Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

martedì 19 settembre 2017

Orwell: La guerra non e' fatta per essere vinta, e’ fatta per durare




Spesa militare per paese

Blondet & Friends - LA PIU’ SATANICA PRIVATIZZAZIONE
L’espansione della NATO ad Est, nei territori dell’Ex Patto di Varsavia, è giustificata dal rinnovato pericolo russo? Il vero motivo è scritto nero su bianco in un articolo del New York Times. Traduco: 
“I fabbricanti occidentali di armamenti hanno fatto pressioni durissime per l’espansione della NATO ai paesi ex-satelliti dopo il collasso del comunismo. E da allora hanno premuto e influenzato sia i vecchi stati-membri NATO sia i nuovi perché non si sviassero fuori dall’Alleanza per acquisti di armi che avrebbero intaccato il loro giro d’affari”. 
https://www.nytimes.com/2017/09/12/world/europe/turkey-russia-missile-deal.html 
Naturalmente il New York Times essendo il megafono dell’Establishment, non sta deplorando la cosa. Anzi, la frase è all’interno di un articolo che si scaglia contro la Turchia di Erdogan per l’acquisto dei S-400 dalla Russia. Un acquisto che “è uno schiaffo alla cooperazione entro l’alleanza NATO” e, per la prima volta dal dopoguerra, intacca il business del complesso militare-industriale statunitense.
La NATO alla “conquista di nuovi mercati”.

Viene così confermata la conclusione del generale pakistano Asad Durrani, uno dei capi dei servizi del suo paese, che noi abbiamo riferito giorni fa: che le guerre americane dell’ultimo trentennio sono dettate non da valutazioni politico-strategiche di Stato, bensì dagli interessi che diremmo commercialidella gigantesca industria dell’armamento americana, dalla sua necessità di “espandere il business”, facendole durare all’infinito, e conquistare “nuove quote di mercato”. (...) 
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"La guerra non e' fatta per essere vinta, e’ fatta per durare per sempre”
George Orwell 

Il Pedante: L'incubo no cash e il teorema di Pangloss


Il Pedante - L'incubo no cash e il teorema di Pangloss

... καὶ ἵνα μή τις δύνηται ἀγοράσαι ἢ πωλῆσαι εἰ μὴ ὁ ἔχων τὸ χάραγμα, τὸ ὄνομα τοῦ θηρίου ἢ τὸν ἀριθμὸν τοῦ ὀνόματος αὐτοῦ. (Apocalisse 13,17)

Delle tante pessime idee escogitate dalla civiltà occidentale per autodistruggersi, l'abolizione del denaro contante è forse la più folle e pericolosa. I pretesti variano secondo l'inclinazione del gregge: in Italia si dice per fermare l'evasione e all'estero - nientemeno - per sconfiggere il terrorismo e le mafie. 
Ovviamente in un'ipotetica società cashless gli evasori e i criminali continuerebbero a frodare il fisco e a muovere miliardi truccando bilanci, creando società di comodo e corrompendo funzionari e politici, esattamente come fanno oggi. E i ladri troverebbero altri modi per rubare, esattamente come ne hanno già trovati. Le cose cambierebbero invece per tutti gli altri, quelli che non avendo conti in Lussemburgo e/o inclinazione al crimine non potranno più proteggere la propria ricchezza dalle crisi finanziarie e dall'arbitrio dei governi. 
La massa di coloro che invocano il monopolio del denaro elettronico sale come una marea marrone. Sicché se ne parla apertamente e chi ne parla è talmente rassicurato dalla stupidità dei tanti da mettere il carro davanti ai buoi e anticipare senza segreti i dettagli di un furto legalizzato: 
  • i tassi di interesse negativi
  • la disciplina del bail-in
  • i congelamenti dei conti correnti
  • il sequestro a sopresa
  • il denaro elettronico ha un costo

.. e aggiungerei anche che i siti pare che capiti che vengano crackati, che se va via la luce (EMP per esempio) ciao ciao a tutta la baracca, che tutto cio\ sara’ usato per spolparci di tasse sino all’osso (la finanza deve avere i suoi tassi di remunerazione noh? Paga stronzo!), ecc, ecc, ecc. Ovviamente in cima alla lista il principio che dobbiamo essere spiati in ogni cosa che facciamo, dove andiamo, cosa compriamo da mangiare, che medicine ... e che se un bel giorno agli illuminati gestori del sistema gli gira che non gli piacciamo, per qualsiasi motivo, ci potranno ridurre alla fame se non alla morte con un click sulla loro tastiera.

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Mazzucco: 11 settembre: Mentana manda in onda le bufale di Attivissimo

Ho visto lo “speciale” di Chicco Shalom Mentana sul 9/11. Temevo peggio devo dire, anche se .. beh, vedere video allegato. La cosa che a me ha fatto piu’ ridere e’ quando la tesi “non complottista” sulla torre 7 ha detto che pero’ c’e’ un (1) ingegnere che dice che secondo lui e’ tutto normale il crollo che conosciamo e che secondo lui alcuni ing ed arch dell’associazione Ing & Arch per la verita’ hanno curriculum discutibili... si sono sempre dimenticati di dire che quelli dell’associazione sono piu’ di millecinquecento (1.500) Ing e Arch. Ma UN Ing dice che secondo lui tutto ok, quindi... :D



Io cosa sia successo quel giorno non lo so ... ma la versione ufficiale e’ spesso veramente ridicolo. Chissa’ se sapremo mai cos’e’ veramente successo. Magari fra 2-3 secoli.


Zibordi a MrTrend

lunedì 18 settembre 2017

Il Pedante: Quelli che "la democrazia ci ha dato il nazismo"

Com’e’ che nelle monete naziste non c’e’ praticamente mai l’immagine di Hitler (cosi’ come in quelle fasciste non c’e’ mai Muscolini) ?

Come dice giustamente Bagnai “il piddino e’ colui che sa di sapere” ... peccato che poi invece la stragrande maggioranza delle volte dimostra di avere la “cultura" di un Bignamino, letto a cazzo la notte prima degli esami. Qui su un meme di qualche mese fa:

Il Pedante - Quelli che la democrazia ci ha dato il nazismo (ridaje) - gennaio 2017
(...) Come spesso accade quando ci si accoda ai luoghi comuni, Bergoglio fa confusione con i riferimenti storici. La «crisis del 30» non avvenne affatto «después de [Paul von] Hindenburg»: l'ex feldmaresciallo Hindenburg occupò infatti la presidenza del Reich anche in piena crisi economica fino alla morte avvenuta il 2 agosto 1934, e fu anzi il maggiore responsabile istituzionale dell'ascesa di Hitler, avendogli concesso per primo i pieni poteri con il Reichstagsbrandverordnung (il Decreto dell'incendio del Reichstag) del 28 febbraio 1933. 
Ma è soprattutto falso che «toda Alemania vota a Hitler». Il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori non arrivò mai a prendere neanche la metà dei voti tedeschi, nemmeno durante le ultime elezioni federali del 5 marzo 1933 (lì raggiunse il 43,9%), quando ormai da mesi le squadracce naziste imperversavano, aggredivano e minacciavano, e gli esponenti dei partiti di opposizione più forti erano quasi tutti in carcere o in esilio. Persino in quel frangente il perseguitato Partito Comunista di Ernst Thälmann riuscì ad aggiudicarsi il 12,3% dei voti. 
Bergoglio dice che «Hitler no robó el poder, fue votado por su pueblo». Il che non è solo falso, come si è dimostrato, ma mortificante per l'interpretazione degli eventi che vuole suggerire. Hitler non ricevette affatto i poteri semidittatoriali dal «pueblo», ma direttamente dalle mani dell'aristocratico, filomonarchico e anticomunista Paul von Hindenburg con un decreto d'emergenza non dettato da necessità e valido sine die, di dubbia costituzionalità persino per gli standard laschi della Repubblica di Weimar. Per buona misura Hitler quel potere lo estorse anche, lo «robó» con le intimidazioni e le violenze delle Sturmabteilung (SA), un corpo paramilitare criminale per quanto impunito, che scorrazzava armato anche tra i banchi parlamentari della Krolloper quando vi fu approvato l'Ermächtigungsgesetz, il Decreto dei pieni poteri del 23 marzo 1933 che pose definitivamente fine alla democrazia consegnando tutti i poteri nelle mani del Führer. En passant quel decreto - e qui capiamo l'imbarazzo di Francesco - passò con i voti decisivi di un titubante Partito di Centro richiamato all'ordine dal suo presidente, il sacerdote cattolico Ludwig Kaas, consigliere del futuro papa Pacelli.

Insomma, a fare di Hitler un dittatore non fu il popolo ma l'élite. Furono gli Junker prussiani a cui appartenevano lo stesso Hindenburg e Franz von Papen, il principale sponsor del cancellierato di Hitler poi appuntato - sicuramente all'insaputa di Francesco - cameriere pontificio nel 1959 dopo una condanna in patria ai lavori forzati, e i grandi industriali e proprietari terrieri allarmati dalle crescenti rivendicazioni sindacali. Ai tanti, troppi, e comunque minoritaritedeschi che votarono Hitler si può certo rimproverare la volontà della dittatura, ma non la sua responsabilità. (...) 

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Vecchio e nuovo logo di Confindustria

Armstrong: Oro da mangiare e da bere - Durden: Cessi di Ginevra intasati da banconote da 500 euro

Armstrong trolla i metallari “sempre e comunque rialzisti”? E’ ad Abu Dhabi e ci posta queste foto:



Armstrong Economics - You can Eat and Drink Gold

Ora da bere nel capuccino e da mangiare sul gelato :o

(daje che si rafforzano i fondamentali dell’oro visto che parte finisce nel cesso! :D)

PS: A Ginevra scoppia il caso di cessi di bar ristoranti e pizzerie otturati da banconote da 500 euro..

Zero Hedge - Swiss Mystery: Someone Keeps Flushing €500 Bank Notes Down The Toilet

Che sia carta o che sia metallo pare che ci siano ricconi che ne hanno da buttare

La crisi e’ alle spalle

Aaah, Merielen ...


FATTI, non pugnette!




Bloomberg (Via Vocidall’Estero) – I poveri italiani triplicati in un decennio, mentre l’economia crolla












Barba: Il congresso messicano discute la monetizzazione del “Libertad" d'argento

Si torna a discutere in parlamento, in Messico, di monetizzare le once d’argento coniate dalla zecca di quel paese (fra l’altro fra i piu’ grossi produttori mondiali d’argento ancor oggi) per facilitare il risparmio dei suoi cittadini (e non solo?). Come? Leggiamo.

Zero Hedge - Mexican Congress Debates Monetization Of The "Libertad" Silver Ounce 
(...) According to the poll taken by the “National Poll Regarding Financial Participation in 2015”, 32% of the population saves informally, that is to say, by “stuffing money under the mattress” and other invented measures, and only 15% saves in a formal manner, for example, by depositing money in a bank account, or by purchasing Government Treasury Certificates (“CETES”) or by voluntary contributions to their official retirement account (“AFORES”). 

La gente mette i soldi sotto al materasso ma i soldi di carta si svalutano.. in banca, in assicurazioni, in debito del paese ... si puo’ fare di meglio.

These options are preferable than just saving pesos, though they are not winners, nor do they allow Mexicans to retain the purchasing power of their savings: they are only alternatives that provide less loss of purchasing power. 
It is just for this reason that it is imperative to go further. At the Forum we insisted on the proposal to give a stable value to the Mexican silver coin. I’ll explain in few words. 
The central feature of the proposal is that the Central Bank of Mexico (Banxico) shall determine a value in pesos for the “Libertad” silver ounce; and that this value shall be slightly higher (by a percentage that would be defined in the corresponding Law) than the price of silver in the international market, in order to provide Banxico with an assured profit in minting and placing these coins in monetary circulation.
Today, for example, at the present rate of exchange and the present price of silver, the Mexican silver ounce is worth $320 pesos. Now suppose the Proposal requires an overprice of 10%. In that case, Banxico’s monetary quote for the “Libertad” silver ounce would be for $352 pesos. 

La Banca Centrale del Messico potrebbe imporre che le once libertad abbiano un prezzo in Pesos, per esempio, superiore del 10% al prezzo dell’Argento in questo momento. Diciamo che ora un’oncia d’Argento “vale” 320 Pesos. Per legge l’oncia Libertad varra’ 350 Pesos. 

If the price of silver should plunge tomorrow to $250 pesos to the ounce, for example, the Mexican central bank would keep the monetary value of the “Libertad” ounce stable. In that way, the saver would not loose and the silver coin would remain “in circulation”. (Actually, the public will scarcely use the silver “Libertad” ounce as money, due to Gresham’s Law; practically all ounces will be held as savings for the long term or for emergencies, and the public will choose to keep on spending fiat money for daily needs, because it is money of no quality at all). 

Se la quotazione dell’Argento va giu’ il valore del Libertad - non stampigliato sulla moneta! - resta 350 Pesos. E per la famosa (per noi su AF) legge di Gresham, la moneta buona finisce al scuro e si usa solo quella cattiva (quella di carta) per gli scambi di tutti i giorni.

As a matter of fact, all the coins we carry around in our pockets are also worth less as plain metal, than their stamped nominal monetary value, and when their metal is worth more than the stamped value on the coins, they go out of circulation and are replaced by cheaper coins. (Why do you think we no longer see coins for 5, 10 or 20 centavos (cents) anymore, and you hardly ever see the yellow 50 centavo coins?). 
On the other hand, if the price of silver should shoot upward, Banxico would have to issue new, higher quotes for the “Libertad” silver ounce (according to the formula to be established by Law). In this way, again, the coin will remain “in circulation”, and since it has no nominal price stamped on it, it will avoid ending up – like all the old silver coins that had stamped values – at the refineries. 

Se il prezzo dell’Argento sale la Banca Centrale stabilisce che i Libertad valgono sempre un 10% in piu’ dell’Argento contenuto. Per esempio se l’oncia arrivasse a 500 Pesos > taaak, Banxico stabilisce che le once libertad valgono 550 Pesos. E cosi’ via, di tanto in tanto. 

In questo modo si evitera’ che i libertad finiscano in fonderia quando il prezzo del metallo contenuto supera il prezzo nominale stampigliato sulla moneta, come il caso della stragrande maggioranza delle monete in argento, oro, rame, nickel, ottone di tutti i tempi passati (pensate anche alle 500 Lire d’Argento, per restare in Italia e non andare troppo indietro nel tempo).

Most of those old silver coins, once their content was worth more than the peso stamped value on their faces, ended up in the refineries. The holders of the coins sold their coins at a profit, for their silver content. 
This won’t happen with the “Libertad” silver ounce, whose value will be adjusted upward, and benefit the saver, who will thus retain his purchasing power no matter what may happen with inflation. Thanks to owning silver “Libertad” ounces, the public’s savings will float on the ocean of currency through the years. 
The great peace of mind for the investor, great or small, will encourage savings and financial responsibility better than any other policy of public stimulus. 
This is not the first time that this proposal comes before the Mexican Congress, but we pray that this time it becomes a reality. We hope so. It’s for Mexico, the world’s Número Uno producer of silver!

E’ la vecchia idea di Hugo Salina Price, i vecchi metallari sanno di che parliamo. Il parlamento messicano sara’ cosi’ intelligente (o non venduto!) da fare passare una legge semplice e geniale come questa per favorire un risparmio solido (;D) ai messicani? Mmmm... 



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Un po’ di info supplementari sui Libertad ma anche su tutta la monetazione messicana in argento e le produzioni minerarie del paese da Steve St.Angelo:


SRSRocco Report - Big Trouble For The Silver Market If Mexico Monetizes Its Silver Libertad Coin
 



domenica 17 settembre 2017

Huxley: Brave New World


Examining Mackinder's Heartland Thesis





Dice: Hai vinto! Che premio preferisci, una barra da 10 once d’argento o una barra di cioccolato? - Armstrong: The confusion in gold



“E’ il tuo giorno fortunato! Hai vinto! Scegli il premio, 10 once d’argento [176 dollari al momento. Er] o una bella barra di cioccolato?” .. “La barra di cioccolato :D”


Armstrong Economics - The Confusion in Gold  
The USA debt of $20 trillion is a tiny fraction of global debt at $160 trillion.(...) Just where is all the money going to run? Gold? Institutions do not buy gold and cannot function with gold, which is not legal tender for even paying your taxes. The only thing that matters is the general public confidence. When the average person on the street no longer trusts government, that is the tipping point. 

20 trilioni di debito USA. E allora? E’ solo una piccola parte dei 160 trilioni di debito pubblico in giro per il mondo. Dove dovrebbe andare tutto il denaro, nell’oro? Le istituzioni non funzionano con l’oro, non e’ neanche buono per pagarci le tasse. Quel che conta e’ la fiducia delle masse. Quando la persona media non avra’ piu’ fiducia alcuna nel governo, quello sara’ il momento di svolta

There is a whole series of people given a choice between a bar of chocolate and a bar of silver. They take the chocolate. Kids line up in Starbucks and pay with their phone – not even cash. Not until you shake the confidence of these people will you see the explosion in markets. That is what took place in the late 1970s. I was there. OPEC created the image of wholesale inflation. People were hoarding toilet paper.


La gente sceglie il cioccolato piuttosto che una barra d’argento. I ragazzi pagano ormai col cellulare, manco piu’ col cash. E’ solo quando sara’ scossa la fiducia di queste persone qui che si vedra’ un’esplosione nei mercati [dei metalli preziosi immagino. Er]. qualcosa come la fine degli anni ’70. Io c’ero. La percezione era di inflazione a briglia sciolte. La gente accumulava persino la carta igienica

(...) the Fed has turned away from QE because pension funds are at serious risk. They have run off to emerging markets and bought very long-term paper desperately trying to get their yields up. As the stock market rises because there is no alternative, the Fed politically will be forced to raise rates. They will end up creating inflation with rising rates that will blow interest expenditure through the roof.

La Fed ha smesso coi QE perche’ stava mettendo a serio rischio i fondi pensione. I mercati azionari salgono perche’ non ci sono alternative e la Fed sara’ costretta ad alzare i tassi. Questo produrra’ inflazione e gli interessi sul debito schizzeranno sino al soffitto

altro sull’oro QUI e QUI

sabato 16 settembre 2017

LaStampa: La valutazione dei rischi UE sul glifosato .. copiata dai doc della Monsanto

"L’Unione Europea che ci difende" ... tz!

La Stampa - Glifosato, la valutazione dei rischi Ue copiata dai documenti Monsanto 
Le sezioni del rapporto dell’EFSA che riesaminano gli studi sul potenziale impatto del glifosato sulla salute umana sono stati copiati, quasi parola per parola, dal dossier presentato da Monsanto. Sono 100 pagine sulla potenziale genotossicità, la cancerogenicità e la tossicità riproduttiva del pesticida

I rapporti UE sulla tossicita’ del glifosato copiati dai documenti della Monsanto! ... “oste, il vino e’ buono?”

Bruxelles e’ solo un covo di paraculi e lobbisti, ve lo dico da sempre, un paradiso per le multinazionali, il Vero Potere mondiale ormai (Big Pharma, Big Oil, Big Banks ..). Per sta gente e’ un sogno bagnato poter fare lobbing in un solo grande centro invece che avere a che fare con tanti governi diversi. A Bruxelles invece e’ tutto molto piu’ facile (come a Washington o in prospettiva nella New York dell’ONU - Governo Mondiale).. a porte chiuse (vedi l’incredibile, abominevole vicenda TTIP e seguenti accordi commerciali internazionali) ... con governo non eletti (la Commissione Europea) ... col denaro controllato da un’altra entita’ non eletta, la BCE ... poi meravigliati che la parola democrazia e’ sempre piu’ svuotata di significato. 

Tu mi dirai che non e’ vero, lo stesso Monti, commissario alla concorrenza ... 

Wired - Perché l’Europa ha congelato le nozze tra Bayer e Monsanto 
Fusione da 66 miliardi. Bruxelles chiede chiarimenti sul futuro del mercato. Le due aziende avranno il 24% delle quote di pesticidi e del 29% dei semi

.. ma scommettiamo che alla fine l’accordo si fara’? 

Intanto: 


L’EurONE che ci difende ... l’”Europa” che ci difende ... glu glu glu ... 


Il Pedante: Siamo cittadini del mondo




DesJardins: Il massiccio impatto che le auto elettriche avranno sui mercati delle commodites


A me pare che, esempio, ad un aumento della domanda di litio del 2900% (!), o di terre rare del 650%, non sara’ proprio facilissimo che l’offerta riuscira’ a rispondere. Ergo in auto elettrica non ci gireranno proprio tutti tutti fra qualche decade. E fra l’altro abbiamo visto un eccellente post qualche settimana fa sui "lievi problemini” che una mobilita’ solo elettrica e magari a base di sole rinnovabili avrebbe sul sistema distributivo, su tutto l’hardware che sarebbe necessario per far si che le EV sostituiscano adeguatamente le nostre abitudini di trasporto attuali. 

Un po’ di specifiche su come e’ stato creato il grafico, se interessa, le trovi qui:
Visual Capitalist - The Massive Impact of EVs on Commodities in One Chart

Peccato si siano dimenticati dell’argento ..... solo l’elemento piu’ conduttivo della tavola periodica e dell’universo (grafene e altre trovate recenti o future della scienza dei materiali non sono “elementi”)! Di solito sto dettaglio della massima conduttivita’ elettrica (e termica) c’azzecca con le robbe elettriche..


venerdì 15 settembre 2017

La preistoria dei Bitcoin


U! Un documento del 1996 del MIT in cui si mostra come all’NSA (National Security Agency, piu’ grossa della CIA) si studiava la possibilita’ di una moneta elettronica, anonima e crittografata gia’ 12 anni prima della nascita ufficiale dei bitcoin nel 2008? ... Bitcoin una roba dei servizi USA? Non fatta uscire nel 1996 perche’ non ce n'era bisogno, l’economia andava alla grande? A che pro? Mmmm...

Di piu’, un Milton Friedman che parlava della necessita’ di una moneta elettronica ed anonima (come il cash) in una intervista di ancora prima, (“negli anni ’80” dice l’autore del video)? 

Beh, cosine interessanti da meditare, direi ;D

giovedì 14 settembre 2017

Il Pedante: Indios veros homines esse (parte I)

Il Pedante qui dice praticamente le stesse cose che dicevo io settimane fa ... ma con uno stile ed una raffinatezza che al vostro qui piccolo teppistello mancano .. anche perche’ un po’ zingaro, un po’ peones, un po’ punkabbestia ;D


The Pedant - Indios veros homines esse (parte I) 

L'homme moderne, au lieu de chercher à s'élever à la vérité, prétend la faire descendre à son niveau.
René Guénon 

Lebensborn A/R
È certo una buffa coincidenza che a tirar fuori dalla scatola degli orrori storici l'eugenetica, pseudoscienza che postula un nesso tra selezione genetica e progresso sociale, sia un signore che di nome fa Eugenio *. Così scriveva su L'Espresso il 7 agosto scorso: 

Si profila come fenomeno positivo, il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana

Il tema non gli è nuovo. A sentir lui, di «meticciato» avrebbe già discusso l'anno scorso nientemeno che con il Santo Padre, ricevendone la seguente previsione: «dopo due, tre, quattro generazioni, quei popoli si integrano e la loro diversità tende a scomparire del tutto». Dopo una seconda udienza nell'estate di quest'anno, ci assicurava che: 

La tesi del Papa è che il meticciato è inevitabile e va anzi favorito dall'Europa. Ringiovanisce la nostra popolazione, favorisce l'integrazione delle razze, delle religioni, della cultura. 

Manca giusto dire che rende il pelo più lucido.
Non è invece una coincidenza, né deve più stupire, che questi manifesti zootecnici appaiano disinvolti sul principale quotidiano nazionale di centrosinistra e che si auspichi di affidarne la realizzazione alla odierna «sinistra europea e in particolare [a] quella italiana». Chi si raffigura portatore di valori e missioni non negoziabili (come è segnalato dall'arruolamento, ci auguriamo coatto, della massima autorità religiosa) finisce nel campo comune ai totalitarismi di ogni colore, quello in cui le comunità umane non sono più destinatarie e ispiratrici, bensì strumenti, di un'idea politica. Anzi, non sono più nemmeno più umane se è lecito stiparle, trasferirle e ibridarle nei recinti da monta come le mandrie. 
Sull'Huffington Post Luca Steinmann ricostruisce il sostrato ideologico di Jugend Rettet, la ONG recentemente incriminata per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. I suoi attivisti, «giovani figli delle classi sociali più abbienti della Germania» che si percepiscono come «figli dei crimini passati commessi in nome della germanicità», sarebbero animati dalla 

volontà di porre fine al costante e opprimente paragone con il passato nazionalsocialista attraverso lo scioglimento delle singole identità particolari, a partire dalla propria... I migranti, in questi termini, rivestono [la] funzione... di contribuire con la loro presenza in Europa alla creazione di una nuova società in cui l'integrazione sia reciproca. All'interno di essa i popoli europei potranno finalmente sciogliere i propri riferimenti nazionali [per] entrare a far parte di un unico mondo globalizzato senza limiti di confini, di differenze nazionali e di retaggi religiosi e culturali.

Il pattern è il medesimo. Se la ricostruzione di Steinmann è corretta, c'è ovviamente da chiedersi come si possano espiare i crimini di chi voleva forzare la selezione di una razza pura... forzando la selezione di una razza mista. Che cosa distinguerebbe i due obiettivi? Tecnicamente nulla, tanto più che in entrambi i casi si lasciano sul campo morti, feriti e stravolgimenti di popoli. E che la cancellazione deliberata di un gruppo etnico o nazionale si chiama ancora genocidio. In quanto all'esecuzione va riconosciuto che i nonni dei giovani rettende avevano perseguito l'obiettivo con più determinazione (Progetto Lebensborn). Oggi ci si limita a sversare nel continente bastimenti di maschi neri in età fertile. E poi? Come si pensa di ottenere un «popolo unico» dal «sangue integrato» nel giro di «due o tre generazioni»? Basterebbe, da solo, il mitico big bamboo a trascinare in massa le europee nei talami dei nuovi riproduttori? O più realisticamente servirebbero argomenti più coercitivi e discriminatori per onorare quella scadenza? Se sì, preferiamo non conoscerli.
Ma fingiamo almeno di crederci. Di credere che tutto ciò sia possibile, anzi auspicabile, e che il fine giustifichi i mezzi. Che in un Occidente minacciato dalla scomparsa della classe media la «nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media» riporterebbe un po' di equità. 
Innanzitutto andrebbe capito dove si collocherebbe quella media. Se l'aritmetica non è una disciplina di destra, non si può combattere la povertà importando poveri, come non si può alzare la media di un insieme di numeri aggiungendovi numeri inferiori alla media. Peccato. Fingiamo però di accettare anche questo: di impoverirci per amore di uguaglianza, per crescere, prima o poi, tutti insieme armoniosamente. Ma è mai successo? Che importando masse etnicamente e culturalmente lontane «dopo due, tre, quattro generazioni, [i] popoli si integrano e la loro diversità tende a scomparire del tutto»? Vediamo.

continua QUI

* Questo link lo aggiungo io ;D


mercoledì 13 settembre 2017

Dezzani: Immigrazione e banlieue come armi di destabilizzazione

Ha un fare un po’ troppo sicuro di se questo Dezzani, un po’ sboroncello per i miei gusti, ma scrive sempre cose interessanti. Immigrazione come arma di destabilizzazione .. e "Papa Bergoglio portato al soglio petrino da quello stesso establishment atlantico che manovra l’esodo migratorio ?! :o ...

Federico Dezzani Blog - Immigrazione e banlieue come armi di destabilizzazione
Con sempre maggiore frequenza appaiono notizie di attacchi a centri d’accoglienza, di crescente disagio sociale nelle periferie delle città, di un’insofferenza montante verso l’ondata migratoria che sta investendo il Paese. Le forze dell’ordine, sempre più spesso, sono chiamate a soffocare le proteste contro l’insediamento di nuovi immigrati nei centri urbani. Un effetto collaterale dell’esodo africano incentivato dalla UE/NATO, dalla Chiesa di Jorge Mario Bergoglio, e dal compiacente governo italiano? No, è ormai evidente che uno dei principali obbiettivi dell’ondata migratoria sia proprio quello di destabilizzare la società dei Paesi europei, Germania ed Italia in testa. Man mano che l’impero angloamericano collassa, cresce il bisogno di esportare caos all’estero.
“L’Italia non ha grandi metropoli con intorno le banlieu”… Era il 2009
Giugno del 2009, annus horribilis per l’economia mondiale sull’onda del crack di Lehman Brothers. All’assemblea annuale di Confcommercio, l’allora ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, elenca pregi e difetti dell’Italia, anch’essa investita da quella crisi che cambierà (e sta tutt’ora cambiando) il volto al mondo. Riportiamo le sue parole 1:

“L’Italia, per affrontare la crisi, ha quattro elementi di forza e solidità: gli 8mila comuni, gli 8,5 milioni di partite iva, il grande risparmio privato, l’Inps e la famiglia. (…) Ha 8mila comuni minimi, medi e grandi e non ha, cosa che costituisce un fattore di forza, le grandi metropoli con intorno le periferie, le banlieu, dove può nascere il conflitto sociale: l’Italia é come una rete capace di assorbire l’impatto che viene dai conflitti determinati dalla crisi”.

Miglia di comuni anziché poche grandi città, milioni di piccoli imprenditori, un alto tasso di risparmio, un istituto previdenziale pubblico solido (l’INPS) ed uno assistenziale ancora più solido, sebbene privato (la famiglia). In particolare, sottolinea Tremonti, sono assenti in Italia quelle sterminate periferie che circondano le altre città europee, fonte di conflitti sociali, scontri, paura e tensioni. Ricordiamo, infatti, che solo quattro anni (ottobre 2005) la periferia di Parigi fu incendiata da undici giorni di violenze e guerriglia urbana.
In vista di una prolungata recessione e della conseguente esplosione della disoccupazione, il ministro dell’Economia giudica quindi una vera e propria “fortuna” la mancanza di simili focolai d’instabilità, dove risiedono, per lo più, immigrati di recente arrivo o seconde e terze generazioni di stranieri. Come non dargli torto? L’Italia, sottoposta non soltanto ai geli della recessione mondiale, ma addirittura ad un cura da cavallo per rimanere “in Europa” (l’austerità dei governi Monti-Letta-Renzi mirante a distruggere la domanda interna e riequilibrare la bilancia commerciale) dimostrerà un’incredibile tenuta sociale: l’esplosione della disoccupazione ed il sensibile calo del tenore di vita non genererà alcun significativo episodio di violenza e buona parte del malcontento sarà riassorbito alle urne dal Movimento 5 Stelle, creato ad hoc.
Facciamo ora un bel salto temporale, per abbandonare il giugno del 2009 ed atterrare nel settembre 2017. 
La Grande Recessione non s’è andata (esplosione dei debiti pubblici, milioni di disoccupati nei singoli Paesi europei, povertà diffusa), anzi: la medicina somministrata all’economia occidentale (denaro a costo zero, iniettato nei mercati finanziari) ha generato una bolla speculativa di dimensioni tali (azioni, obbligazioni private, titoli di Stato) da fare impallidire la precedente crisi dei mutui spazzatura. La domanda è: l’Italia è ancora forte come nel 2009? Sarà capace di affrontare la prossima congiuntura mondiale negativa?
Molte piccole e medie imprese hanno chiuso, si è già attinto con abbondanza ai risparmi, l’istituto previdenziale è stato blindato procrastinando sine die l’erogazione delle nuove pensioni, ma, soprattutto, l’Italia ha perso quella stabilità sociale annoverata da Giulio Tremonti tra i principali punti di forza del nostro Paese.
Lo sbarco di immigrati clandestini, ridotto alle 15.000 unità nel 2010 dopo la stipula del Trattato d’Amicizia italo-libico, è esploso sino alle 180.000 unità del 2016: dalla defenestrazione di Muammur Gheddafi ad oggi, si sono riversate in Italia circa 700.000 immigrati (sommando le cifre fornite dal Viminale), spalmati su tutto il territorio nazionale ma numericamente rilevanti, inevitabilmente, nei centri medio-grandi. Il Paese ha così perso uno dei principali fattori di tenuta: “L’Italia non ha, cosa che costituisce un fattore di forza, le grandi metropoli con intorno le periferie, le banlieu, dove può nascere il conflitto sociale”. L’Italia, ora, ha le sue banlieue popolate di immigrati ed il conflitto sociale può germogliare con facilità e proliferare.
La dinamica, certo, è solo agli inizi, ma la cronaca quotidiana indica chiaramente quale strada si è intrapresa: attentati di privati cittadini contro i centri di accoglienza, crescenti proteste della popolazione contro l’insediamento di immigrati, uso sempre più frequente delle forze dell’ordine per reprimere il malcontento, episodi di intolleranza sempre più violente, esplosione della criminalità legata agli immigrati, dalla delinquenza ordinaria agli stupri. Un contesto già molto teso, destinato inevitabilmente a peggiorare se il flusso di risorse destinato ai nuovi arrivati (4-5 mld di euro annui 2) dovesse diminuire o cessare a causa delle ristrettezze di bilancio. A partire dal governo Monti, l’Italia ha quindi scientemente creato al suo interno una “bomba sociale”, pronta ad esplodere da un momento all’altro.
È stata un’operazione immane, che ha richiesto uno sforzo militare-politico-logistico di primo piano: cambio di regime in Libia (2011), destabilizzazione dell’ex-colonia italiana ed installazione in Tripolitania di un potentato islamista compiacente (2014), attivazione dei flussi migratori, creazione di una rete logistica pubblica e privata per il traghettamento degli immigrati (la nostra Marina Militare e quelle della NATO, affiancate delle Ong), pressione sui governi italiani (sarebbe interessante conoscere i temi trattati dal premier Paolo Gentiloni e da George Soros a Palazzo Chigi 3 e se esiste uno scambio “immigrati contro stabilità finanziaria”), sermoni “umanitari” elargiti dal papa Mario Jorge Bergoglio, portato al soglio petrino da quello stesso establishment atlantico che manovra l’esodo migratorio. Nel frattempo, il dibattito politico italiano è stato a lungo monopolizzato dal dibattito sullo “ius soli”, pensato come una calamita per attrarre nuovi, poderosi, flussi verso il nostro Paese.
Sorge spontaneo il quesito: perché? Perché l’establishment atlantico, la UE/NATO ed i loro caporioni locali hanno riversato nel nostro Paese centinaia di migliaia di immigrati, addensatesi, anno dopo anno, nelle nostre città?

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E cheddire.. Grazie PD, Piddini e parapiddini! Grazie anche per questa. Ma complimenti, davvero. 

Armstrong: Reality of the Dollar

Uno svizzero fa un po’ di domande ad Armstrong: il fatto che alcuni importanti paesi stanno abbandonando il Possente Dollaro non c’entra niente con la sua attuale debolezza?




Armstrong Economics - Reality of the Dollar

Armstrong discute un po’ il fatto che uno stato deve avere piu’ di tutto FIDUCIA (CONFIDENCE), senza quella e’ dura andare da qualche parte, e' la base di tutto. Poi:

Your second question as to why when a group of large countries decide to exclude the dollar from their transactions, it would have nothing to do with that currency’s weakness? This is simple. The strength of the dollar is based on capital flows, not trade. There has been the safe haven issue that dominated World War I and World War II because the USA really cannot be invaded. The USA was nearly bankrupt in 1896 when JP Morgan had to lend it $100 million in gold. By the end of WWII, the USA then had 76% or the world gold reserves because (1) it manufactured everything for Europe and provided food, and (2) capital fled to the States lacking security in Europe. 

La forza del dollaro viene dai flussi di capitali, non dai saldi commerciali

Il fatto e’ che gli USA non possono realisticamente essere invasi. Alla fine della seconda guerra mondiale gli USA avevano il 76% di tutto l’oro perche’ 1) facevano costruire un sacco di roba in Europa e in cambio vendevano cibo 2) non essendoci sicurezza in Europa i capitali fluivano negli States.

China and Russia can complain about the dollar all they want and attempt to denominate commodities in their own currencies. But trade is a tiny fraction of international capital flows. 
This is why the Euro has utterly failed to become a major reserve currency that even China liquidated and drastically reduced their Euro holdings because there was no central government debt. 
Anyone investing in Euros still had to pick and choose among the Eurozone debt and they selected Germany. Just look at the differentials in interest rates within the Eurozone. This reflect the same differences between the States in the USA compared to the Federal debt. 

Russia e Cina possono lamentarsi quanto vogliono del Dollaro e decidere di commerciare le commodities nelle loro valute ma il commercio e’ solo una piccola frazione di tutti i flussi di capitale mondiali [da scolpirsi in testa. Er].

E’ per questo che l’Euro ha fallito come valuta di riserva e persino la Cina ha liquidato e ridotto la sua esposizione all’Euro: perche’ non c’e’ un debito comune

Chiunque voglia investire in Euro si trova sempre davanti al dilemma nel debito di che parcheggiare i soldi e sceglie poi sempre la Germania. Guarda i differenziali di tassi di interesse in Europa [altrimenti noti da noi come “spread". Er]. E’ come se uno che volesse investire in Dollari dovesse scegliere se parcheggiarli in debito del Kansas piuttosto che dell’Illinois.

China understands what is necessary to create a reserve currency. They are opening a bond market to investors. This takes time. China must establish a solid rule of law in order to provide CONFIDENCE for foreign capital to park money in their currency. This is exactly what Europe has failed to do because Germany does not trust the other governments.

La Cina capisce questo problema e sta aprendo il suo mercato del debito agli investitori, ma ci vuole tempo per stabilire una certa FIDUCIA e convincere i capitali mondiali che lo Yuan e’ un parcheggio affidabile. 

Questo e’ quello che in Europa non e’ successo proprio perche’ i tedeschi non si fidano degli altri governi europei.


Poi si parla delle 800 basi militari USA in giro per il mondo e di Svizzera. Armstrong dice che gli svizzeri hanno perso il loro “vantaggio comparativo” (Ricardo) accettando tutte le regole bancarie volute dal resto d’Europa sul segreto bancario, nato ai tempi di Hitler, che aveva reso illegale l’esportazione di capitali.




Nevertheless, historically, ONLY those currencies of the dominant military power have EVER been the reserve currency. So you may not want to hear about the 800 bases etc, but you cannot escape the fact that part of the reserve status of any currency is the military power. 
When Athens became a major power after defeating the Persians, it was the Athens Owl (tetradrachms) that was being imitated in Europe, Asia, and in India.

Comunque, storicamente SOLO le valute di paesi che erano anche POTENZE MILITARI DOMINANTI sono potute diventare anche valute di riserva. 

Quando Atene sconfisse i persiani fu la civetta delle loro Tetradracme ad essere imitata in Europa, Asia e India. 




We find Indian imitations of Roman gold aureus spanning more than 100 years. They are not counterfeits in the sense of trying to create gold plated coins, but they were of equal or greater metal content yet struck in the image of Rome because people TRUSTED the Roman currency in India just as people will TRUST US dollars in Russia or China. The dominant military power is also the reserve currency historically.

Troviamo imitazioni degli Aurei romani per piu’ di un secolo. Non sono dei falsi, nel senso che sono veramente d’oro, non placcate, addirittura talvolta il peso di metallo nobile e’ persino un pochino piu’ alto che negli originali. E’ che le genti avevano preso ad avere FIDUCIA nelle monete romane e le copiavano fino in India. Proprio come oggi il Dollaro e’ accettato anche in Russia o in Cina

Storicamente la potenza militare dominante e’ anche quella che ha la moneta di riserva.

As for the decline in the dollar, we need the false move to set the stage to break the back of the world monetary system. ONLY then will we see a new reserve currency emerge. That will NOT happen with a lower dollar. 
A dollar rally will create sovereign debt crisis outside the USA and reduce trade exports for the USA, and the hunt for taxes will continue to reduce world GDP as today 2% is regarded as fantastic growth when 6% was the optimum in the 1980s.

Quando al declino del Dollaro ci serve prima una falsa mossa, per preparare il palco al crollo del sistema monetario globale attuale. Solo allora vedremo sorgere una nuova valuta di riserva globale. E questo non avverra’ con un dollaro debole ma con un dollaro forte.

Un rally del Dollaro creera’ crisi dei debiti sovrano fuori dagli USA e ridurra’ gli export verso gli USA. E le tassazioni di questi paesi in crisi ridurranno ulteriormente il PIL mondiale.


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In quest’altro post sempre di jeri Armstrong insiste sul Dollaro:
Armstrong Economics - Am I Certain About the Strong Dollar?
China will replace the dollar but only AFTER 2032.
Until then, they must still work on establishing the Rule of Law so that capital will park in yuan with confidence. Denominating oil in yuan or euro means nothing. Where will you park your cash? That remains dollars for major institutions. There is no alternative. Even the Japanese yen is not a free currency because the government retained control over anyone anywhere issuing and debt in yen without government approval.

La Cina rimpiazzera’ il dollaro ma SOLO DOPO IL 2032, pronostica il Vate :D

.. ma tutto il post meriterebbe di essere letto, come anche quest’altro, sempre di jeri (si vede che era in vena o aveva tempo):

Armstrong Economics - Legal Tender Money v Fiat

in cui parla di come anche le monetazioni in oro e argento alla fine erano “fiat” perche’ i re e imperatori che coniavano davano sempre un valore nominale alle loro monete superiore al valore del metallo prezioso che contenevano.

Arriva a parlare di riserva frazionaria e come le banche creano la maggior parte del denaro A DEBITO (sistema monetario basato sul debito), di San Tommaso d’Aquino e del codice di Ammurabi, di debasement del denarius romano nel III secolo, ecc... 

martedì 12 settembre 2017

Durden: Dimenticatevi Bitcoin e tulipani, ecco la vera bolla: Le azioni della Banca Centrale Svizzera


Zero Hedge - Forget Tulips & Bitcoin - Here's The Real Bubble



While the broader market for Swiss stocks has risen modestly this year, one 'entity' has outperformed its peers by such a staggering margin, it has left bamboozled market experts struggling for an explanation. 
And that company is…the Swiss National Bank. 
The price of a share in Swiss National Bank in August rose above 3,000 francs ($3,143) for the first time, more than double the level of a year ago, and up 50% since mid-July, as the Financial Times noted in a story about its performance.

Le azioni della Banca Centrale Svizzera (AZIONI di una BC?! :D) hanno piu’ che raddoppiato in un anno! :D

Shares of the SNB trade like any other company listed on the Swiss stock exchange, though because of their price liquidity is somewhat thinner. The Swiss cantons together own 45% of the SNB while 15% is owned by cantonal banks and the remaining 40% by private individuals or companies. The Swiss Federal Government owns no shares. 
Given the SNB’s holdings – it has demonstrated a voracious appetite for Apple stock and currently holds more than $80 billion in US stocks – the shareholder-backed hedge fund is also having one hell of a year. Perhaps it’s understandable that shareholders see these gains as a driver of value.

Cosa vuoi che ti dica, a me una Banca Centrale S.p.A. fa morir dal ridere .. cazzo aspettiamo a diventare soci? E’ geniale: 1) sei il padrone della valuta 2) la stampi a tiramento di culo 3) ci compri il mondo 4) sei il padrone del mondo 

:D

Antifassissti! A noi!: La legge Fiano

E ale!








Quindi dati i precedenti inaugurati dal Partito “Democratico” in futuro sara’ possibile e regolarissimo bandire, che so, per esempio la religione islamica in Italia? Ma Geni. GENI.

Marattin: Euro Si


Aaah! Meno male che abbiamo l’eurONE, che ci protegge! .. chissa’ come procede la querela di Borghi al sim-pa-ti-cis-si-mo Marattin.



.. e come non ricordare qui un altro genio del PD a proposito del corralito argentino :D



Gia’ l’esordio: Succede l’Argentina, 2001, dopo non pagano piu’ il debito ...”. E l’arroganza con cui si vuole imporre! Incredibili. Troppo spassosi. Comici nati. Oddio, Marattin piu’ che comico a me ricorda un fascio pero... :D



lunedì 11 settembre 2017

La corte Suprema del Guatemala ristabilisce la licenza mineraria a Tahoe Resources per la minera di Escobal

Guardate Tahoe Resources che mosse



Perche’ quel crollo un paio di mesi fa? In Guatemala gli avevano sospeso le attivita’ estrattive. Piccoli problemi supplementari che i miners devono spesso affrontare e a cui magari non si pensa: alluvioni e crolli che ti stroncano le zampette per i costi di rimessa in attivita’, autorita’ di paesi esteri che vogliono piu’ soldi e/o garanzie sulla compatibilita’ ambientale delle attivita’ estrattive (quasi imprescindibilmente ad alto impatto ecologico), scioperi ... 

Oggi pero’ invece


Junior Mining Network - Tahoe Resources: Guatemalan Supreme Court Reinstates Escobal Mining License

Steve St.Angelo un pajo di mesi fa sulla chiusura della miniera di Escobal ci fece un post: si tratta solamente della seconda miniera d’argento primario al mondo :o


SRSRocco Report - WORLD’S 2ND LARGEST SILVER MINE SHUT DOWN: Implications For Company & Market


The world’s second largest primary silver mine, Tahoe Resources Escobal Mine, was forced to shut down operations in Guatemala by a ruling from the country’s Supreme Court. This was due to a provisional decision by the Guatemalan Supreme court in respect of a request by CALAS, an anti-mining group, for an order to temporarily suspend the license to operate the Escobal Mine until there is a full hearing. (picture courtesy of Tahoe Resources)

La miniera e’ stata chiusa dalla Corte Costituzionale del paese centro-americano a seguito delle proteste e richieste da parte di un gruppo di pressione "anti-miniere”... ecologisti suppongo. O concorrenti ;D



A Shutdown Of The Escobal Mine, Ranked #2 In The World, Would Remove 21 Million Oz Of Supply 
According to the 2017 World Silver Survey, Tahoe Resources Escobal Mine ranked #2, behind Fresnillo PLC’s Saucito Mine in primary silver production in 2016. Here are the top five producing primary silver mines in 2016 (Moz – million ounces): 
Saucito (Mexico) = 21.9 Moz
Escobal (Guatemala) = 21.2 Moz
Dukat (Russia) = 19.8 Moz
Cannington (Australia) = 18.2 Moz
Uchucchacua (Peru) = 16.2 Moz
 
Furthermore, the data in the 2017 World Silver Survey reports that a total of 265 million oz (Moz) of primary silver was produced last year. 
Thus, the Escobal Mine represents 8% of total global primary silver mine supply. If Haywood Analysts are correct that production at Escobal may not resume in 2017, than the mine is likely to lose nearly half of the 20-21 Moz forecasted for 2017. 
While this is not a great deal of silver compared to total world silver supply of 886 Moz (in 2016), if the Escobal Mine is shut for a longer period of time, or indefinitely, it could impact the silver market over the next few years.

Pero’, ben un 8% di tutto l’argento primario al mondo viene dalla miniera di Escobal! ... comunque sappiamo che le miniere di argento primario (o miniere primarie in argento, insomma, le poche miniere al mondo che esistono proprio in virtu’ dell’argento e in cui l’argento non e’ un sottoprodotto di altro che e’ il target principale dell’esistenza stessa della miniera) incidono relativamente poco - “solo” un 30% circa - nelle produzioni globali annuali di argento. Forse anche per questo l’argento “si e’ permesso" di scendere tanto di prezzo quest’anno, nonostante la mancanza dell’apporto di Escobal. Da un altro vecchio post di Steve:




un 8% di un 30% rappresenta circa un 2,5% delle produzioni totali globali .. non molto ma neanche pochissimo.. specie in un mercato che stando alle grafiche del Silver Institute e’ in sostanziale deficit da una decade almeno (!!!).

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Seeking Alpha - Resource Sector Digest: Welcome To The 21st Century Tahoe Resources 
(...) It seems that Tahoe has made a mess of assets acquired from Rio Alto a couple of years ago, alienating locals at La Arenas as well as Shahuindo, as evidenced by road blocks and protests which have been escalating in recent weeks. Rude Otto has a detailed post on his blog which we would like to recommend in this context for some local albeit biased color. One cannot help the impression that Tahoe has not learned from past errors and is, in fact, repeating them in Peru - a country where landowners have stopped Newmont Mining (NEM) from building the Conga mine to name just one prominent example of locals gaining the upper hand over misbehaving North Americans. 
The bottom line as we see it: this management team has not yet arrived in the 21st century in their management of relations with their neighbors. This type of behavior might have worked back in the time when this management learned the ropes, but it does not pass the test anymore today.

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Oggi mercati azionari USA (DOW, SP500, Nasdaq, ecc) di nuovo in zona record storico (zzzz... e’ praticamente da quando ho aperto 'sto blog che sono record dopo record :D) e metalli un po’ bastonati. Abbiamo visto il picco momentaneo dopo la puntatina a 1350? Potrebbero salire ancora se l’euro si rafforzasse ulteriormente sino a, tipo, 1,25... intanto i metalli industriali ultimamente sono saliti quasi tutti, il rame e’ su da 2,50 al pound a 3 e rotti ora. Mica poco. A rigore anche il caro vecchio argento (quanto ci hanno stressato gli zebedei negli anni sul fatto che l’oro e’ per i signori, l’oro E’ MONETA e l’argento solo un metallo industriale appunto?) dovrebbe far bene (?!) ... noto poi che l’unico che non scende oggi e’ il palladio. Secondo me, date la carenza di offerta di questo periodo, sopra i 1000 usd/oz ci puo’ ancora arrivare. E starci anche per un po'. Vedremo

I miners comunque a sto giro - pur essendo arrivato l’oro grossomodo ormai ai livelli dell’estate scorsa, sui 1350 contro i 1362 massimo di un anno e rotti fa - hanno fatto piuttosto schifo (ahime’!) ed oggi pajono correre gia’ al ribasso. Un esempio per tutti: il GDXJ sui piccoli miners in preziosi


un anno fa era arrivato a superare persino quota 50 e ora non e’ arrivato manco a 38. 

Sigh. Sob.