Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

lunedì 27 giugno 2016

SalvaBanche italiche in arrivo?

Continua il macello delle banche italiane, dei -25% venerdi' scorso e pure oggi i -7 e simili fioccano ..come qualcuno diceva e' l'Euro e il resto d'Europa che deve temere, piu' che gli inglesi, dal Brexit... e vuoi che non arrivi qualche dichiarazione di bazooka in arrivo? 

Zibordi:
"Renzi vuole entrare nelle Banche", ovviamente vuole dire è la BCE entrerà. Renzi non ha euro, la BCE invece sì


Non pensate che stiano fermi... Il crollo delle banche italiane verrà usato ora per imporre un Bail-Out all'Italia

Bail-Out, spazzare la merda fuori .. cioe' salvarle col culo dei cittadini, non dei correntisti. Vedremo che tirano fuori dal cappello (temo, tanto per cambiare, il nostro cul*)


La versione di Feltri sul Fatto (se lascia stare il TTIP magari e' meglio .. il che non vuol dire che non faccia dei danni altrove):

Il Fatto - Banche, il piano del governo: Stato azionista, stop al bail in 
Trattative riservate tra palazzo Chigi e Commissione Ue per un salvataggio da 40 miliardi che stabilizzi il sistema bancario dopo il tracollo di venerdì a piazza Affari
(...) Dalla fine del 2014 la direttiva Brrd, recepita dall’Italia a novembre 2015, vieta agli Stati di risolvere le crisi bancarie: ha introdotto il principio del bail in, il conto del dissesto viene scaricato sugli azionisti, poi sugli obbligazionisti e se necessario perfino sui depositanti sopra la soglia dei 100.000 euro garantiti. É l’approccio che il governo italiano ha applicato, in via anticipata, per le quattro banche “salvate” a novembre, Banca Etruria, CariChieti, CariFerrara e Banca Marche. 
Questa svolta nella gestione delle crisi bancarie era stata votata da tutti per assicurare che mai più i soldi dei contribuenti sarebbero stati usati per salvare le banche, è uno dei pilastri dell’Unione bancaria perché dovrebbe rompere il circolo vizioso: la fragilità delle banche che richiedono debito degli Stati per essere salvate col risultato che poi le stesse banche devono salvare gli Stati comprando il loro debito che nessuno vuole sul mercato. (...)


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