Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

venerdì 16 settembre 2016

Arnoux: Alcune riflessioni sul crepuscolo dell'era del petrolio


Effetto Risorse - Arnoux: Alcune riflessioni sul crepuscolo dell'era del petrolio 
(...) In breve, il Mondo Industriale Globalizzato ha vissuto su un debito totale sempre crescente all'incirca dal momento in cui l'energia netta pro-capite dal petrolio ha raggiunto il picco nei primi anni 70.   
La crisi del 2007-2008 è stato uno sparo di avvertimento. 
Dal 2012 siamo entrati nell'ultima fase di questa triste saga – quando l'Industria Petrolifera ha cominciato ad usare più energia (si dovrebbe di fatto parlare di exergia) all'interno della propria catena produttiva di quella che consegna al Mondo Industriale Globalizzato. Da questo punto in avanti, recuperare l'attuale sistema finanziario forzoso non è più fattibile. 
Questo punto del 2012 ha segnato un passaggio radicale fra i motori del prezzo.
Figura 4

La Figura 4 combina le analisi del The Hills Group e la mia.  Alla fine del 2014 ho visto l'inizio del crollo del prezzo del petrolio come un segnale su di uno schermo radar.  Essendo ben conscio che gli EROI di petrolio e gas insieme erano già passati al di sotto della soglia minima di 10:1, ho capito che questo crollo era diverso da quelli precedenti: i prezzi erano diretti a crollare a terra. Poi mi sono reso conto che il The Hills Group lo scorso mese lo aveva anticipato, che la loro analisi era robusta ed era corroborata dal mercato lì per lì.

Fino al 2012, il motore determinante del prezzo era il costo energetico totale sostenuto dall'Industria Petrolifera.  Fino ad allora il 
Mondo Industriale Globalizzato poteva più o meno felicemente sostenere la traduzione di questi costi in prezzi del petrolio alti, intorno o al di sopra dei 100 dollari al barile.  Ma non è più così.  Dal 2012 il motore determinante del prezzo del petrolio è ciò che il MIG si può permettere di pagare per essere ancora in grado di generare una residua crescita del PIL (su un tempo preso in prestito) sotto l'influenza di una Regina Rossa che sta finendo il “respiro” termodinamico.  Definisco il processo in cui ci troviamo una “Pearl Harbor petrolifera”, che avviene in una specie di irreale moviola. Ciò non è più recuperabile. Entro circa 10 anni l'industria petrolifera per come la conosciamo si sarà disintegrata. Il Mondo Industriale Globalizzato è attualmente senza difese di fronte a questa minaccia.

(...) L'estrazione del carbone, il trasporto, la lavorazione e l'uso dipendono sostanzialmente da combustibili da trasporto derivati dal petrolio, idem per il gas.  La stessa cosa vale per le centrali nucleari.  Quindi il collasso termodinamico dell'Industria Petrolifera - che è ora in corso e che è probabile che sia completo nel giro di 10 anni - sta innescando un effetto domino (ovvero una valanga o, in termini sistemici, una criticità auto organizzata, una CAO).

Attualmente e per il prossimo futuro, non ci sono sostituti per i combustibili da trasporto derivati dal petrolio che possano essere sviluppati entro il quadro temporale necessario e che siano accessibili per il Mondo Industriale Globalizzato.  In altre parole, il 
Mondo Industriale Globalizzato sta cadendo in una trappola termodinamica proprio in questo momento. 
Come ha osservato recentemente B. W. Hill, “Il mondo ora sta spendendo 2,3 trilioni di dollari all'anno in più per produrre petrolio di quanto riceve quando viene venduto.  Il mondo ora sta perdendo una gran quantità di soldi per mantenere la propria dipendenza dal petrolio”. (...)

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Insomma, ce la siamo cavata per decenni grazie al debito, sin dallo shock dei primi anni '70, ma ormai e' arrivato il momento del redde rationem. 

Tutto questo mi fa immediatamente venire in mente un grafico appena visto su Rise of the Robots di Martin Ford, questo:


Fonte: Forbes

Il grafico mostra come a partire dall'inizio degli anni '70 la produttivita' ha continuato a crescere mentre si sono fermati gli stipendi per i lavoratori. Martin Ford e' fra il basito, il sorpreso e l'ironico e arrabbiato su come da decenni gli economisti se ne sbattono di questo grafico e continuano a raccontare e raccontarsi che vale sempre la cosi' detta legge di Bowley (la favola - almeno in quest'ultimo mezzo secolo - che vuole che alla crescita della produttivita' crescano i salari). Al punto che da decenni chi anche solo abbia provato a tirare fuori la magagna viene trattato come un pazzo (e anche "comuniiiiista", da noi)

Sta di fatto che la produttivita' e' cresciuta ma gli stipendi sono in calo dal 1973 (in valori corretti con l'inflazione) negli states. Stesso discorso anche per praticamente tutto il resto del mondo. Ed e' da loro che aumentano i profitti delle multinazionali e la ricchezza si e' andata concentrando sempre piu' in poche mani. 

E' interessante il momento che ha segnato questo spartiacque: Ford dice il 1973. Che successe allora? Il Peak Oil (convenzionale) negli Stati Uniti (come predetto quasi al millimetro ma Marion King Hubbert) e lo shock energetico, la crisi petrolifera. Un caso? Molti vedono la causa nell'abbandono del gold standard (Nixon 1971) ... ma se le due cose fossero legate? Guarda un po' e' da allora che si prese a parlare di PetroDollari.... quale le causa e quale l'effetto? Mi pare piu' probabile che l'inizio della crisi energetica sia la causa e l'abbandono del gold standard una conseguenza, reso necessario da quello che e' stato il tratto saliente di questi ultimi decenni: l'esplosione del DEBITO (in tutte le sue forme, pubblico, privato, familiare, al consumo, delle imprese). Per decenni, il mondo e' cresciuto sull'onda di debito/credito sempre crescente .. ma ormai siamo arrivati al punto in cui questa immensa ondata - stile tzunami - e' arrivata a spumeggiare e sta per chiudersi, infrangersi. 

L'energia e la sua disponibilita' a basso prezzo alla base di tutto? "Elementare Watson", mi verrebbe da dire. 

16 commenti:

  1. Dopo una bella mietitura di vite umane, i salari potrebbero anche aumentare.

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    1. Ho l'impressione che sia una probabilita' piuttosto forte per i prossimi decenni, si. Pensare che per DECENNI se fiatavi a dire che sarebbe stato meglio controllare la crescita umana ti saltavano (e ancor oggi) alla gola, da destra, da sinistra, i democristiani, i "comunisti", i fascisti, praticamente tutti .. I PRETI (che mo piangono i morti migranti. Coglioni e assassini, da sempre per il NON controllo delle nascite. Tz)

      Alla fine ci pensera' LA NATURA ( o DIO se preferite) a sistemare i conti che non possono tornare. Bella prova.

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    2. .. st'articolo comunque e' piuttosto "pesante" pure per me .. 10 anni e' kaput l'industria petrolifera come la conosciamo? Esagerato verrebbe da dire... oppure no, ha ragione lui? Seneca Cliff: a salire si va piano, a "scendere" basta molto meno tempo.

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    3. ... pensando anche al post di St.Angelo dell'altro giorno: Se davvero il mondo arrivera' ad un "grinding halt", una "grippata violenta", sino a che punto 7-8 miliardi di persone potrebbero tirare avanti senza rame, senza ferro, senza risorse? Ovvio che la prima crisi, quella piu' grossa, sarebbe sull'alimentare (supermercato vuoti?) ma poi, anche ipotizzando un miliardo di morti - resterebbero MASSE che vorrebbero comunque anche risorse non rinnovabili come i metalli .. non so, tenderei a pensare - a SPERARE - che la discesa sia/sara' piu' dolce, che dia un momento per adattarsi, non un CRACK violento ..

      .. i metalli preziosi, in un mondo alla Mad Max, penso che varrebbero e non poco .. ma NON in Lire o Euro o Dollari ma come mezzo di scambio per il BARATTO. In un mondo "semi-normale" - non il ritorno all'eta' della pietra stile Mad Max, che spero sia improbabile - invece potrebbe esserci ancora delle valute, degli stati ed i metalli essere valutati in quelle monete... MAH! Chi vivra' vedra'.

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    4. @Er: "senza ferro"

      Non esageriamo...
      Va bene che alcune risorse sono limitate rispetto agli utilizzatori, ma cerchiamo di dare un limite a questa regola.
      Di ferro ce né così tanto, che quando i pozzi petroliferi si esauriscono, le torri di estrazione che sono fatte in ferro, vengono abbandonate li, perché è così abbondante e costa così poco che non vale la pena recuperarlo.

      Il ferro NON mancherà mai!
      E' troppo abbondante in natura.

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    5. Semplicemente un'iperinflazione in stile Venezuela, ma estesa a livello globale, fino a dover tornare ad un PEG con qualcosa di fisico, per riconquistare la fiducia.

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    6. @Pulvi: hehe! hai ragione! :D ... m'e' scappato nella fretta

      Ferro, Silicio, Alluminio, Ossigeno, Idrogeno non mancheranno tendenzialmente MAI .. che altro?

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    7. Er:"che altro?"

      i "Cretini" !!
      Sono elementi molto abbondanti, la cui madre è sempre incinta! :-D

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    8. :D

      davvero, trovo TRAGICO notare sempre come i piu' scemi, ignoranti e cazzoni fanno sempre piu' figli (non e' una legge ma quasi)

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    9. Sono i più irresponsabili, ecco perché fanno tanti figli...
      figli a carico della comunità!

      Il ragionamento che sento dire più spesso è:
      per ora facciamo i figli e poi si vedrà, in un modo o nell'altro faremo...

      Mah!!!

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    10. .. skerzi a parte, e tralasciando azoto, ossigeno e minchiate simili (oddio, in Cina vendono bombolette di ossigeno per strada :o) .. alla lunga (parlo di SECOLI) - e senza miracoli energetici - all'umanita' restra sostanzialmente ferro, legno, silicio, alluminio (che pero' costa energeticamente un botto da estrarre dalla bauxite per esempio) magari un po' di rame (costoso e prezioso), ottone (costosissimo) ... nickel, argento rarissimi e preziosi ... mi sa che i sacchettini di plastica di patatine e succo d'arancia (tetrapack) saranno roba da siuri.

      Tutto attenuato se la popolazione tornasse, per dire, a 1-2 mld

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    11. Certe volte penso ad alcuni beni che utilizziamo e che non valgono quasi niente,
      ma che in una società senza combustibili fossili non sarebbero disponibili completamente.

      Pensa a una semplice spugna per lavarsi o per lavare in cucina; con cosa la si farebbe?

      Sono cose che l'industria del petrolio ci regala a costo quasi nullo,
      ma che in una società senza combustibili fossili non sarebbe possibile ottenere a costi bassi.

      Per non parlare di cose che solo il benessere ci ha potuto fare avere:
      gli antibiotici, la chirurgia, le radiografie;
      tutta la medicina in genere.

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    12. @"per ora facciamo i figli e poi si vedrà, in un modo o nell'altro faremo"

      mal che vada .. ce li mangiamo (penseranno i genitori dei loro figli .. tanto se li fanno con quella scioltezza .. poi per molti di questi soggetti qui i figli sono una proprieta', servono per garantirsi una pensione. Belle personcine davvero)


      @spuge

      maddai! il progresso! la scienza dei materiali creera' materiali nuovi e anche migliori ... infiniti poi .. e che si producono senza consumare energia ...... ehm ...

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    13. .. per forza che il mondo e' popolato da coglioni: piu' son coglioni e piu' fan figli. Buona razza non mente ;)

      E piu' son colti e responsabili piu' non ne fanno o ne fanno 1 o proprio ad esagerare 2

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    14. Forse non ci sarà bisogno di aspettare la fine delle risorse...

      Mi pare che gli USA stanno facendo il solito doppio gioco in Siria,
      facendo saltare le truppe Siriane con la scusa di colpire l'ISIS.

      La Russia sta incominciando a restituire i favori,
      facendo saltare per aria una postazione di comando con 30 graduati: israeliani, Inglesi, ecc.

      Una bomba tira l'altra e si finisce con la guerra diretta nucleare!
      Caz_o!!

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    15. Evvai! "Distruzione Creativa" (poi c'e' tutto da ricostruire .. se resta qualcuno, ovvio ;) )

      M**chia!

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