Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

venerdì 28 ottobre 2016

Tampieri: Ricordando l'italiano Enrico Mattei

In Italia per esempio i jackals di Perkins, gli sciacalli, a me mare quantomeno probabile che fecero fuori Enrico Mattei, reo di aver sfidato il monopolio mondiale delle "7 Sorelle", le compagnie petrolifere americane nate dallo split della Standard Oil che fu l'origine della ricchezza immensa di John D. Rockefeller. Barbara pero' cita anche altri possibili mandanti (ma e' tutto complottismo, vi avverto: robaccia da 5 stelle, sai, le scie chimiche, i rettiliani, hahaha ... ovviamente ;D )... ma forse, alla fine, non e' neanche tanto fondamentale sapere chi sia stato quanto, come scrive Barbara, vedere cosa, che sistema ha vinto dopo la sua morte. 


L'Orizzonte degli Eventi - Ricordando l'italiano Enrico Mattei
(...) Sono trascorsi cinquant'anni da Bascapè ma da quanto diversa ci appare l'Italia di Mattei da quella di oggi sembrano trascorsi anni luce.
L'Italia del cane a sei zampe, di Cortemaggiore "la potente benzina italiana", era un paese dove lo Stato non era ancora una parolaccia impronunciabile. Esisteva lo Stato, non il sistema paese, entità proteiforme che ormai nasconde soprattutto l'interesse privato e delle servitù clientelari, a scapito di quello collettivo. 
Il laissez faire e l'ultraliberismo erano in minoranza rispetto ad una concezione economica ancora predominante che prevedeva ancora il primato dell'interesse generale, potremmo dire una sorta di etica della spinta al benessere per tutti. 
Mattei aveva una visione, come si dice oggi con un termine assai abusato. La visione bruciante del petrolio, dell'energia che muove il mondo e le altre stelle. Una visione industriale ma soprattutto politica. 
Prende in gestione l'AGIP subito dopo la seconda guerra mondiale, nel momento in cui si pensa di chiuderla, di svenderla perché improduttiva, o perché la perdita della sovranità impone al nostro paese anche di dismettere gli asset strategici. Vi ricorda niente? 
Cocciutamente, servendosi abbondantemente della politica del dopoguerra, che conosce dal di dentro grazie al suo passato di partigiano bianco, Mattei salva l'AGIP e la trasforma in ENI, la più importante azienda statale italiana. Statale. Anni luce. 
Corruzione, tangenti e politica. Mattei, per sua stessa ammissione, "saliva sul taxi", ovvero si serviva dei partiti, pagava la corsa e scendeva. Pagava tutti, senza favoritismi, bianchi, rossi e neri. (...)

Ma Barbara ci racconta, persino piu' interessante perche' storia credo meno nota, anche del dopo-Mattei ..


(...) Eugenio Cefis, l'uomo nero dell'ENI e secondo la leggenda il vero capo di quella consorteria occulta di gestione del Potere che chiamiamo per convenienza P-qualcosa, (come la P2), era colui che disse, nei primi anni sessanta: "E' inutile, il golpe in Italia non si fa con le sciabole e i carri armati ma con il controllo dei media: giornali e televisioni". Un profeta, ma non solo. 
In uno suo discorso ai cadetti dell’Accademia Militare di Modena il 23 febbraio 1972, pubblicato nel bimestrale L’Erba Voglio col titolo "La mia Patria si chiama Multinazionale" egli delinea in maniera straordinariamente agghiacciante il futuro che ci avrebbe atteso e che si è puntualmente avverato. (...)

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Qualche appunto mio. Vi segnalo questo mitico Volonte' ..
  


.. ma anche il vero Enrico Mattei, qui che racconta l'eloquentissima, commovente storia di un certo gattino
  


Curiosamente anche Omar Torrijos e Jaime Roldos, solo per dirne altri due citati da Perkins nel suo libro sui killer economici, sono morti in "incidenti aerei".




Omar Torrijos, Wikipedia:
General Torrijos died at the age of 52 [il 31 luglio 1981, Er] when his aircraft, a DeHavilland Twin Otter (DHC-6), registered as FAP-205 of the Panamanian Air Force, crashed at Cerro Marta, in Coclesito, near Penonomé, Panama. The aircraft disappeared from radar during fine weather, but due to the limited nature of Panama's radar coverage at the time, the plane was not reported missing for nearly a day. The crash site was located several days later, and the body of General Torrijos was recovered by a Special Forces team in the first few days of August. Four aides and two pilots also died in the crash. His death caused national mourning around the country, especially in the poor areas.




Jaime Roldos, Wikipedia:
Nel pomeriggio del 24 maggio 1981 l'aereo della Fuerza Aérea Ecuatoriana sul quale viaggiava Roldós si schiantò contro la collina di Huayrapungo, nel Cantone di Celica, nella provincia di Loja. Assieme al presidente morirono sua moglie Martha Bucaram, il ministro della difesa Marco Subía Martínez, Irlanda Sarango, i tenenti colonnelli Héctor Torres e Armando Navarrete, il pilota Marco Andrade, l'altro pilota Galo Romo e l'assistente di volo Soledad Rosero. L'aereo era partito da Quito dopo che il presidente aveva assistito a decorazioni ai combattenti della Guerra de Paquisha contro il Perù. La destinazione era Macará, dove il presidente avrebbe dovuto assistere ad un'altra cerimonia, tuttavia, già in fase di discesa, a 60 km dalla destinazione, l'aereo impattò contro la parete rocciosa del Huayrapungo, esplodendo.



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