Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

venerdì 24 febbraio 2017

Angelini: Il testamento di Gheddafi che io non avevo mai letto


Antonio Angelini (Blog de Il Giornale) - Il testamento di Gheddafi che io non avevo mai letto

Ho trovato grazie ad un amico una cosa che non avevo letto su nessun giornale. Il testamento di Muhammar Gheddafi. 

 L’ eredità che ha lasciato a noi italiani è stata la immigrazione incontrollata e la perdita della nostra supremazia sul petrolio libico a vantaggio di altre (Total in primis). 

Il suo popolo sta male, contrariamente a prima quando la Libia era terra dove molti andavano a lavorare da altri paesi. 

Il suo progetto del Dinaro d’Oro è ovviamente naufragato e come moneta per gli scambi si usano ancora Dollaro (per il Petrolio) o Franco CFA che da grandi svantaggi ai paesi africani dovuti al cambio fisso e da vantaggi alla Francia. … Sappiamo tutti a chi è convenuto uccidere Gheddafi (Fra-USA-UK in ordine non casuale) e a chi non è convenuto: NOI (ITA).


Tripoli 5 Aprile 2011, testamento di Muhammar Gheddafi:

Per 40 anni, o forse di più, ho fatto tutto quello che ho potuto per dare al popolo case, ospedali, scuole.
E quando avevano fame, gli ho dato cibo. Ho trasformato Bengasi da un deserto in terra fertile, ho resistito agli attacchi del cowboy Reagan quando, tentando di uccidermi, ha ucciso un’orfana, mia figlia adottiva, una povera bambina innocente.
Ho aiutato i miei fratelli e le mie sorelle africani con denaro per l’Unione Africana. Ho fatto di tutto per aiutare il popolo a comprendere il concetto di vera democrazia, nella quale i comitati popolari governano il nostro paese. (...)

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