Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

martedì 31 gennaio 2017

Bardi - La fallacia di Tiffany: la torta dei minerali si sta rimpicciolendo e gran parte di quello che ne rimane non ce lo possiamo permettere

Contro chi avverte del problema dei problemi, l'aumento folle della popolazione umana e la scarsita' delle risorse che vengono sempre piu' velocemente sfruttate si sono schierati in parecchi in questi decenni, a partire dagli sviluppisti vetero-positivisti industrialisti sino a laghi settori della "sinistra" ma a mio avviso e' la piu' tragica delle cecita' che tutti (o quasi) paiono voler perpetuare. 

Ecco per esempio un retroscena "di destra"...


Blondet & Friends - Qualche voce dalle centrali dell’Estinzione

... ma anche la sinistra keynesiana pare sempre voler sottendere che la scarsita' delle risorse sia tutta una balla, una specie di complottone conto i popoli (da parte di Dio?) e che con le politiche giuste ..... tutti si ostinano a voler pensare che con le proprie ricette economiche (che siano piu' o meno raccontate onestamente e in buona fede o no) si arrivera' al benessere generale e alla crescita (che continuera' per sempre a quanto pare). 

Peccato che al mondo ci siano piu' cose di quelle che ogni teoria economica prevede. 



Ugo Bardi (Effetto Risorse) - La fallacia di Tiffany: la torta dei minerali si sta rimpicciolendo e gran parte di quello che ne rimane non ce lo possiamo permettere 
Nei dibattiti che hanno a che fare con l'energia ed i combustibili fossili, è piuttosto comune leggere o sentire affermazioni come “il petrolio durerà 50 anni all'attuale tasso di produzione”. Si può sentire anche che “abbiamo ancora mille anni di carbone” (Donald Trump ha affermato esattamente questo durante la campagna presidenziale statunitense del 2016). Quando queste affermazioni vengono fatte ad una conferenza, a volte si può percepire il sospiro di sollievo del pubblico; più vengono pronunciate, più l'oratore sembra essere sicuro di sé. Questa reazione è comprensibile se la valutazione di una lunga durata dei combustibili fossili corrispondesse a quello che ci possiamo aspettare per il futuro. Ma possiamo davvero aspettarcelo? 
L'essenza della propaganda, come è risaputo, non è tanto dire bugie, ma presentare un solo aspetto della verità. Questo vale anche per il dibattito sull'esaurimento. Dire che una certa risorsa durerà per decenni, secoli o di più non è una bugia, ma non è neanche la verità. Questi numeri sono basati su un solo aspetto del problema e su ipotesi fortemente semplificate. E' il concetto di “rapporto riserve/produzione” (R/P), un numero che dà una durata in anni della risorsa, supponendo che la quantità di riserve sia conosciuta e che l'estrazione continuerà ai tassi attuali. Normalmente, i risultati di queste stime hanno un'area di comfort intorno. Secondo il rapporto BP del 2016, il rapporto globale R/P del petrolio greggio calcolato sulle “riserve provate” era intorno ai 50 anni, quello per il gas naturale circa lo stesso, mentre per il carbone si è trovato un rapporto R/P nell'ordine del migliaio di anni o forse di più. ...
(...) I costi di estrazione continuano ad aumentare perché, naturalmente, estraiamo prima le risorse più economiche. 
Ad un certo punto, potremmo scoprire che non possiamo più permetterci di pagare quei costi. 
E quando una cosa costa più di quanto vi potete permettere, potreste tranquillamente dire che “è finita”, a prescindere da quello che leggete in termini di riserve che potrebbero esserci da qualche parte sottoterra. 
La torta dei minerali si sta rimpicciolendo e gran parte di quello che ne rimane non ce lo possiamo permettere.



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