Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

martedì 5 gennaio 2016

Della Luna: Frodi bancarie e riforme della "sinistra": Banca d'Italia agli stranieri

FRODI BANCARIE E RIFORME DELLA SINISTRA: BANCA D’ITALIA AGLI STRANIERI
Di Marco Della Luna - 4 gennajo 2016


Nel mio precedente articolo, ho evidenziato come la classe dei banchieri, o meglio dei capitalisti finanziari (improduttivi) è portatrice di un interesse economico confliggente con quello dei lavoratori e dei risparmiatori (cioè dei produttori di ricchezza reale), e come essa storicamente ha sempre lavorato per arricchirsi mediante frodi e usura a loro danno, nonché per ottenere dalla politica la legittimazione di tali attività e lo scarico su contribuenti, risparmiatori e lavoratori dei danni da esse cagionati (ciò non solo in Italia: v. Mario Margiocco, Il disastro americano, in in Nuova Storia Contemporanea, maggio-giugno 2015).

Quando si vanta delle sue riforme, l’orgogliosa sinistra “democratica” stranamente scorda quelle della Banca d’Italia del dicembre 2006 (Prodi) e del gennaio 2014 (Letta). E fa bene a scordarsene, perché i disastri di MPS di Banca Popolare dell’Etruria, et cetera, successivi al 2006, non sarebbero avvenuti se la Banca d’Italia avesse vigilato sulle frodi e sugli abusi in via di esecuzione da parte del management di quelle banche. E la “sinistra”, con quelle due riforme – riforme peggiorative per gli interessi collettivi, migliorative per quelli della classe finanziaria – aveva donato la Banca d’Italia (il possesso pressoché totale del suo capitale sociale, quindi dei voti assembleari) ai banchieri privati, così rendendo molto improbabile che essi vigilassero su (contro) se stessi (o i propri colleghi) per limitare i loro ingiusti profitti sui risparmi e sugli investimenti dei cittadini. (...)

Scrivevo in Sbankitalia (2014, 2a edizione, pagg. 32 ss) “Secondo lo statuto [attuale di Bankitalia] il potere dei partecipanti riguarda l’approva­zione del bilancio e la nomina del Consiglio Superiore [di Bankitalia] … Il Consiglio Superiore svolge funzio­ni amministrative, e partecipa con ruolo con­sultivo (ma vincolante) al processo di nomina del Governatore, che dirige le attività di vigi­lanza insieme al resto del Direttorio. … La possibilità di conflitti di interesse è ovvia, nei termini suddetti, e comporta l’in­compatibilità dei partecipanti alla posizione di partecipanti-elettori del Consiglio Supe­riore. Pensiamo a tutti i derivati-spazzatura in cui le banche italiane hanno confezionato i loro crediti in sofferenza per sbolognarli a risparmiatori abbindolati da false rassicura­zioni, vere e proprie consulenze in conflit­to di interessi, degli impiegati “promotori finanziari” costretti a ingannarli; e ciò stato possibile anche grazie a carenze ed omissioni della sorveglianza di BdI. Significativo è il fatto che sono state fatte molte riforme dello statuto della BdI, ma mai una per togliere questa contraddizione: evidentemente alle banche private partecipanti fa molto como­do essere giudici di se stesse, e non voglio­no rinunciare a questo aberrante privilegio.

Il 
che dimostra all’atto pratico che i loro interessi [delle banche private azioniste di BdI per chi non avesse focalizzato. Er] sono in contrasto con quelli della generalità, sicché non dovrebbero nemme­no essere autorizzate a partecipare, tanto più che, come si legge nel medesimo pas­saggio, il Consiglio Superiore ha un ruolo vincolante nella nomina del Governatore, che è l’organo a cui competono la vigilan­za e la politica monetaria (ormai integrata nel Sistema Europeo delle Banche Centrali), ossia le funzioni più schiettamente pubblici­stiche e inconciliabili con gli interessi di soci privati

In passato, a mo’ di foglia di fico, le banche avevano delegato stabilmente quasi tutti i poteri al Governatore, col risultato di renderlo inamovibile, come documentato dal grande lavoro e dal grande tempo che è occorso per scacciare Antonio Fazio, a torto o a ragione. 

Inoltre le quote sono molto concentrate: due sole banche, Banca Intesa e Unicredit, ne detengono più del 50%, il che alimenta il sospetto [hahahaha! Er] che possano condi­zionare le scelte di via Nazionale.


(...) A queste considerazioni va però aggiunta una nuova dimensione: il tornaconto dei finanzieri stranieri, i quali, dopo che dagli anni ’90, agevolati dalla violazione della vecchia norma statutaria di Bankitalia, che prescriveva che la maggioranza delle sue quote fossero in mano pubblica, nonché dalla privatizzazione delle tre banche dell’IRI (pure opera della “sinistra” ... Comit, Credito Italiano e Banco Roma, oggi corrispondenti esattamente ad Intesa, Unicredit, Carisbo e Carige), controllano Bankitalia attraverso partecipazioni indirette, approfittandone per operazioni lucrative a danno degli Italiani, e che ora, grazie alle ultime riforme della sinistra, si sono definitivamente impadroniti della nostra banca centrale. Insomma, si conferma la destinazione dell’Italia a fungere da colonia di sfruttamento per il capitalismo finanziario straniero, che si appoggia a collaborazionisti interni, sia nella politica che nell’alta burocrazia.

Denuncia il dr Alessandro Govoni nel seguente comunicato del 31.12.15:

Bankitalia Spa controllata al voto dal 1992 da J.P.Morgan, State Street, Vanguard, BlackRock, Northern Trust, BNP Paribas ?
Sono stati analizzati gli azionisti rappresentati al voto da Cardarelli Angelo in Unicredit che è il delegato al voto di n. 1,8 miliardi di azioni di Unicredit e non di 1,8 milioni di azioni, come da allegati a comprova.

Sono 1991 azionisti che lo studio legale di Milano Cardarelli Angelo rappresenta al voto, tutti banche o fondi stranieri, ma concentrati in JPMorgan, State Street, Vanguard, BlackRock, Northern Trust, BNP Paribas. Pertanto 1,8 miliardi di di azioni su 3,5 miliardi di azioni di Unicredit sono in mano a queste entità.
 
Gli stessi hanno la maggioranza azionaria anche in Intesa, Carisbo, Carige e BNL attraverso delegati che apparirebbero nel Verbale di Approvazione del Bilancio persone fisiche in realtà studi legali. In Intesa il delegato al voto è Trevisan Giulio, anch’esso uno studio legale di Milano.

Unicredit, Intesa, Carsibo, Carige e BNL detengono la maggioranza azionaria di Bankitalia si presume dal 1992, pertanto se assicurazioni Generali ed INPS fossero state rappresentate al voto, dal 1992 ad oggi, da una tra Unicredit, Intesa, Carisbo, Carige e BNL (lo Statuto di Bankitalia lo consente) 265 voti su 529 di Bankitalia Spa, quindi la maggioranza di voto in Bankitalia Spa sarebbe detenuta indirettamente da JPMorgan, State Street, Vanguard, BlackRock, Northern Trust, BNP Paribas, si presume dal 1992.

Secondo l’art 47 della Costituzione “la Repubblica controlla il credito” e NON banche, fondi e trust stranieri controllano il credito, potendosi integrare l’ attentato alla Costituzione dello Stato (notizia di ipotizzato reato) ..

Ma JPMorgan, State Street, Vanguard, BlackRock, Northern Trust, BNP Paribas non sono gli stessi azionisti delle agenzie di rating ?

In aggiunta a quanto sopra, in Unicredit, altre banche, i fondi e trust stranieri quali Aabar Luxembourg S.a.r.l., PGFF Luxembourg S.a.r.l, Central Bank of Lybia, Capital Research and Management Company,
 complessivamente detengono un altro circa 15% (oltre 1 miliardo di azioni) del suo capitale azionario. 
L’italianissima Unicredit in realtà pertanto è per oltre il 70% di proprietà straniera.
Ma perchè banche e fondi stranieri vollero entrare nel capitale delle nostre banche nel 1992, controllando al contempo Banca d’Italia ?

Per poter partecipare e godere di tre colossali nuovi business che hanno avuto inizio in Italia proprio dal 1992 : (...) 


leggi tutto QUI


Aggiungerei - oltre che di stare in guardia quando vi dicono che la banca centrale deve essere indipendente .. indipendente dal processo democratico e da voi, come FMI, BCE, e Commissione Europea .. e in mano a una elite privata di banchieri. Sai che gioja, tripudio e senso di sicurezza che mi da saperlo! - che chi ha abrogato la Legge Glass-Steagal negli USA, legge introdotta dopo il crash del 1929 da FDR e che separava le banche d'investimento da quelle "di risparmio" e' stato un altro "grande" della "sinistra" mondiale di questi ultimi decenni, Bill Clinton ... quanti decenni e quanti macelli ci vogliono perche' al gente di sinistra si svegli un pochino da questo tepore mentale mortale che li avvolge da decenni? Ai posteri l'ardua sentenza (io direi mai .. o quasi: quando si saranno bruciati anche loro magari qualcuno aprira' un po' gli occhi .. e la maggior parte invece si scagliera' contro i "colpevoli" sbagliati .. ovviamente obliando di guardare lo specchio)

1 commento:

  1. Clinton (Hillary) Defends Big Banks & Repeal of Glass-Steagall

    Hillary’s big money comes from NY bankers. Guess what? Hillary is defending the bankers as is her husband. Hillary claims she would endorse an approach that would break up large banks if they take excessive risks. That is very vague. However, Hillary has also stated bluntly that reinstating Glass-Steagall would not address the types of institutions that have risen since the law was written in the 1930s.

    The Clinton’s championed Goldman Sachs, the birth of transactional banking, and made student loans non-dischargeable in bankruptcy. It was the Clintons who also opened the door to the housing bubble in 2007 that wiped out the middle class. Nobody calls her out on this shit, which shows how biased the press really is these days (the editors more so than the journalists).

    http://www.armstrongeconomics.com/archives/41516

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