Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

sabato 4 giugno 2016

Palma: L'assetto istituzionale del ventennio fascista aveva maggiori contrappesi del combinato disposto di Riforma Istituzionale Renzie ed Italicum


Giuseppe Palma (via Scenari Economici) - L’ASSETTO ISTITUZIONALE DEL VENTENNIO FASCISTA AVEVA MAGGIORI CONTRAPPESI DEL COMBINATO DISPOSTO RIFORMA COSTITUZIONALE-ITALICUM
Potrebbe apparire assurdo, ma sembra davvero di essere tornati indietro di novant’anni: il regime fascista, adottando prima la “Legge Acerbo” e successivamente le “leggi fascistissime”, introdusse la variante del premierato alla forma di governo parlamentare pur mantenendo formalmente (e minimamente) la cornice istituzionale disegnata dallo Statuto Albertino, quindi con la figura del Capo dello Stato impersonata dal Re che – essendo espressione dinastica di Casa Savoia e quindi non espressione del PNF – fungeva quantomeno da “accettabile” contrappeso istituzionale, tant’è che fu proprio il sovrano, nel pomeriggio del 25 luglio 1943, a destituire Mussolini e a porre fine al fascismo. 
A tal proposito occorre ricordare che il voto espresso dal Gran Consiglio del fascismo sull’ordine del giorno Grandi nella seduta del 24-25 luglio 1943 non era giuridicamente vincolante né per il Re né per Benito Mussolini (infatti il Gran Consiglio era un organo con funzioni meramente consultive), quindi la decisione della corona di destituire e far arrestare Mussolini rappresenta – al di là delle più vaste valutazioni che la materia richiede – un aspetto che merita qualche riflessione anche di carattere costituzionale riguardo alla funzione di contrappeso istituzionale che il Capo dello Stato esercita e rappresenta nei confronti del potere esecutivo (nei limiti, ovviamente, cui l’esempio si presta). 
Oggi, invece, con questa riforma costituzionale che pone fine al bicameralismo paritario e introduce il “monocameralismo imperfetto” (accompagnato da una legge elettorale a forte vocazione maggioritaria com’era esattamente la “Legge Acerbo”), la figura del Capo dello Stato sarà espressione diretta dei partiti, quindi, a partire dalla settima votazione in avanti, probabile proiezione della volontà di quella sola lista assegnataria del premio di maggioranza (...) 

Nessun commento:

Posta un commento