Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

lunedì 13 marzo 2017

Barnard: Come diceva Bertrand Russell. Elite, non gente.

Detto da uno che ci ha creduto e lottato per decenni .. elite contro elite? Popolo sempre bue, a prescindere? Purtroppo mi convinco anch'io di piu' ogni anno che passa. 

Bertrand Russell

Barnard - Come diceva Bertrand, Elite, non gente
(...) E dove sono giunto invece? Qui: l’umanità progredisce solo grazie a poche elite, o addirittura individui, che cambiano la Storia. La gente non fa nulla e mai nulla farà. Essa segue (spesso malvolentieri) i progressi voluti dalle elite, o da individui. E sempre per conto mio sono arrivato (e l’ho scritto) a dire che chi si nasconde dietro al “Ma io cosa posso fare? Non sono nessuno” è un vile che ci sta comodo nella propria viltà, e dunque si merita il proprio destino.

Ieri sono incappato in una registrazione fatta da Bertrand Russell alla BBC nel 1967, dove dice esattamente: “Solo una piccola elite, ma anche un singolo individuo, pensa e agisce per il bene di tutti. Poi il resto dell’umanità segue. La Storia fu scritta in questo modo… Trovo che sia vile l’atteggiamento di chi si proclama scoraggiato. E’ comodo, è una viltà comoda. Se solo ogni individuo avesse il coraggio di coltivare la propria indipendenza mentale, egli potrebbe fare tanto”.
 
Bertrand Russell, oltre a essere uno dei padri della filosofia analitica e della matematica moderna, fu forse la più grande mente del XX secolo, in assoluto. Filosofo, matematico, politologo, attivista, pacifista, carismatico divulgatore e genio. L’arte dell’indipendenza mentale l’acquisì da bambino, quando suo fratello tentava di piantargli in testa i cardini sacri della geometria, ma al piccolo Bertrand non gli si piantavano affatto. Diceva, già da bimbo, “Ma che significa che sono verità assodate da secoli? No, non hanno senso per me, voglio una spiegazione migliore”. E nulla e nessuno riuscirono a svergognarlo in un angolo. Lui pensava diverso e resistette, sempre, per diventare poi ciò che la Storia oggi ricorda come una mente immortale. 
Dunque, io e Bertrand la pensiamo allo stesso modo, e ripeto: non sapevo che lui l’avesse detto. Pensiamo che l’umanità progredisce solo grazie a poche elite, o addirittura individui, che cambiano la Storia. La gente non ha ruolo, la gente segue. Ciò ha implicazioni enormi che dico sotto. 
Ma come già scrissi diverse volte, anche un altro immenso del XX secolo pensava allo stesso modo. Era John Maynard Keynes, la cui famosa citazione recita “Se ci sarà una rivoluzione socialista, essa mi vedrà dall’altra parte delle barricate, non con la gente, ma con le elite”. E fermi! Keynes fu l’economista più pro popolo, pro famiglie e lavoratori di quel secolo, un vero umanitarista. Ma Keynes sapeva bene che nulla può essere affidato al popolo, come infatti, dai Soviet all’era dei consumi, è stato orribilmente dimostrato. Lui auspicava l’avvento di un’elite umanizzata, che avesse ripudiato il valore della ricchezza per abbracciare il bene comune. Ma sempre un’elite auspicava, mai le masse. (...)
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