Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

domenica 18 dicembre 2016

Maduro: Ritardiamo il ritiro delle banconote da 100 Bolivares (cioe' sostanzialmente tutto il cash) sino al 2 gennaio


In Venezuela il presidente Maduro ha posposto l'eliminazione delle vecchie banconote sino al 2 gennaio prossimo (invece delle 72 ore di un pajo di gg fa). Ragione? Le banconote nuove non ci sono. E come mai non ci sono? Da Bloomberg:

Venezuela President Nicolas Maduro extended the use of the nation’s 100 bolivar bill until Jan. 2 after the government’s decision to pull its largest denomination note out of circulation left the country short of cash, sparking violent protests and looting. 
Maduro’s decision to extend use of the most-widely-used bill came as the president said replacement higher-denomination notes were unavailable because three planes transporting them to the country were “victims of international sabotage.” He did not give details of the alleged sabotage. (...) 

a quanto pare ... i tre aerei che le dovevano portare in Venezuela le nuove banconote "hanno subito dei sabotaggi". 

Domanda: ma uno stato grande e grosso - e con tali nemici - si fa stampare il denaro altrove? La cosa mi lascia basito. Capirei un paesucolo con pochi milioni di abitanti che si fa stampare il denaro dalla De La Rue (che fra l'altro stampa anche i Pound inglesi a quanto pare) ma il Venezuela? ... la serie di banconote ce l'ho e mi sono guardato con la lente quella da 100: in basso a dx nel lato b c'e' scritto "CASA DE LA MONEDA - VENEZUELA". Ma non trovo niente con queste parole nel motore di ricerca. Mah.

Sul sito della Banca Centrale del Venezuela ho trovato solo quello che sappiamo gia' ma niente su chi stampa materialmente il denaro. 

Su Zero Hedge, sempre cosi' pronti a dare contro l'imperialismo americano - per esempio in Siria o in Ucraina, per dirne solo alcune delle ultime - quando si parla di Venezuela invece scatta l' "austriaco" che e' in quasi tutti loro e si scatenano insieme ai Tylers a definire tutto questo complottismo di Maduro, travolto dall'inevitabile destino del socialismo. Mah. 

This, of course, is not the first scapegoating Maduro has blamed his nation's collapse on; as Global Risk Insights' Jeremy Luedli correctly points out, Venezuela is seeing conspiracy theories behind its inflation worries and suspension from Mercosur, as Caracas becomes increasingly divorced from reality.

Deliri, Caracas e' ormai dissociata dalla realta', dicono i Tylers. Che pero' qualcuna delle affermazioni di Maduro la riportano, anche se sotto il sottotitolo "l Venezuela sotto l'effetto della droga delle teorie della cospirazione" (che detto dai Tylers lascia quantomeno un po ad occhi sgranati):


Venezuela’s conspiracy theory addiction 
This state of affairs begs the question why the government would decide on so drastic a measure. Indeed, this was the thought going through the minds of many Venezuelans as Reverol outlined an elaborate conspiracy theory on live television. Specifically, the minister claimed that some 300 million bills have been siphoned out of the country and are being stored in European warehouses as part of a scheme to undermine the Venezuelan government orchestrated by the U.S Treasury Department. Said organization is, according to Venezuela, working with the mafia and local NGOs to hoard bolivars – prompting Caracas’ rapid demonetization initiative. 
This sense of righteous indignation is undermined by the fact that Venezuela increased its oil exports to the U.S by 23% in November, reaching 742,000 bpd. Crippled by the drop in oil prices, Venezuela seems more than willing to trade with Washington while furiously denouncing it at home. 
Another, (marginally) more plausible culprit are the illegal Colombian exchange houses which – according to Caracas – are hoarding bolivars. Yet this in turn begs the question why anyone would be hoarding one of the world’s fastest depreciating currencies. Nevertheless, this did not stop Venezuela from shutting its border with Colombia and Brazil for 72 hours from Tuesday until midnight on Thursday, in conjunction with its demonitization efforts. These measures do not address the root causes fueling the crisis, as government critics maintain that strict currency controls and price-fixing on certain goods are to blame.

La storia che raccontano a Caracas e' che sono vittime di una orchestrazione del Tesoro americano insieme alla mafia e alle ONG presenti nel loro paese, che avrebbero/hanno tentato la carta di accumulare tutto il cash possibile per mettere il bastone fra le ruote al governo eletto. 

Oddio, con tutto quello che sappiamo che hanno fatto gli americani, per decadi, anzi da piu' di un secolo per destabilizzare tutti gli stati del centro e sud America non sarei manco tanto sorpreso se ci fosse del vero. Anche Perkins nella versione aggiornata del suo Confessioni di un Killer Economico parla di tutte le porcate che gli americani hanno fatto contro il fu Chavez, salvato a suo dire solo dal fatto che al momento erano troppo impegnati su altri fronti (Afghanistan ed Iraq). Ho provato a cercare notizie fresche da Perkins ma sul suo sito parlano di prossime gite "new age" in Amazzonia e nel blog non c'e' niente di niente. Sempre comunque un po' paraculo anche il Perkins (by the way, pare sia un discendente diretto di Tomas Paine, padre della patria US). Eppoi con gli anni che ormai ha chissenfrega, vuol solo viaggiare e godersi quel che gli resta, chissa'. 

Su L'Antidiplomatico, notoriamente "sito di sporchi comunisti", hanno tradotto (un po' di fretta direi) una versione filo-governativa che parla - come fanno del resto anche i Tylers nella parte finale riportata qui sopra - di accumuli immensi di banconote da 100 in Colombia, parte non si capisce bene quanto di un piano delle mafie e narcotrafficanti colombiani per reciclare denaro sporco quanto piuttosto di un tentativo di destabilizzare il governo venezuelano. Magari tutt'eddue assieme, non mi pare che sarebbe una novita'. 


(...) Generare perdite e soffocare le mafie. In questo momento ci sono tonnellate di banconote da 100 bolívares in Colombia. Se non ritorneranno immediatamente nel paese per essere consegnate o depositate in banca, saranno perse. Per questo il governo ha ordinato di prendere provvedimenti alla frontiera per evitare il ritorno di queste banconote. (…) La cifra stimata in bolívares presente in Colombia in biglietti da 100, è di 300 miliardi, l’equivalente alla riscossione dell’imposta sul reddito dell’anno 2016. I cambiavalute colombiani subiranno perdite milionarie (…).

Ma leggete tutto su l'Antidiplomatico.

Si parla anche di falsificazione. Anche se per esempio sul Foglio, un anno e mezzo fa, raccontavano che ormai costava di piu' fare un falso dell'originale, la logica di aggredire un paese falsificando al sua moneta non sottosta' a logiche di guadagno.. non immediato almeno. Vedere per tutti il caso dei Pound falsificati a go-go dai nazisti durante la guerra. Non me la sentirei di escludere completamente che non sia andata cosi' come fanno i Tylers, ed etichettare il tutto come complottismo. 


L'unica cosa certa comunque e' che la gente soffe, assalta depositi di cibo e non sa piu' dove sbattere la testa, che sia per colpa del cattivo socialismo iperinflazionario come piace agli "austriaci" o per colpa di manovre imperiali US .. magari, anche qui, tutt'eddue le cose assieme. 





Pero' un turista potra' raccontare, tornato in patria, di aver fatto il pieno con 20 cent (:O)


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