Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

martedì 24 maggio 2016

Della Luna: Dall'Europeismo al TTIP. Un piano degli USA


Marco Della Luna - DALL’EUROPEISMO AL TTIP: UN PIANO DEGLI USA
Nel Regno Unito, dove vige maggiore libertà di informazione che da noi, il corrente dibattito sul referendum del 23 giugno sull’uscita dall’Unione Europea ha reso noto all’opinione pubblica ( vedi ad es. http://www.telegraph.co.uk/business/2016/04/27/the-european-union-always-was-a-cia-project-as-brexiteers-discov/ ) il fatto, censurato sul continente europeo, che il progetto dell’unificazione europea è un progetto di Washington varato alla fine degli anni ‘40 per assicurare agli USA il controllo politico finanziario del continente europeo a scopi geostrategici ed economici [i] e la sua permanenza nell’impero del dollaro, cioè tra i paesi che continuano ad accettare il dollaro anche se super inflazionato e vacillante e a comperare bonds in dollari anche se spazzatura e a partecipare a guerre e sanzioni volute da Washington anche se contrarie agli interessi nazionali. Notoriamente da decenni gli USA sono un paese che vive essenzialmente sulla spalle degli altri, comprando a debito beni, materie prime e servizi, e facendo continue guerre per imporre l’accettazione di questo sistema di pagamento. E fra qualche tempo emergerà anche come gli USA si stanno impegnando per soffocare lo sviluppo e la industrializzazione di fonti alternative e pulite di energia, che soppianterebbero il petrolio, il dollaro come moneta obbligatoria per comprarlo, e le guerre per il petrolio, che sostengono l’elefantiaca industria statunitense degli armamenti.

(Sulle rinnovabili e che BAU in pieno stile coloniale stanno gia' accingendosi ad essere invece consiglio la lettura di questo post di Paolo Barnard: QUANTO SONO SPORCHE LE RINNOVABILI)

Il progetto ha visto e vede in azione personaggi presentati come padri dell’Europa ma in realtà pagati e diretti da Washington, innanzi tutti Jean Monet e Robert Schuman. (... leggi tutto QUI)

Sapevatelo .. e fatelo sapevare (? ;D)  


PS: Vedete anche questo post: 


Il Fatto - Ttip, la globalizzazione dei mercati e i destini delle nostre democrazie

Ho provato a commentare, semplicemente mettendo il titolo Reuters su Renzie che vuole il TTIP a tutti i costi .. e m'hanno cessatoil commento! Secondo voi come mai? Non ho detto neanche un cazzo o figa poi! ;) .. solo il titolo Reuters ed il link. Cessato il commento. Mah!



Comunque siamo solo un branco di pazzi paranoici folli, io, Della Luna, e tutti quelli che "parlan male" di una cosa sanissima come TTIP. Lo dice persino la "pubblicita' progresso" della RAI (dal canale YouTube della RAI!):



E Feltri Jr. Leggete qui uno "Sano", uno che non e' un complottista paranico folle, cosa dice del TTIP.  Lui si che ha la testa sulle spalle, che sa quello che dice, che e' moderato e ragionevole, e bravo ... e sano ... e normaaaale ...  /sarc


2 commenti:

  1. PER NOIA. PAURA DELLA NOIA.

    Sono a Londra per salutare una persona cara che sta morendo. Sono i saluti di chi è in coda, solo pochi passi più indietro. Mi sembra una parodia, e sinceramente con tutto il dolore di prima e di dopo, insisto a dire che non vale la pena essere creati. E salutarsi.

    Passo in treno su un ponte di cui non so il nome – ho vissuto qui un secolo e non so che ponte è, ce ne sono troppi – mentre di sera torno in città. Sulla mia destra per pochi secondi ho la City, il polo finanziario più grande del mondo, quello che secondo la Banca d’Inghilterra arriverà a valere 9 volte tutto il PIL della Gran Bretagna fra vent’anni. Quello di Londra, una città le cui proprietà immobiliari da sole valgono esattamente come il PIL del Brasile. Per me è stato come se quei secondi fossero durati un intero colloquio. Io gli ho detto chi sono e che di loro parlo, loro quelli che sono lì alle 22,46 di sera dietro quei rettangolini a lucine bianche dei grattacieli. Ciao, finalmente ci si guarda in faccia.

    Mi hanno aperto la porta e fatto una tazza di caffè. Hanno solo paura. Della noia. Hanno, loro più di noi, paura del rumore della noia che è lo stesso del Tamigi stanotte, la noia fa il rumore della melma del Tamigi. Per loro è orribile. E sotto a ogni centro di potere c’è sempre quel rumore, la noia, che li perseguita, ma qui a Londra quel rumore ha più stile che a New York o Singapore, perché il Tamigi ha un grande stile nel ricordargli la noia. Melma. Meglio che salgano al settantacinquesimo piano, i grattacieli del potere esistono per questo, per allontanarli dal rumore della noia. La noia, al contrario della morte, fa rumore e ne hanno una paura indicibile, non della morte. Gli imperi, anche questo che varrà 9 volte il PIL inglese, vengono fatti per coprire la noia, il suo suono. Pensateci.

    Abbiamo finito il caffè. Li lascio nella loro paura.

    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1514


    siamo quasi alla poesia qui. Un altro post di Barnard da incorniciare

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  2. Antipasto di #TTIP: "La Commissione #Ue proporrà una proroga per il #Glifosato fino a fine 2017" http://www.eunews.it/?p=59723 via @eunewsit

    https://twitter.com/ItalianPolitics/status/736070968854994946

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