Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

venerdì 9 settembre 2016

Zibordi: L'Euro potrebbe salire ora

Zio Zib vede l'Euro in salita sul dollaro ora ... 



Perche? Vedi qua:

Wall Street Journal - Why Dropping ECB QE Constraint Could Actually Tighten Policy
Removing the deposit-rate rule would lead the ECB to buy less long-dated bonds 
In changing the rules that guide a bond buying program aimed at loosing monetary conditions, the European Central Bank could end tightening it all up. 
While the ECB left policy measures unchanged Thursday, some believe it could end up loosening the rules governing its sovereign-bond buying program, often dubbed quantitative easing or QE. 

La BCE potrebbe finire con l'ottenre l'effeto contrario a quello voluto (o pubblicizzato visto che di inflazione manco l'ombra a quanto pare) e invece di "allentare le condizioni monetarie" finirebbe con lo stringerle

Because the ECB isn’t allowed to buy assets yielding below the rate of its deposit facility—currently at a minus 0.4%—German bonds, or bunds, maturing up to eight years from now are currently off limits to the program. That means it could end up running out of bonds to buy. 

Visto che alla BCE e' fatto divieto di comprare asset che diano meno del tasso della sua facility di deposito - ora a meno 0,4% - non sarebbe possibile comprare ora i bund tedeschi, per esempio, che "pagano" (hahaha) ancora meno. Quindi la BCE potrebbe velocemente finire col non avere piu' debito da comprare. 

Dropping this rule could solve the problem. 
But if the ECB does start buying shorter-dated bonds, it may end up driving the yields on longer maturities higher and boosting the value of the euro, the opposite of what the bank wants to achieve. (...)

Abbandonare questa regola potrebbe risolvere il problema ... ma se la BCE si mette a comprare bond a breve scadenza i tassi di quelli piu' a lunga scadenza salirebbero, rafforzando l'Euro (l'opposto di quello che si prefiggerebbero) ...


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Zero Hedge - The ECB's QEnundrum: Draghi May Run Out Of Bonds To Buy As Soon As November

15 commenti:

  1. Volessero svalutare, basterebbe emulare gli svizzeri.

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    1. avete visto i tweet in cui Zibordi ma anche altri mostrano come la moneta tedesca sarebbe sottovalutata di un 20-25% rispetto al cambio dell'euro col dollaro? Beh, chi si ricorda che il cambio Marco>USD prima dell'euro era a SOLO 0,57, con un Marco compravi solo poco piu' che mezzo Dollaro (!?!).

      http://www.xe.com/it/currencyconverter/convert/?Amount=1&From=DEM&To=USD

      Ora sarebbe piuttosto verso 1,50 Dollari per un Neo-Marco.

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  2. Barrai:

    l'intervento di Draghi e' stato un non intervento. Non ha lanciato nuovi qe o spostato il termine piu' in la' ma non ha neppure escluso di farlo.

    Il dollaro, senza QE europeo tende a svalutarsi.....ma si sa...se non c'e' qe europeo vuol dire che l'economia va bene e se l'economia va bene i tassi in usa possono essere rialzati...e quindi un nulla di fatto...

    Per giunta in autunno l'euro potrebbe essere messo alla prova dall'austria e dal referendum in italia...

    INSOMMA SE L'ECONOMIA DOVESSE ANDARE MALE ..UN NUOVO QE PORTERA' L'EURO A INDEBOLIRSI
    SE L'ECONOMIA DOVESSE MIGLIORARE ..ALLORA ANCHE I TASSI USA POTRANNO SALIRE E QUINDI IL DOLLARO NON DOVREBBE INDEBOLIRSI.

    RISULTATO: TRADING RANGE 1,09 - 1,15

    http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.it/2016/09/qe-non-rinnovatodomandona-sul-dollaro.html

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  3. A Marioooo....

    se vuoi un po de bond da comprare,
    fatti sentire,
    te ne scrivo quanti ne vuoi!

    no, non mi ringraziare, fratello
    grazie a te per quello che fai per l'economia!

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    1. Mo SuperMario fa finta che la cura funzioni ... TZ! Inflazione circa a zero, ripresa economica idem ... e la cosa bella e' che NESSUNO nei media televisivi praticamente osa neanche NOTARE che la storia che ci avevano raccontato era che stampava un TRILIONE di euri dal nulla per alzare inflazione e PILs. Ma vi rendete conto della magnitudine della balla che ci hanno raccontato, anche stavolta?

      Bastava stampare UN DECIMO e darlo direttamente ai poveri o a tutti e scommetti che la vedevi la tanto agognata inflazione?

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    2. Per la memoria (se in futuro qualcuno arrivasse in questa pagina potra' vedere che diceva la mosca bianca Bagnai di QE BCE and Co.

      https://www.youtube.com/watch?v=5v-SPTS2y9c

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  4. La breve storia di un disastro mondiale
    di Gerardo Coco / 07 settembre 2016

    Nel 1971, durante l’epoca estiva di quarantacinque anni fa, il presidente americano Richard Nixon dichiarava l’inconvertibilità del dollaro in oro mandando all’aria, unilateralmente, gli accordi stipulati nel dopoguerra a Bretton Woods per regolare il funzionamento del sistema monetario internazionale. Un fatto storico eccezionale in quanto veniva reciso il legame con la moneta aurea che durava dal 1789, anno di fondazione degli Stati Uniti. La via crucis delle continue crisi economiche e finanziare è cominciata proprio dopo questa storica decisione.
    Le regole di Bretton Woods si basavano su un sistema a cambio aureo, il gold exchange standard in cui il prezzo dell’oro era stato stabilito dal Tesoro americano a 35 dollari l’oncia, mentre le valute dei Paesi partecipanti erano convertibili a un cambio fisso in dollari e indirettamente in oro. Il dollaro diventò la vera moneta mondiale e strumento internazionale di riserva. Si trattava però di un pseudo sistema aureo, perché la valuta mondiale poteva essere manovrata lasciando immutato il prezzo politico dell’oro. In virtù di questo regime, le banche di emissione erano autorizzate a contare nelle loro riserve non soltanto l’oro e crediti in moneta nazionale ma anche divise estere convertibili e, ovviamente, dollari. Tuttavia questi dollari, benché registrati nell’attivo degli istituti di emissione, restavano depositati nel luogo di origine. Ad esempio, quando un Paese europeo esportatore riceveva dollari, questi costituivano la base per espandere il credito interno ma poiché restavano depositati nelle banche statunitensi, anche qui venivano utilizzati per aperture di credito. In pratica, pur privandosi di disponibilità monetarie a seguito di importazioni, il potere di acquisto degli Usa non diminuiva mai e il suo deficit dava luogo ad esportazioni di dollari inflazionati. Questa “duplicazione” di dollari istituì di fatto un dollar standard mascherato dal rapporto di convertibilità obbligatoria, permettendo agli Usa di importare senza pagare quello che i Paesi partner guadagnavano esportando (il gold standard tradizionale si basa, invece, sul principio di equivalenza degli scambi per cui i deficit devono essere saldati o esportando di più o in moneta sonante, cioè in oro). Per tale motivo il dollaro, senza un vincolo di espansione, divenne uno strumento inflazionistico e veicolo permanente di contagio monetario. La dollarizzazione, all’inizio, non destò preoccupazioni perché il resto del mondo, dopo il 1945 ancora in corso di sviluppo, aveva fame di dollari. L’oro per diversi anni restò, per così dire, a guardare.

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    1. Beh, veramente, non vorrei dire una cazzata, ma mi pare che la base monetaria del Dollaro, sin dalla nascita e sino a circa il 1900, era l'ARGENTO e NON l'oro. Ehm.

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    2. Dollars $1: 371 4/16 grain (24.1 g) pure or 416 grain (27.0 g) standard silver

      I multipli del dollaro erano in oro ma la base del sistema era argento, definito come sopra.


      Coinage Act of 1792 (Wiki)

      (...) The Act defined the proportional value of gold and silver as 15 units of pure silver to 1 unit of pure gold. Standard gold was defined as 11 parts pure gold to one part alloy composed of silver and copper. Standard silver was defined as 1485 parts pure silver to 179 parts copper alloy.

      The Act also specified the dollar as the "money of account" of the United States, and directed that all accounts of the federal government be kept in dollars, "dismes", cents, and "milles", a mille being one-tenth of a cent or one-thousandth of a dollar.

      The silver content of a dollar under this act was almost exactly equal to 1/5 of the silver content of the contemporary British pound sterling, or 4 British shillings.

      Under Sec.14, any person could bring gold or silver bullion and have it coined free of charge, or later for a small fee, exchange it immediately for an equivalent value of coin. The paragraph summary states: "Persons may bring gold and silver bullion, to be coined free of expense;"

      La gente poteva portare ogni tipo di bullion d'oro o argento alla zecca di Philadelphia per farselo coniare in moneta aggratis. In realta' poi la zecca si ciucciava sino ad un 10% del metallo e quando la cosa divenne nota la gente tese a tenersi il bullion (pepite, altre monete) ...

      https://en.wikipedia.org/wiki/Coinage_Act_of_1792

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    3. PS: alla nascita degli Stati Uniti il cambio era 1 a 15 fra argento ed oro puri. (Gold/Silver Ratio)

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    4. Tornando a Coco: Gli USA si erano messi a stampare ben piu' dollari dell'oro che avevano in cassaforte (Fort Knox e Fed) e in giro per il mondo la gente lo stava capendo. Cartina tornasole fu per esempio De Gaulle, che prese a spedire navi piene di dollari di carta verso gli USA per farseli cambiare in oro (alla famosa "gold window, lo sportello - che funzionava solo per gli stati e non per i cristiani normali - americano adibito a questi cambi. Ecco perche' si dice che Nixon a ferragosto del 71 "chiuse la finestra/sportello dell'oro".

      Le guerre, per esempio quella del VietNam, costano e tipicamente durante le guerre gli stati stampano a manetta denaro / emettono bond-debito ... ecco per esempio dov'e' che gli USA creavano e spendevano i dollari di carta senza oro retrostante, in piu' rispetto all'oro retrostante che avevano.

      PS: Pare che De Gaulle abbia subito DECINE di tentativi di assassinio in quegli anni (!)

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  5. Ma durante gli anni Sessanta l’enorme spesa pubblica sostenuta dagli Stati Uniti per finanziare la guerra in Vietnam e altri programmi interni, inflazionò le riserve di dollari sia dei Paesi europei (gli eurodollari) sia del Giappone, col risultato di sottovalutare le loro valute rispetto a quella statunitense e peggiorando le loro ragioni di scambio. Fu così che esercitarono l’opzione della conversione del dollaro in oro provocando un’emorragia nelle riserve auree statunitensi. Allora Nixon per tamponarla dichiarò il dollaro inconvertibile e lo lasciò fluttuare. Il resto del mondo subì l’imposizione del default valutario continuando a imbottirsi di dollari anche perché nel 1973 la valuta americana era diventata petrodollaro, il mezzo di pagamento necessario ed esclusivo per acquistare il petrolio. Contrariamente alle previsioni degli economisti, l’oro demonetizzato, invece di scendere sotto al prezzo politico di 35 dollari l’oncia, ascese, nel mercato libero, sopra i 200 dollari evidenziando la sopravvalutazione del dollaro. Alla demonetizzazione dell’oro seguì un regime misto di cambi fluttuanti e di ancoraggi al dollaro e iniziava l’epoca delle monete “manovrate”, ovvero il marasma valutario. L’espansione creditizia dei sistemi bancari diventata un multiplo della base monetaria mondiale in dollari (dollari in Usa più riserve ufficiali all’estero), spostava capitali da un mercato e da una valuta all’altra seminando tempeste speculative al ribasso e al rialzo in Europa, Russia, Asia Messico. Le inflazioni delle materie prime negli anni 1973-74, 1979-80, 1990-91 e poi quelle recenti nel 2002-08, sono l’effetto esclusivo della amplificazione della base monetaria in dollari.
    Il dollar standard innescava le svalutazioni competitive. I partner occidentali scambiando prodotti reali contro dollari sempre più deprezzati e reinvestendoli nel debito statunitense, finanziavano consumi, deficit e forze militari americane dislocate in tutto il mondo ma per evitare che l’eccesso di dollari apprezzasse troppo le loro valute penalizzando le esportazioni, attuavano a loro volta espansioni monetarie cercando di mantenere stabile il cambio con il dollaro. Il resto del mondo adottava la stessa politica per aumentare le esportazioni e accumulare riserve per pagare i debiti. Parallelamente, l’espansione abnorme dei governi causata dall’ascesa parabolica dei debiti pubblici e, di conseguenza del carico fiscale per ripagarli, rendeva i Paesi industrializzati sempre meno competitivi rispetto ai Paesi emergenti, il che spingeva a svalutare ancora di più ma col risultato di peggiorare le ragioni di scambio. Gli Stati Uniti, con un deficit permanente che si manifestava esportando di dollari coniati senza produrre, imboccarono la strada del declino industriale trasformandosi da maggior esportatore e creditore nel maggiore debitore mondiale mentre il resto del mondo accumulava riserve in dollari sempre più svalutati. Se si ignora tutta questa dinamica di squilibri non si può capire il fallimento dell’integrazione e cooperazione economica mondiale: la globalizzazione.

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  6. La proliferazione di pratiche speculative, di strumenti finanziari e la Torre di Babele dei derivati (che non esistevano nel gold standard) sono frutto dell’instabilità e della volatilità del regime delle valute inconvertibili inflazionate dal dollaro a cui negli anni recenti si è affiancato l’Euro che, aggravando l’instabilità globale, ha aumentato la necessità di coprirsi dal rischio continuo di default di terzi. L’ipertrofia del settore bancario e la sua insolvenza di fatto è conseguenza dell’accumulo nel bilancio di attività finanziarie che non sono altro che il passivo di debitori insolventi, governi compresi. La riduzione seriale dei tassi di interesse a partire dagli anni Ottanta fino al loro attuale annullamento, è il tentativo di puntellare il valore del dollaro e di tutte le attività che ha inflazionato e che hanno assorbito l’impatto delle emissioni delle valute principali. Il mondo ha pertanto continuato a oscillare tra gli scogli dell’inflazione e della deflazione, la prima creata dagli eccessi di credito e dai sovra-investimenti; la seconda dalla contrazione di credito dovuta all’ineluttabile liquidazione degli stessi.
    Se gli ideatori della moneta unica, oggi seconda moneta di riserva, avessero fatto un’analisi razionale della sgangherata baracca del sistema monetario internazionale, avrebbero evitato, insieme alla presunzione di detronizzarla, di creare una pessima copia della valuta americana. Il dollar standard aveva una patologia insanabile. Gli Stati Uniti non si resero conto che eliminando l’oro avevano privato il sistema non solo dell’unità di conto più stabile mai esistita, ma anche del mezzo di estinzione definitiva dei debiti. Infatti, a copertura della valuta di riserva, passività della banca centrale, restava all’attivo unicamente il valore degli strumenti di debito emessi dal governo americano. Ma una valuta di riserva, posta al passivo, non può avere, nel medesimo bilancio, la copertura all’attivo degli stessi titoli debito che vengono monetizzati per crearla e per usarla come strumento di pagamento internazionale. La conseguenza logica di questa autoreferenzialità (che in un bilancio privato sarebbe una frode contabile) è che la valuta non avendo un valore indipendente dal debito, non può in nessun modo essere strumento di pagamento definitivo. Solo l’oro che non è la passività di nessuno svolge questa funzione. La valuta di riserva identificandosi col debito del governo non può mai ripagarlo perché, se lo facesse, annullerebbe se stessa come mezzo di pagamento creando deflazione. Pertanto, come dimostra la cronaca contemporanea, può essere solo inflazionata e il debito a cui è legata può solo aumentare. Ma quando il debito diventa esponenziale finisce per comportarsi come combustibile nucleare: una volta superata una certa soglia innesca una reazione che fa esplodere il sistema. La reazione è già in atto e la dollarizzazione che ha contagiato tutte le valute potrebbe risolversi in catastrofe. Il mondo si salverà solo richiamando l’oro dall’esilio cui fu condannato quarantacinque anni fa.

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    1. Mah. Che l'oro sara' fatto tornare ad essere alla base del sistema monetario non ci credo tanto .. ci credo quando lo vedo.

      E SE succedesse tremerei: dove lo prenderanno infatti gli stati? Immagino potenziali confische. Nascondere bene cari miei. Meta' dell'oro italiano sarebbe alla Fed di NY. Ma c'e' davvero? Quandi decenni sono che non facciamo un audit? (Germania, Olanda, Austria si sono mosse in questi anni, anche rimpatriando una parte del loro oro all'estero, leggi Londra e NY soprattutto). Se lo chiediamo indietro allo Zio Sam ce lo rida'? I tedeschi per una relativamente piccola quota ci stanno mettendo ANNI a rimpatriarlo ... mah!



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    2. .. sicuramente la tua sintesi e' perfetta e anche migliore di quella di Coco.

      Io vorrei invece integrare il raccontino di Coco: Il sistema in cui viviamo si basa sul debito e sulla crescita. Non credo che al gente, anche quelli piu' informati (alias non TOTALMENTE ignoranti come la persona media) si renda conto di come il mondo moderno, con tutti confort e sviluppo, non ci sarebbe stato senza questa moneta-debito che usiamo... in un gold standard la crescita infinita te la sogni, soprattutto te la sogni la crescita DROGATA di questi decenni (se una banca facesse prestiti solo per i soldi che ha in cassa ... lo sai quanti "imprenditori" si sarebbero dovuti attaccare a sto cazzo in questi ultimi decenni!?)

      Un gold standard potrebbe essere ok per UN MONDO ARRIVATO ALLA STASI (altro che crescita infinita) ... e fra l'altro credo che prima della stasi dovremo tutti decrescere parecchio (Crisi delle risorse non rinnovabili: petrolio, metalli ...)

      ... ecc...

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