Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

sabato 18 febbraio 2017

CETA - Lista dei politici italiani che l'hanno votato e un po' di link

Per la memoria. Siete pregati di leggervi e magari salvarvi sui vostri computer e stampare e diffondere questa lista:



Un po' link per chi non sappia ancora perche' il CETA - altro pezzo del sistema globalizzatore e libbberista che sta trionfando da alcune decadi in tutto il mondo - sara', se passa (deve essere approvato anche dai parlamenti nazionali, questa parte, democratica, non sono ancora riusciti ad eliminarla.. per ora!) sara' l'ennesima bastonata. 

Aggiungo solo, molto rapidamente, che non approvato il TTIP quanto ci mette una multinazionale ad aprire una sede in Canada ed agire contro stati europei che osassero ribellarsi alle sue linee guida da li?




Voci dall'Estero - CETA, COSA C’È DENTRO AL PACCO 
Dal blog Transition, di Domenico Mario Nuti, traduciamo un post ospite sul CETA, l’accordo economico e commerciale tra Canada e UE: se ne è parlato molto meno di quanto si sia parlato del TTIP, si sta silenziosamente avvicinando alla conclusione, e non è meno pericoloso né meno foriero di disastri. Come tutti i trattati di questo tipo, contiene una vera e propria espropriazione della democrazia a favore dello strapotere delle multinazionali. Sono garantite al di sopra di tutto le aspettative di guadagno degli investitori internazionali: e per farlo si schiacciano e impediscono leggi e regolamenti nazionali volti a difendere l’interesse pubblico, i diritti dei lavoratori, la salute e l’ambiente.
Di Peter Rossman, settembre 2016


..e giusto per chi non avesse capito che Forza Italia non e' altro che una branca del PD (o viceversa, non cambia nulla) e sono da considerare piddinoidi anche quelli


Alberto Bagnai, Goofynomics - Il metodo Juncker e le neuroscienze (QED postumo sul belìn) 
Vi ricordate del metodo Juncker? 
Si tratta del metodo di governo (ma quelli fighi dicono governance) che consiste nel proporre agli elettori misure formulate in modo sufficientemente incomprensibile perché questi non manifestino reazioni. Se queste invece si manifestano, le proposte vengono ritirate, e poi ripresentate dopo un po', magari rendendole ancora meno comprensibili. In questo modo, impercettibilmente, gli elettori si trovano intrappolati in un sistema di regole che lede i loro interessi, senza accorgersi veramente di quando e come ci si sono ritrovati. 
Questo metodo è stato teorizzato apertamente da Juncker, l'attuale presidente della Commissione, in una celebre intervista rilasciata allo Spiegel, ed è poi stato applicato concretamente diverse volte: pensate ad esempio alla cosiddetta Costituzione europea, rifiutata dagli elettori al cui vaglio era stata sottoposta, e poi sostanzialmente riproposta sotto forma di un Trattato espressamente mal scritto (come ci ricordò lo stesso Amato); oppure pensate, in tempi più recenti, al cosiddetto bail-in (il salvataggio delle banche a spese dei risparmiatori), prima proposto e smentito, e poi approvato (e questo è uno dei tanti QED del nostro blog, perché come sarebbe andata a finire ve l'avevo detto con due anni di anticipo). (....)





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