Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

sabato 14 maggio 2016

Dolack: Possibile che ci sia un collasso economico nel nostro futuro prossimo?

Le linee solide sono i dati reali misurati negli ultimi 40 anni, le linee tratteggiate quelle ipotizzate, se non erro, dallo scenario 3 di Limits to Growth nel 1972 - FONTE

Counterpunch - Could an Economic Collapse be in Our Near Future?
by Pete Dolack - tradotto in italiano da Massimiliano Rapalti per Effetto Risorse QUI
 
(...) Nel 1972, il messaggio de “I limiti della crescita” è stata ben lontano dall'essere il benvenuto ed è stato ampiamente ridicolizzato. Regolando i parametri per verificare diverse possibilità, gli autori hanno provato una dozzina di scenari in un modello globale dell'ambiente e dell'economia ed hanno scoperto che “superamento e collasso” erano inevitabili con il perdurare del 'business as usual', cioè, senza cambiamenti significativi dell'attività economica. Non c'è bisogno di dire che tali cambiamenti non si sono verificati.

Nel modello 'business as usual', il capitale necessario per estrarre risorse più difficili da raggiungere diventa sufficientemente alto che altre necessità di investimento vengono fatte morire di fame nello stesso momento in cui le risorse cominciano ad esaurirsi. La produzione industriale avrebbe iniziato a declinare dal 2015, ma l'inquinamento avrebbe continuato ad aumentare e sarebbero stati disponibili minori input per l'agricoltura, cosa che porterebbe ad un declino della produzione di cibo. Insieme ai declini dei servizi come la sanità e l'educazione dovuti ad insufficienza di capitale, i tassi di morte cominciano ad aumentare nel 2020 e la popolazione mondiale comincerebbe a declinare ad un tasso di circa mezzo miliardo per decennio dal 2030.
(...) Aumentando i costi dell'energia, i picco globale del petrolio renderà gran parte della riserva rimanente non economica da estrarre. Si tratta di un punto di forza cruciale nello scenario del collasso. E man mano che serve più energia per estrarre risorse che sono più difficili da sfruttare, l'energia netta della produzione continua a cadere. John Michael Greer, una persona che scrive di picco del petrolio, osserva che proprio come serve più energia per produrre un manufatto d'acciaio di quanta ne servisse un secolo fa a causa della minore qualità del minerale di ferro di oggi, serve più energia per produrre l'energia di oggi. L'energia netta della produzione di petrolio sì è ampiamente contratta negli ultimi anni, scrive Greer
“Il tipo di pozzi poco profondi che hanno costituito l'industria petrolifera statunitense hanno un'energia netta di qualcosa come 200 a 1: in altre parole, meno di un quarto di gallone ogni barile da 42 galloni di petrolio va a pagare il costo energetico dell'estrazione e il resto è puro profitto. … Man mano che si scende di grado verso gli idrocarburi più viscosi, però, questa piacevole equazione viene sostituita da cifre considerevolmente meno geniali. Il vostro barile medio di petrolio da un giacimento petrolifero convenzionale statunitense oggi ha un'energia netta introno a 30 a 1. L'ondata di nuovo petrolio che ha colpito il mercato petrolifero appena in tempo per aiutare ad alimentare l'attuale crisi dei prezzi del petrolio, però, non è arrivata dai pozzi di petrolio a 30 a 1... ciò che ha prodotto l'ondata stavolta è stato un mix di sabbie bituminose e scisti fratturati diraulicamente, che sono molto, molto più in basso nella curva della viscosità...

Tutta la traduzione QUI. Le sabbie bituminose e lo shale potrebbero avere allargato il grafico di un decennio o due, allungando pero' solo l'andamento nel tempo illustrato dai grafici del 1972 di Limits to Growth

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