Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

sabato 17 settembre 2016

Ciampi: "Galantuomo" ed Eroe?

Simpatico Ciampi, con quelle sopracciglione setolose, il sorrisino, la faccetta modesta .... pero' attenzione a farne un Santo e un Padre della Patria, come sta succedendo ora che e' morto (quasi centenario e, leggo, dopo aver preso sui 30mila euro al mese di pensione) perche' la sua figura e' quanto meno discutibilissima. Altro che Pertini. 

Una sintesi della storia che lo ha visto protagonista nei primi anni '90 ce la fa qui Claudio Borghi: il cambio fisso (protoEuro) dello SME, le speculazioni di Soros contro la Lira nel 1992, i miliardi, le decine di miliardi bruciati dal nostro per difendere il famoso, maledetto cambio fisso del Sistema Monetario Europeo, i vari Draghi e Monti che spuntavano a dare - sion da allora - le ricette sbagliate, sbagliatissime .. addirittura Monti arrivo', nel 1992, a consigliare di vendere parte delle nostre riserve auree pur di difendere il cambio fisso europeo dello SME. Sarebbe tutta da ridere se non fosse che e' invece tutto reale, tutto Storia, e tutto sodomia violenta in corpo italiano e che gli stessi soggetti dopo decenni sono ancora portati in palmo di mano dai media e trattati come eroi e massimi lumi. Tragicomico, davvero.




Allora i vari Mario Monti, Mario Draghi, il caro, simpatico Ciampi e compagnia bella  ci dicevano - esattamente come fanno ora! - che se si fosse usciti dallo SME sarebbero state le cavallette, il disastro, l'inflazione a cariolate di lirette e compagnia bella. Per questo bisognava - gia' sentita? - privatizzare, tassare, pagare, strozzarsi e privatizzare ancora. 


Poi arrivo' Soros e amici e la Lira fu costretta, alla fine, nel 1992 - dopo l'eroica (risate) resistenza del nostro Ciampi a bruciare i miliardi delle nostre riserve di valuta estera - ad uscire dallo SME. 


Risultato? Tempo un anno o due - e dopo una svalutazione del 20% contro Marco tedesco e del 25% contro USD - e l'Italia era rifiorita, al punto che persino i produttori di auto tedeschi correvano in Italia a comprare componentistica. E Mario Monti, fischiettando e facendo finta di nulla, diceva che "si, la svalutazione della Lira ci ha fatto bene". Ma la galera! Per lui e i suoi compari. Invece tutti eroi e te li ritrovi sempre e comunque in tv, oggi come un quarto di secolo fa, riveriti da Mentana e Gruber, eroi della "Serieta'" per il Sole24Ore e tutti ad abbeverarsi in rispettoso silenzio ed ossequio alla fonte delle loro illuminate parole. Ci sarebbe da domandarsi se e quanto gli italiani sono un branco di polli, se nessuno salta su ad urlare allo scandalo. 



Qualche altro link: 



Sole24Ore - Il divorzio tra Tesoro e Bankitalia e la lite delle comari  
di Beniamino "Nino" Andreatta - 26 luglio 1991
Beniamino Andreatta analizzava, a distanza di dieci anni, la storica "separazione dei beni" tra Banca d'Italia e ministero del Tesoro avvenuta nel luglio del 1981.

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Repubblica - QUELL' ERRORE DI CIAMPI NELLA GUERRA DELLA LIRA
24 Settembre 1992 
(...) "Abbiamo riserve in oro per 29.000 miliardi - ha sostenuto Monti - e si poteva lanciare un prestito internazionale in Ecu come hanno fatto l' Inghilterra e poi la Svezia. In questo modo sarebbe stato possibile arrivare al 20 settembre, il giorno del referendum francese su Maastricht". Insomma per il rettore della Bocconi si poteva seguire un' altra direzione. (...) 

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Wikipedia - SME Sistema Monetario Europeo
(...) Il sistema monetario europeo, detto anche SME, entrato in vigore il 13 marzo 1979 e sottoscritto dai paesi membri dell’allora Comunità Europea (ad eccezione della Gran Bretagna, entrata nel 1990), costituì un accordo per il mantenimento di una parità di cambio prefissata (stabilita dagli Accordi di cambio europei), che poteva oscillare entro una fluttuazione del ±2,25% (del ±6% per Italia, Gran Bretagna, Spagna e Portogallo), avendo a riferimento una unità di conto comune (l'ECU), determinata in rapporto al valore medio dei cambi del paniere delle divise dei paesi aderenti. 
Lo SME fu preceduto dal "serpente monetario europeo", costituito nel 1972, che si sciolse due anni dopo con l'uscita di Francia e Italia. Nel caso di eccessiva rivalutazione o svalutazione di una moneta rispetto a quelle del paniere, il governo nazionale doveva adottare le necessarie politiche monetarie che ristabilissero l'equilibrio di cambio entro la banda. 
Il sistema prescriveva inoltre che ogni Stato membro conferisse ad un fondo comune il 20% delle riserve in valuta e in oro
Lo SME fu istituito su impulso del presidente francese Giscard d'Estaing e dal cancelliere tedesco Helmut Schmidt; venne concepito alla luce del decennio precedente caratterizzato da una forte inflazione in Europa e nei paesi occidentali, con la volontà di garantire la stabilità dei cambi. 
Cessò di esistere il 31 dicembre 1998, con la creazione dell’Unione economica e monetaria. 
Lo SME, in seguito alle turbolenze che nel 1992 avevano colpito il meccanismo di cambi (e avevano portato all'uscita di Gran Bretagna e Italia), fu revisionato nel 1993 con l'allargamento degli Accordi europei di cambio, che portarono ad un innalzamento dei margini di oscillazione della valuta fino al ±15%, un maggiore coordinamento delle politiche monetarie, e l’ulteriore liberalizzazione dei movimenti di capitale. 
Fu inoltre costituito nel 1994 l’Istituto monetario europeo, con sede a Francoforte, antenato della Banca centrale europea (BCE).

Sempre in un'ottica storica (come se sto blog fosse destinato ai posteri quasi piu' che a noi oggi ;D) segniamoci un po' di pompiononi elogi funebri di questi giorni:

Repubblica - Nella moneta unica l'eredità di Ciampi

Il Fatto - Carlo Azeglio Ciampi morto a 95 anni. Dalla Banca d’Italia al Quirinale: fece riscoprire l’orgoglio per l’inno e il Tricolore

Una voce meno ossequiosa e deferente:


Marco Mori per Scenari Economici - Ciampi è morto: fu causa del raddoppio del rapporto debito/pil e della perdita della nostra sovranità. 
Fermo il rispetto per la vita umana, in attesa dell’ipocrita campagna di beatificazione in cui tutti si lanceranno, è bene ricordare la verità fin da subito. 
Parliamo infatti di colui che, assieme a Beniamino Andreatta, con il divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia del 1981, causò il raddoppio del nostro rapporto debito/pil in soli dieci anni, strappandoci la sovranità monetaria e ponendo l’Italia su un piano di inferiorità rispetto ai mercati finanziari. Da allora non siamo più un vero Stato, avendo perso uno dei suoi attributi fondanti, la moneta. 
Fu il primo passo verso la perdita della nostra personalità giuridica e della fine dell’Italia come nazione sovrana ed indipendente. Con il divorzio, compiuto con un semplice scambio epistolare tra Ciampi ed Andreatta, la nostra Banca fu dispensata dall’obbligo di sostenere la spesa pubblica nazionale. 
Andreatta ricordo tale atto, dieci anni dopo il misfatto, come “una congiura aperta” tra lui e Ciampi. Si scelse deliberatamente di saltare il Parlamento affinché non vi fosse alcun dibattito e gli interessi contrari non potessero coalizzarsi. 

Praticamente un colpo di stato, mi verrebbe da dire 

Dal 1981 iniziò il violento declino del Paese che poco dopo fu condotto, sempre anche con il contributo fondamentale di Ciampi, in Maastricht e dunque dentro quella moneta criminale che prende il nome di Euro. 
Il divorzio fu indispensabile per i passi ulteriori, un’Italia fortemente indebitata non ebbe alcuna resistenza alla richiesta di cedere sovranità e “mani pulite” spezzo le reni a tutti coloro che vedevano mal volentieri l’avvento del regime violento della grande finanza. (...) 

Beh, adesso, con la santificazione invece di Craxi, Martelli, Pillitteri e la (vecchia) DC, e magari anche Berlusca ci andrei piano. Comunque uno spunto biografico interessante direi.

2 commenti:

  1. (...) il banchiere livornese non è mai stato eletto da nessuno, gli è bastato vincere in gioventù un concorso per entrare in Banca d' Italia, che non è precisamente un commando spericolato di eroi. Se gli va male, se gli va male, non subiscono fucilazioni ma una pensione da trentamila euro, salvo non facciano l' errore di Fazio (Antonio, non Fabio) che osò turbare l' equilibrio dei salotti foderati di pelle umana e imbottiti di derivati.

    La carriera è venuta da sé, dopo che Francesco Cossiga - e se ne rammaricò spesso - lo ebbe scelto come governatore della citata istituzione sita a Palazzo Koch. Lì Ciampi fece il suo capolavoro all' incontrario, un' autorete del tipo di cui era specialista Comunardo Niccolai, ma con questo sciagurato difensore del Cagliari ci rimetteva solo la sua squadra di calcio, con Carlo Azeglio andò a fondo l' Italia isole comprese.

    Con Amato e Scalfaro infatti nel 1992 giocò con i nostri soldi a difendere la lira, una scommessa tragica, per cui buttò nella fornace 70 mila miliardi di lire, perfettamente consapevole dell' inutilità del tentativo. Coloro che sapevano (amici di Ciampi?) parteciparono all' operazione, pagando il marco 750 lire, e si ritrovarono poco dopo con utili immensi, perché dopo pochi mesi ne valeva mille!

    Questo "pasticciaccio brutto" fu il padre di tutte le corruzioni, altro che Tangentopoli, la quale fu al confronto una faccenda di pitocchi. Ciampi e Scalfaro credettero sul serio che quella manovra di Bankitalia potesse avere successo? Peggio mi sento.

    Questo permise alla Germania di ingrassare e di foraggiare coi nostri soldi la dissoluzione della Jugoslavia, finanziando la guerra della Croazia. Di Ciampi si ricorda con enfasi dai laudatores il momento in cui negoziò l' entrata dell' Italia nel serpente monetario, premessa dell' ingresso nell' euro. Si dice ora, e si disse allora, sia stata una vittoria.

    Ma è stata la premessa della parità con l' euro a quasi duemila lire, un affare disastroso, una condanna alla deflazione. L' episodio glorioso è indicato dai memorialisti odierni nel fatto che Carlo Azeglio, dopo la notte di trattative, negò sdegnosamente la mano al sottosegretario alle finanze tedesco Stark che gliela tendeva. Forse fu un attimo di tardiva consapevolezza. Ciampi, dopo tutto quello che aveva fatto per Berlino nel 1992, constatava che la Germania insaziabile ci aveva fregato ancora.

    In compenso, per tornare al 1992, dopo quella oscena manovra che ci spennò fu scelto come presidente del Consiglio dando il cambio a Giuliano Amato. Il neo premier non aveva avuto un voto popolare, non lo ebbe mai. (...)

    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/farina-diavolo-ciampi-lutto-nazionale-ex-presidente-solo-132282.htm

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  2. yeah

    la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza.
    e Ciampi è "il banchiere che ha salvato l'Italia"

    come sempre, prendere il titolone di testa
    ribaltarlo di 180 precisi
    e hai una ottima approssimazione di come stanno davvero lo cose

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