Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

sabato 5 marzo 2016

Borghi: Risposta della Giunta Toscana sulla questione della cessione di mare alla Francia


La risposta dell giunta della Regione Toscana ad una interrogazione di Claudio Borghi sulla strana faccenda della cessione di aree di mare italiano alla Francia

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Comunque resta il mistero dei misteri: Ma perche?! Cos'e', ce l'hanno chiesto quindi ok, un atto di gentilezza? Ma a noi che ce ne verrebbe? 


5 commenti:

  1. Quando si incontreranno martedì al palazzo Ducale di Venezia, Matteo Renzi e François Hollande guardandosi negli occhi dovrebbero farsi una domanda: per quali ragioni facciamo la guerra in Libia?

    La risposta più ovvia - il Califfato - è quella di comodo. La guerra di Libia è partita nel 2011 con un intervento francese, britannico e americano che con la fine di Gheddafi è diventato conflitto tra le tribù, le milizie e dentro l’Islam, che però è sempre rimasto una guerra di interessi geopolitici ed economici. L’esito non è stato l’avvento della democrazia ma è sintetizzato in un dato: la Libia era al primo posto in Africa nell’indice Onu dello sviluppo umano, adesso è uno stato fallito.

    di Alberto Negri - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/ER0iSH

    ecco, pensavo proprio alla Libia, a ENI come risposta al perche' della cessione di acque territoriali italiane ... cornuti e mazziati

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    1. La guerra è in realtà un regolamento di conti e una spartizione della torta tra gli attori esterni e i due poli libici principali, Tripoli e Tobruk, che hanno due canali paralleli e concorrenti per l’export di petrolio.

      Qui si possono liberare alcune delle più importanti risorse dell’Africa: il 38% del petrolio del continente, l’11% dei consumi europei. È un greggio di qualità, a basso costo, che fa gola alle compagnie in tempi di magra. In questo momento a estrarre barili e gas dalla Tripolitania è soltanto l’Eni: una posizione, conquistata manovrando tra fazioni e mercenari, che agli occhi dei nostri alleati deve finire e, se possibile, con il nostro contributo militare.

      Per loro, anche se l’Italia ha perso in Libia 5 miliardi di commesse, stiamo già accantonando risorse per un contingente virtuale in barili di oro nero. Non è così naturalmente, ma “deve” essere così: per questo l’ambasciatore Usa azzarda a chiederci spudoratamente 5mila uomini. La dichiarazione di John Phillips, addolcita dalla promessa di un comando militare all’Italia, sottolinea la nostra irrilevanza.

      La Libia è un bottino da 130 miliardi di dollari subito e tre-quattro volte tanto nel caso che un ipotetico Stato libico, magari confederale e diviso per zone di influenza, tornasse a esportare come ai tempi di Gheddafi.

      di Alberto Negri - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/ER0iSH


      ma chi e' questo Negri? Licenziatelo! Licenziatelo! (sarc)

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    2. Anche i russi, estromessi nel 2011 perché contrari ai bombardamenti, vogliono dire la loro: lo faranno attraverso l’Egitto del generale Al Sisi al quale vendono armi a tutto spiano insieme alla Francia.

      di Alberto Negri - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/ER0iSH

      veramente a me risultava che l'Egitto era il secondo o terzo paese al mondo a cui gli USA vendevano armi, dopo Saudi Arabia (e Israele?) ....

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    3. Sono “i pompieri incendiari” che sponsorizzano le loro fazioni favorite: l’Egitto manovra il generale Khalifa Haftar (...)

      di Alberto Negri - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/ER0iSH


      Ma Haftar non era quello che ha abitato per un botto di anni in un paesino a pochi km da Langley (CIA)?


      Fu rilasciato nel 1990 grazie ai buoni uffici statunitensi e trascorse quasi 20 anni negli USA, ottenendo anche la cittadinanza di quel Paese. [1]

      Nel 1993, mentre si trovava nella sua residenza di Vienna (Virginia), [2] fu condannato in patria, in contumacia, alla pena capitale per "crimini contro la Jamāhīriyya libica".

      Alcune fonti parlano, senza che si possano ovviamente fornire fonti credibili, di suoi legami con la Central Intelligence Agency, comunque smentite dallo stesso generale. [3] (...)

      https://it.wikipedia.org/wiki/Khalifa_Belqasim_Haftar

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    4. gli interessi occidentali, mascherati da obiettivi comuni, sono divergenti dall’inizio quando il presidente francese Nicolas Sarkozy attaccò Gheddafi senza neppure farci una telefonata.

      Oggi sappiamo i retroscena. In una mail inviata a Hillary Clinton e datata 2 aprile 2011, il funzionario Sidney Blumenthal rivela che Gheddafi intendeva sostituire il Franco Cfa, utilizzato in 14 ex colonie, con un’altra moneta panafricana.

      Lo scopo era rendere l’Africa francese indipendente da Parigi: le ex colonie hanno il 65% delle riserve depositate a Parigi. Poi naturalmente c’era anche il petrolio della Cirenaica per la Total.

      di Alberto Negri - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/ER0iSH


      AH! Ma senti .. lo si legge anche sul Sole (anche se non parlano di Dinaro d'argento e Dirham d'oro)

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