Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

venerdì 8 aprile 2016

Blondet: Proposta di legge sulle pensioni

Di base sono perfettamente d'accordo che ci sia una ridistribuzione della ricchezza dai piu' ricchi ai piu' poveri ... ma quando leggi cose come queste ti rendi conto che una cosa e' la teoria e tutt'altra, purtroppo la pratica (non che sia una novita'). E la realta' e' disarmante, da far cadere le braccia. Alla fine troppo spesso diventa una forma di puro parassitismo, nascosto dietro ai famosi "diritti".

Blondet & Friends - Perché Boeri nasconde le pensioni pubbliche
(...) Boeri esenta dal contributo di solidarietà gli statali che prendono la pensione non da 36, bensì da 43 anni. Sono statali quasi tutti: 425 mila. A loro la legge Rumor del ’73 consentì di andare in pensione dopo 14 anni 6 mesi un giorno se donne sposate, 20 anni, dopo 25 i dipendenti degli enti locali. Vent’anni di ”lavoro”, e quarantatré di ozio pagato, senza contare il secondo lavoro (magari nero) che probabilmente hanno fatto per ammazzare il tempo, sottraendolo ad altri. “Ci sono 16.953 fortunatissimi baby pensionati che si sono ritirati a 35 anni e che restano in pensione quasi 54 anni”. 
Quanto è la loro pensione? Prendono, in media, 1500 euro mensili. Un regalo totale in confronto ai contributi versati (o non versati affatto, da parte dello Stato loro datore di lavoro): in pratica, ricevono soldi senza copertura, pagati da noi. Quanti? Noi contribuenti versiamo a questi ex pubblici 7,43 miliardi ogni anno.
(...) un tempo la cassa di previdenza degli statali era una cosa a parte. Ma “è stata fusa nell’Inps a inizio del 2012 per evitarne la bancarotta”; scrive 24 Ore, “e ha portato un virus dentro le casse dell’istituto. Il virus è il deficit permanente della ex cassa pensione pubblica che perde a rotta di collo da anni”. Un buco “strutturale”, che è la causa prima della “voragine dei conti Inps”. Perché “ con la fusione nell’Inps le perdite e i disavanzi patrimoniali sono stati trasferiti e provocano le maxiperdite dell’Inps”. 
Sono “trasferite” a chi, le maxi-perdite? A voi del settore privato, le hanno accollate: a voi pensionati del privato. Che avete pagato i contributi (notoriamente troppo alti) non solo per voi, ma anche per loro. 
(...) “Le pensioni vigenti dei dipendenti pubblici nel 2015 valgono in media 1.772 euro al mese, circa il 72% in più rispetto a quelle medie dei lavoratori dipendenti del settore privato (1.026 euro)”.

Poi l'idea assolutamente geniale, e direi anche equa e giusta, di Blondet:

Certe volte, nei miei sogni più folli, mi immagino di essere un riformatore, e avanzo la mia riforma più audace: una legge di un articolo, che dice: “Gli aumenti degli stipendi dei dipendenti pubblici dipendono dall’aumento per Prodotto Nazionale Lordo. Sono passibili di diminuzione nella percentuale in cui il PIL, eventualmente, decresca”. 
Siccome il Pil, dal 2008, è sceso del 25%, gli statali si vedrebbero decurtare gli stipendi di altrettanto. 
Con questa “riforma”, spererei di rendere i dipendenti pubblici co-interessati al miglioramento dell’economia generale, ansiosi per i disoccupati del settore privato, per le fabbriche che chiudono; insomma di renderli solidali al comune destino, interessati al bene comune – dal quale oggi si sentono estranei [se non addirittura, superiori aggiungerei. Er]. Come, appunto, una forza d’occupazione nemica.

E Amen! :D


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