Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

sabato 4 febbraio 2017

Blondet: Due o tre cose da sapere su Vincent Bolloré

La lettura di Blondet andrebbe consigliata a tutti quelli che si leggono solo Repubblica (o al massimo anche l'Unita' e talvolta il Resto del Carlino)  da una vita .. sulle prime proverete rigetto e chiusura mentale, vi rifiuterete di leggere o di proseguire (un po' lo stesso meccanismo del 9/11), ma dopo un po' scoprirete che ne vale veramente la pena e che forse il mondo non e esattamente-esattamente come ve lo hanno sempre raccontato. Non bisogna mica diventare fasci per leggerlo ;D

Blondet & Friends - Due o tre cose da sapere su Vincent Bolloré
(...) Qualche curiosità su Vincent Bolloré, questo capitano d’industria che si è fatto le ossa nella Compagnie financière Edmond de Rothschild, ed oggi è maggiore azionista di Havas, sesto gruppo mondiale di telecomunicazioni, primo azionista di Vivendi, secondo azionista di Mediobanca, padrone di fatto di Telecom Italia, ora scalatore delle residuali ricchezze del Berlusconi. 
Una puntuta biografia di Le Point, risalente al 2003, lo dice “capace del peggio e del meglio” e “fervente cattolico” perché, dice lui, “amo questa religione perché ci si può far perdonare” .
Cattolico certo. Ma con una nonna materna di nome Nicole Goldschmidt: donna di gran carattere “che ha contato molto per lui, fino a farlo dubitare della sua propria identità” (sic). Sposata all’industriale cartario Henry Follot, nonna Goldschmidt (1899- 1993) si mise immediatamente dalla parte di De Gaulle; lo seguì nel “governo” in esilio a Londra, entrò nella resistenza e divenne una colonna dei servizi di spionaggio del Generale. Dopo la guerra, sotto la copertura di dama della Croce Rossa, ha continuato “una lunga carriera di agente segreto in seno ai servizi operativi dello Sdece, specialmente assicurando i collegamenti del servizio con i suoi omologhi israeliani”.
 
Un collegamento molto efficiente. Secondo il sito Panamza, nonna Goldschmidt era anche assistente di Henry Fille-Lambie, il direttore del “service-action” (assassinii di stato) collaterale al controspionaggio. E con questo sinistro personaggio ha partecipato alla formazione del gruppo clandestino “Battaglione 55” dell’Haganah, illustratosi in massacri-attentato contro i britannici nel 1947.

Nonna Nicole era, ovviamente amica di Edmund De Rotschild (il ramo francese della dinastia) e anche di Anthoine Bernheim: personaggio ragguardevole anche questo. Noto in Italia a malapena come padrone di fatto delle Generali di Trieste (fondata da Morpurgo) attraverso un pacchetto di controllo sottratto a tutti gli sguardi (la finanziaria Euralux di Lussemburgo), Bernheim è stato uno dei pilastri della banca d’affari Lazard francese – in cui entrò su raccomandazione di André Meyer, il padrone della Lazard americana, amico di Enrico Cuccia.
 
Un uomo durissimo, depositario dei segreti dei banchieri “faiseurs de rois” un banchiere spietato, Bernheim, scomparso nel 2012. Con una sola debolezza: per Vincent Bolloré. “Che ragazzo meraviglioso”, disse quando già stava male, sciogliendosi in lacrime: “Sono triste se penso che morirò prima di vederlo compiere la sua avventura industriale”. Da questo indizio, le malelingue sostengono che Vincent sia figlio naturale di Bernheim. Fatto sta che con questo tipo di affetti familiari, non è stato difficile a Bolloré trovare i capitali per la sua avventura. 
Edmond De Rotschild, nipote di uno storico finanziatore del sionismo, membro del direttorio del Bilderberg, era l’azionista principale della cartiera di famiglia Bolloré, e datore di lavoro del giovin signore nella banca d’affari Edmund De Rotschild C.ie dal 1976 all’81. Lì divenne direttore aggiunto; lavorava a fianco di Roger Cukierman, altro gran banchiere ....

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