Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

mercoledì 2 novembre 2016

E' evidente: Putin controlla anche l'FBI !!!



"Strana tempistica" ... GIUSTIZIA AD OROLOGERIA!!! .... ma e' evidente: PUTIN CONTROLLA ANCHE L'FBI !!! /sarc

Comunque fatevi i titoli (non sto neanche a controllare su Repubblica/Corriere & Co, immagino che i toni siano sempre gli stessi, "scandaletto sessuale" ... che se e' su Trump e' un ovvove, se e' attorno ai Clinton e' simpatia. Vabbe'):

Il Fatto - Usa 2016, così un messaggio erotico a una 15enne può cambiare la storia degli Stati Uniti (e del mondo)

Se non ci avete capito una beata fava su questo scandalo non c'e' da stupirsi: il silenzio/la sottovalutazione di tutte le malefatte della Clinton sui media mainstream e' stato incredibile, INCREDIBILE in tutti questi media di corsa elettorale. E c'e' anche poco da stupirsi: 

Voci dall'Estero - Wikileaks: LENA, la Propaganda Europea Unificata (per la Clinton) 
Da: mbrowne@americanprogress.org
A: Huma@clintonemail.com
Data: 08 Gennaio 2015, 22:49
Oggetto: Introduzione a Leading European Newspaper Alliance
_____________
Cara Huma,
Felice Anno Nuovo
Spero che ti vada tutto bene. Volevo cogliere l’occasione per presentarti Javier Moreno, ex Capo Redattore di El País e attualmente nuovo direttore della Leading European Newspaper Alliance [“Alleanza/Unione dei Maggiori Quotidiani Europei“] (LENA) .
LENA sarà inaugurato alla fine del mese e il suo obiettivo sarà quello di consolidare un’opinione pubblica a livello europeo. I quotidiani aderenti condividono una serie di valori comuni sull’importanza del giornalismo di qualità per strutturare società aperte e democratiche, con un messaggio di progresso economico, giustizia sociale e difesa delle libertà civili individuali.
Die Welt per la Germania, El País per la Spagna, La Repubblica per l’Italia, Le Soir per il Belgio, e i quotidiani svizzeri Tages-Anzeiger e Tribune de Genève hanno già sottoscritto.
Ciascuno di essi è leader nel proprio mercato delle notizie. Sono già stati presi contatti affinché anche il francese Le Figaro si unisca a LENA. LENA dunque può raggiungere un pubblico complessivo di molti milioni di lettori tra versioni cartacee e versioni online, in quattro lingue diverse e in cinque paesi in Europa. LENA assicura ampio impatto a ogni intervista, commento o articolo di approfondimento, che viene pubblicato contemporaneamente in tutti i quotidiani aderenti.
Se la Segretaria Clinton volesse rivolgersi ai cittadini di tutta Europa, LENA sarebbe volenterosa di aiutarla in questo.
Ti faccio i migliori auguri per un 2015 prospero, felice e in salute.
Sempre vostro –
Matt
Sent from my iPhone


Se invece della Propaganda volete una sintesi di cosa significa davvero questo scandalo delle email vi consiglio Blondet:

Blondet & Friends - Nemmeno "erezione perpetua" blocca l'ascesa di Hillary alla Casa Bianca. 
(...) Rievochiamolo rapidamente: quando è diventata segretaria di Stato, Hillary ha avuto l’obbligo di mandare le sue mail e messaggi vari dal server pubblico del Dipartimento, sia per ragioni di sicurezza e segretezza, sia perché il ministro deve lasciare chiara traccia di ogni sua azione. 
Invece che fa’ la Clinton? Installa un server suo proprio, privato, fisicamente sistemato in una sua abitazione o ufficio, e manda la sua corrispondenza da lì: accessibile a spie di ogni genere (magari gli hacker russi), ma sottratto alla memoria pubblica. 
Questo è già un reato penale rilevante da parte della ministra. Ma viene ignorato: anche se il presidente Obama sapeva benissimo la cosa, tanto che ha spesso comunicato con Hillary via il serve illegale usando uno pseudonimo…Tutto tace. Almeno fino al giorno, nel 2014, in cui si insedia la Commissione sui fatti di Bengasi: quel giorno del 2012 in cui l’ambasciatore Christopher Stevens e i suoi Marines di scorta sono uccisi da “ribelli” libici in circostanze per nulla chiare (si trattava di acquistare da quei pendagli da forca armi saccheggiate dagli arsenali di Gheddafi per mandarle in Siria). In quell’occasione, l’ambasciatore e i suoi Marines non furono soccorsi; ai militari pronti a partire da Sigonella con gli elicotteri fu dato l’ordine di non muoversi: stand down. Era stata Hillary, la ministra? E perché? 
Solo a questo punto la Commissione parlamentare chiede la documentazione, lo scambio di mail ed altre comunicazioni di quei giorni ed ore, e scopre che nulla esiste al Dipartimento di Stato. Gravissimo, anche perché in base alla legge sulla libertà d’informazione (Freedom of Information Act) obbliga i dirigenti pubblici a poter rendere conto, coi documenti originali, dei loro atti. Dove stanno le tracce delle sue azioni, signora? Stanno nel server privato. 
Lo consegni, signora Clinton. Lei infatti consegna le mail. E qui si scopre che, delle 60 mila mail, il suo staff – certo su sua istruzione – ne ha cancellato 30 mila. E cancellati, attenzione, con il programma BleachBit (Candeggia i bits), ossia con una metodologia specifica – e laboriosa – per renderne impossibile il recupero anche da parte di esperti giudiziari. 
Come si giustifica la Clinton? Le 30 mila mail cancellate erano quelle private sue, spiega agli agenti FBI. E chi ha deciso che erano le private, e non quelle di pubblico interesse, magari giudiziario? Lei e il suo entourage. Quelli dell’FBI non ci stanno, cominciano a farle quel genere di domande che somigliano molto ad interrogatori di indiziati: e lei risponde con una quantità di “non ricordo” su una quantità di dettagli. 
agenti dell’FBI la vogliono incriminare e andare fino in fondo alla faccenda. Ma la ministra della giustizia (attorney general) Loretta Lynch, è grande amica di Bill Clinton: e Bill le ha parlato, per una mezz’oretta, non in ufficio ma ai bordi della pista di un aeroporto, luogo ideale per scongiurare intercettazioni ambientali. E dopo quel colloquio gli agenti Fbi si vedono rifiutare da Loretta Lynch le autorizzazioni per avviare l’inchiesta, convocare testimoni, perquisire e così via.

Così, Hillary entra nella campagna presidenziale sotto i migliori, i più solidi auspici. La stampa, le tv, il partito democratico, persino il partito repubblicano sono tutti con lei, e la circondano di lodi e riguardi. E’ ben rime da donatori dal grande portafoglio ( i cinque maggiori sono miliardari ebrei: Georges Soros; Haim Saban re dell’entertainment, Donald Sussman (fondi d’investimento), J.B.Pritzker (venture capitalist), Daniel Abraham (il padrone di Slim Fast). Ma tra i contributori ci sono ovviamente Goldman Sachs, gli emiri, il principe ereditario saudita che si vanterà in un’intervista (subito smentita) di aver contribuito al 20% della campagna della candidata preferita da tutti i poteri forti.
 
Sicché, quando Wikileaks comincia a spifferare migliaia di email scambiate fra la Clinton e il suo staff, i media fanno di tutto per ignorarne il contenuto, scegliendo invece di andare a intervistare certe signore a cui Trump aveva toccato il di dietro 35 anni prima. Perché quelle mail sono estremamente compromettenti. Rivelano con sempre più chiarezza una serie di attività losche di una personalità senza scrupoli e tendente alla simulazione; mostrano che, da ministra, la Clinton compiva ogni tipo di atti illegali; ma riceveva gigantesche mazzette evidentemente in cambio di favori; ovviamente non lei direttamente. Le riceveva, come “omaggi” e “regali di compleanno per Bill” (1 milione di dollari), la Clinton Foundation, la miliardaria fondazione “umanitaria” fondata col marito, che sempre più si rivela “una famiglia mafiosa, tipo crimine organizzato”, come ha avuto modo di dire in un’intervista radiofonica un ex vicedirettore dell’FBI, James Kallstrom: “I Clinton sono una famiglia del crimine, la Clinton Foundation è una fogna”. (... continua, gustosissimo, QUI).

Ah! Ho provato a linkare questo articolo di Blondet nei commenti sul Fatto ... 



Identificato come SPAM :O :D .... 

PS: "me la prendo" col Fatto ... ma solo perche' da loro almeno qualcosina me l'aspetterei, dal Corriere, Repubblica, RAI ecc mi aspetto il silenzio totale, la Propaganda totale, manco ci provo a commentare su Repubblica (a parte che ti skedano direttamente anche per il loro database)

4 commenti:

  1. La storia di come Comey, capo FBI, ha dovuto far retrofront su Hillary a causa di un ammutinamento di massa fra i suoi uomini, skifati dal favoritismo e da Hillary stessa, su Zero Hedge:

    Is This Why Comey Broke: A Stack Of Resignation Letters From Furious FBI Agents
    http://www.zerohedge.com/news/2016-10-30/why-comey-broke-stack-resignation-letters-furious-fbi-agents

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  2. In Italiano:

    HILLARY E L’FBI: LO STATO PROFONDO AMERICANO SI RIBELLA
    Da Katehon, think tank russo vicino all’area ultra-ortodossa e nazionalista di Alexander Dugin, traduciamo questa suggestiva e verosimile ricostruzione della riapertura delle indagini dell’FBI sulle mail di Hillary Clinton a pochi giorni dalle elezioni presidenziali americane. La mossa di James Comey sarebbe la punta dell’iceberg di una rivolta all’interno dello Stato profondo americano, e dell’FBI in particolare, contro la frode elettorale che vorrebbe la Clinton vincitrice. All’orizzonte uno scontro dai toni rivoluzionari, tutto interno alla macchina amministrativa americana, che rischia di mettere in forse la stabilità del potere di Washington, quale che sia l’esito delle elezioni

    http://vocidallestero.it/2016/11/02/hillary-e-lfbi-lo-stato-profondo-americano-si-ribella/

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  3. Bellissimo a purtroppo attualissimo anche questo:

    COUNTERPUNCH – LA PATOLOGIZZAZIONE DEL DISSENSO
    Da CounterPunch traduciamo un azzeccato articolo che descrive, con sfumature satiriche, l’imponente opera di delegittimazione del dissenso (ogni genere di sostanziale dissenso rispetto alla direzione unica indicata dalle classi dirigenti) svolta quotidianamente dai media. Non cambia molto che si tratti di Trump, Sanders, Putin, Le Pen, Brexit, sinistra, destra, anarchici, wikileaks: i media dell’establishment buttano tutti nello stesso mucchio di disdicevoli populisti che non vale la pena ascoltare, tanto meno confutare. Perfino lo stesso riconoscimento dell’esistenza dell'”establishment”, delle “classi dirigenti” e dei loro interessi in contrapposizione a quelli della gente comune, tende ad essere sancito, in questa distopia orwelliana (per ora morbida), come segno di devianza, di complottismo patologico.

    http://vocidallestero.it/2016/10/31/counterpunch-la-patologizzazione-del-dissenso/

    Se non la pensi come la TV ... sei mattooooo! ... sei complottista, matto, fuor di melone ... o peggio, un cane rabbioso da confinare se non abbattere

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  4. 3500 dollari per andare a fare cagnara, piantare grane e seminare zizzania ai comizi di Trump:

    Donald Trump Protester Speaks Out: “I Was Paid $3,500 To Protest Trump’s Rally”
    http://abcnews.com.co/donald-trump-protester-speaks-out-i-was-paid-to-protest/

    No, ho idea che anche questa la Botteri, Formigli, Gruberi ecc non la racconteranno.

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