fallendi di loro. 

Facciamo due piu’ due? Finisci o nasci in una banlieue, un quartiere-ghetto, senza speranze e senza futuro, con prospettive anche peggiori dei tuoi gia’ sfigati giovani coetanei europei da sempre. Loro almeno hanno generazioni e generazioni precedenti che hanno accumulato ricchezza, almeno una casa di proprieta’, risparmi .. e poi, forse, sono avvantaggiati dal fatto di essere autoctoni, “bianchi” quando cercheranno lavoro. Mettila come vuoi, finisce come testimoniano i dati OCSE qui sopra. Ci vuole la scala per capire che allora e’ piu' facile slittare nel “fondamentalismo”, nel vuoto in cui sei trovi almeno qualcosa che ti puo’ far sentire grande, ti puo’ dare una digita’ che non hai mai avuto. I massacri che abbiamo perpetrato in tutto il mondo musulmano in questi decenni, ma pure prima, non sono, del resto un'invenzione. Effettivamente uno potrebbe anche sentirsi un tantinello incazzato per quello che e’ successo e continua a succedere in tutto il Medio Oriente. E capita che finisca come sappiamo. (*)

Torno alla frase tipo dell’inizio del post, quelli che sono tutti contenti di poter dire che non e’ l’immigrazione perche’ gli attentatori erano tedeschi, inglesi, francesi, belgi. Scusate tanto ma .. siete deficienti? Ma che razza di “ragione” sarebbe?

Quindi facciamone arrivare a frotte ... cosi’ fra una generazione o due anche noi, in Italia, potremo avere a che fare con lo stesso tipo di problema? Ma geniale, davvero geGNale. Ma per caso avete sentito dire che la disoccupazione giovanile in Italia e’ al 40%? Parrebbe di no. Fare 2+2 noh? Troveranno lavoro questi 100mila, 200mila (chi offre di piu’?) che arrivano ogni santo anno? Come staranno loro fra qualche anno? Li manteniamo a vita? Con che soldi? E i loro figli come staranno in Italia fra una generazione? Non sara’ facile che saranno disoccupati e incazzarecci? Quindi proprio non la capisco proprio l’esaltazione di chi dice “Visto! Erano tedeschi, belgi, inglesi, NON immigrati!”. Mi pare che costoro celebrino solo la propria miopia.

E poi abbiamo fatto finta che non sia ridicolo credere che “scappano dalla guerra”... solo, quasi (all’’80-85%), maschi di 20-30 anni? Pensa te che sciocco che sono io, penserei che dalla guerra dovrebbero scappare piuttosto donne, vecchi e bambini, invece no, scappano solo quelli che la guerra, dall’alba dei tempi, le fanno. Come si fa a far finta di niente o peggio dire di crederci? Come posso io credere alla buona fede di chi diffonde queste ovvie cazzate? 
Mi pajono tutti piuttosto ben pasciuti, anche prima che gli diamo casa, cibo, vestiti e cellulare noi qui. Non scappano dalla guerra ma cercano un futuro migliore? Giusto, sacrosanto da parte loro aspirare ad un futuro migliore .. ma c’e’ il piccolo particolare che sono a miliardi i disperati in giro per il mondo. Li facciamo venire tutti qui? Mi pare ovvio che e’ una follia, un delirio.

La verita’ mi pare piuttosto, banalmente, un’altra:


Peter Sutherland, Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite per la Migrazione e i Rifugiati, autore di un articolo sull’immigrazione (14) con il già citato Commissario Malmstrom (al tempo responsabile degli Affari Interni, inclusa l’immigrazione), aggiunge un’altra logica economica alle frontiere aperte: L’Unione Europea dovrebbe fare del suo meglio per indebolire le identità nazionali in Europa (15), al fine di promuovere la crescita economica.

Cancellate pure l’ultima frase sul promuovere la crescita economica, e’ cipria, un'indoratura della pillola, che pero’ ha ben altri principi attivi. E' tutta forza lavoro importata per massacrare ulteriormente i diritti dei lavoratori ottenuti in Europa dopo secoli di lotte. E’ proprio un esercito di lavoratori di riserva, pronti a vendersi per meta' di quel poco che gia' prendono i giovano d’oggi. Serve tutto solo a mettere ulteriormente in salamoja le nostre societa’. Non avessimo gia’ abbastanza problemi sul punto di scoppiare: L’iperbolla dei debiti, il sistema bancario italiano - e non solo italiano - sull’orlo dell’implosione, un sistema pensionistico che fallira’ lo stesso, con o senza il “ci pagheranno le pensioni”...


Chi sta facilitando queste migrazioni di massa - quasi chiamandoli da un continente all’altro: “Venite! vi veniamo a prendere noi in Libia! Vi daremo casa, vestiti, cibi, cellualarino figo, vi manteniamo noi!” -  sta amplificando la portata del disastro futuro in Italia ed in Europa. Finira' male. E sappiamo bene, spero, chi dovremo ringraziare: il grande inciucione fra confindustria-piddi'-forzabanana-cristofascistidicentro-montiani-liberisti-multinazionali.




E certo, come no, l’UE pare essere solo al loro servizio, che esista solo, sostanzialmente, per passare allucinanti trattati internazionali come TTIP, CETA e le loro recenti metamorfosi (come un virus che non dorme mai e si e’ automodificato per resistere alla medicina - il fatto che la gente di TTIP alla fine ne ha persino sentito parlare, nonostante l’opera incessante di mistificazione e assopimento delle massa da parte dei massmeRdia):





Paolo Barnard - MISDS. SCORDATE L’EUROZONA. SE PASSA QUESTO SI PIANGE DAVVERO. 
Ricordate il mio motto su Twitter? “La news che ti stravolge la vita è quella che scivola dietro l'ombra della news che tutti pensano che gli stravolgerà la vita”. 
Paolo Barnard ve lo dice da anni. LORO non mollano mai, mai. Lavorano 24/24 e 7/7 coi migliori cervelli del mondo, e avevano capito da un pezzo che gli artigli dell’Eurozona si erano di molto consumati. Le mega Corporations di tutti i settori – dalla finanza, all’alimentazione, ai servizi, alla Information Technology – si sono dette “The best days of the Euro-feasting are over. Must find a new way to fuck these States up again”, tradotto: i giorni migliori del banchetto-Euro sono finiti. Dobbiamo trovare un altro modo per fottere sti Stati, ancora. 
Il TTIP è per ora naufragato. L’uomo con le scarpe da 5.000 dollari a Wall Street, a Chicago, o a Francoforte ha per caso sollevato un sopracciglio? No. Lui lo sa benissimo che ciò che oggi i popoli rigettano ‘up-front’, gli rientra sempre dalla porta di servizio.

Ricordate la Costituzione della UE? Rigettata nel 2005 da francesi e olandesi, rientra dalla porta di servizio nel 2007 col nome di Trattato di Lisbona. Ricordate l’infame GATS? Era il trattato per la privatizzazione di ogni servizio vitale del cittadino, dalla Sanità fino all’anagrafe e all’acqua pubblica. Sepolto dai disumani sforzi di poche ONG internazionali, e di pochi media, è tornato ancor peggio col nome TISA, oggi in vista di ratificazione. 
Nel TTIP la cosa in assoluto più micidiale era la clausola che permetteva alle multinazionali di trascinare interi Stati in tribunale se questi obiettavano per l’INTERESSE PUBBLICO alle loro condotte commerciali. Questa clausola si chiamava ISDS (Investor-State-Dispute-Settlement, cioè Risoluzione di Controversia fra Investitore e Stato). Neppure l’infame Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) era mai arrivata a tanto. Al WTO solo uno Stato poteva trascinare in corte un altro Stato se riteneva che il secondo gli impedisse di far business. Io lo denunciai a Report (RAI3) nel 2000, sono 17 anni fa… La carne ormonata USA tentava d’infettare l’Europa, ci fu una battaglia al WTO fra Washington e Roma, Londra, Parigi, Berlino ecc.

Nel TTIP la cosa era mille volte più micidiale col ISDS.

Col ISDS del TTIP la multinazionale USA delle carni avvelenate poteva direttamente far causa a Roma, Londra, Parigi, Berlino ecc per costringerli a cedere. Cioè, migliaia di multinazionali potevano costringere i singoli Stati a processi infiniti e costosi come una finanziaria nazionale, tutti contro l’interesse dei cittadini che quegli Stati ancora TIMIDAMENTE proteggono. Vi rendete conto cosa significa? Può il governo di Roma permettersi 40 avvocati internazionali a 3.000 $ al giorno per avvocato per, mettiamo, 250 cause di altrettante multinazionali per 10 anni? Sono 10.000 avvocati a 3.000 $ al giorno per almeno 10 anni in totale. Fate i conti. E poi se Roma perde, i risarcimenti alle multinazionali arrivano alle migliaia di miliardi di $. Fate i conti. Può permetterselo oggi, quando il governo fatica a trovare gli spiccioli per gli ospedali? 
E poi anche peggio. Perché con il sistema ISDS i processi fra la multinazionale X e lo Stato Y sarebbero stati celebrati in tribunali off-shore, quasi tutti a Londra o New York, non a casa nostra. 
Ok, TTIP bocciato, ma quest’infamia della disputa multinazionali contro Stati interi sta rientrando dalla porta di servizio. Non mollano mai, MAI! 
Please, welcome MISDS. 
Oggi abbiamo una bella cosmesi: la Commissione UE di Jean Claude Juncker ci riporta la sopraccitata infamia del Pubblico Interesse con un altro nome. Sono stati costretti a questa cosmesi dopo che 3,5 milioni di europei firmarono contro il TTIP affossandolo. I bastardi della Commissione di Bruxelles hanno riformulato il trucco, l’hanno prima fatto rientrare in un trattato minore fra Canada e UE chiamato CETA, ma ora per il piacere degli USA ce lo ripresentano così:

MISDS è la stessa identica porcata che dormiva in pancia al TTIP e che ho descritto sopra, cioè il ISDS, ma con davanti la parolina Multilaterale (la M). Bè, semplifico: ora viene chiesto allo Stato X di firmare un accordo con lo Stato Y dove entrambi accettano la porcata ISDS, mentre prima il TTIP applicava la porcata ISDS in massa a tutti gli Stati della UE senza consultarli. Ohhh che miglioramento! Voi pensate che i parlamentari di Roma, tutti preoccupati dalla battaglia PD-M5S sui vitalizi, capiranno cosa la ‘sacra UE’ ci chiede di firmare fra Roma e stato X, Y, o Z? 
Ma peggio: la parola Multilaterale suggerisce che magari Roma abbia gli stessi diritti di far causa alle multinazionali. Macché. La proposta della Commissione lascia tutto come nel ISDS del bocciato TTIP. Saranno solo le mega Corporation a poter trascinare in tribunali off-shore i singoli governi. Inoltre, ovvio no?, credete che le ONG o i sindacati possano far causa alle multinazionali se queste inquinano, causano malattie a migliaia di cittadini o fottono l’occupazione in intere Regioni? Ma và… Zero. 
Cosa significa tribunali off-shore? Nella proposta della Commissione significa tribunali che giudicheranno la disputa multinazionale-Stato e che sono composti da giuristi internazionali di provata esperienza nel settore… nel settore?... INVESTIMENTI. Ma dai? Questi sono al 100% gente come Giuliano Amato che dal settore pubblico è finito a prendere parcelle milionarie dalla Deutsche Bank, poi è tornato al pubblico. Immaginate l’imparzialità dei giudici del MISDS, giuristi che hanno militato anni al soldo della Volkswagen, della Monsanto, della Apple, della McDonald’s, della Unilever, della Dupont, della Thyssen, di JP Morgan ecc., dove hanno preso milioni, poi tornano all’arbitrariato internazionale nel MISDS. Auguri. 
Non so se avete capito che razza di mostruosità, da far impallidire ogni porcata che denunciammo sull’Eurozona e Bruxelles, è questo MISDS. Ci sono là fuori già 75.000, settantacinque mila, mega Corporations che non aspettano altro che la ratificazione del ‘nuovo’ MISDS per devastare come mai nella Storia il potere di un governo di legiferare nell’Interesse Pubblico. Già oggi, dopo 40 anni di Neoliberismo, Neomercantilismo, di Economicidio UE, e di tutte le Sinistre a baciare le pile del Vero Potere, le leggi per l‘Interesse Pubblico sono ridotte a una carcassa di pollo. I bastardi ci divoreranno anche quella col MISDS. 
E sarà sangue come mai prima nella Storia.

Questi begli “europeisti”, questi del “sogno europeo” alla fine vogliono che degli stati nazionali resti solo la polizia e l’esercito e poco altro. Ovviamente a spese del contribuente.. vuoi mica che paghino le multinazionali per mantenere l’ordine e sedare le sommosse, noh?  ;D ... Una cosa un po’ .. un po’ stile Cile di Pinochet, quello che piaceva tanto a Milton Friedman, a Henry Kissinger e a David Rockefeller, per esempio.


Ed ora son tutti li, in una Roma militarizzata, a celebrare i 60 anni dei trattati europei .... 


Puro genio. Quasi un haiku.



(*) Tutto questo se non vogliamo ragionare della possibilita’ che tutto o quasi il terrorismo in Europa (e non solo) sia opera di servizi segreti, agenda globalista, "messaggi” in codice e quant’altro, tutte possibilita’ che comunque abbiamo toccato e che consiglierei di non scartare a priori. Vedi per esempio questo de Il Pedante di un annetto fa su “come si fabbrica un terrorista”. O questo, ora:


Federico Dezzani - Attentato a Westminster: l’ISIS sbarca in Regno Unito in vista della Brexit 
(...) L’attentato del 22 marzo sancisce quella frattura interna al Regno Unito, tra la politica e la City, tra lo Stato-nazione inglese e la finanza cosmopolita che ha in Londra la propria sede principale, tra l’establishment nazionale e quello sovranazionale, mondialista e liberal delle grandi banche: dopo aver vissuto in simbiosi per secoli, i due vecchi alleati si sono separati sull’Unione Europea. Come negli Stati Uniti i servizi segreti, fedeli all’establishment liberal, non si fanno scrupoli nell’attentare alla presidenza di Donald Trump con dossier e fughe di notizie, così in Regno Unito i servizi segreti non hanno remore nell’inviare avvertimenti mafiosi alla camere in vista della Brexit. 
Già, perché non alcun dubbio che l’attentato al Parlamento inglese non ruoti attorno ad una fantomatica guerra di civiltà tra l’ISIS e l’Occidente, ma attorno alla ben più concreta uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, edificata, passo dopo passo (CECA, CEE, UE), proprio dalla finanza cosmopolita che ha sede a Londra, la stessa che negli anni ‘20 del Novecento sovvenzionava il primo esperimento di federazione del Continente, la Paneuropa del conte Coudenhove-Kalergi. 
Si è cercato in ogni modo di depotenziare, se non di ribaltare tout court, il voto dello scorso 23 giugno: si sono raccolti milioni di firme per ripetere una seconda volta il referendum, si è ricorsi all’Alta Corte Britannica che ha vincolato la Brexit all’approvazione del Parlamento, si è cercato fino all’ultimo di indebolire l’azione del governo attraverso la Camera dei Lord, che avrebbe voluto vincolare l’accordo finale sulla Brexit ad un voto delle due camere. Tutto inutile, perché la premier Theresa May ha infine ottenuto, il 13 marzo, che la Camera dei Comuni la investisse di pieni poteri per negoziare la Brexit senza vincoli di sorta: a distanza di una settimana Downing Street ha annunciato l’imminente attivazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona e nove giorni dopo, quando i media ricordavano gli attentati “islamici” di Bruxelles di un anno prima, si è consumato l’attacco a Westminster. 
Il messaggio sottostante all’attentato è inequivocabile: che i negoziati non destabilizzino ulteriormente un’Unione Europea che si dibatte tra crisi politiche, economiche e sociali sempre più lancinanti. Che la premier Theresa May non fornisca altra benzina ai “populisti” oltre Manica, col rischio di innescare un incendio di proporzioni continentali. Che la politica inglese non alimenti le spinte centrifughe che stanno divorando le istituzioni di Bruxelles. (...) 

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