Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

sabato 9 gennaio 2016

Bass: US giu' del 10-20% per fine 2016 (ancora sulla "bomba ai neutroni" bancaria cinese prossima ventura)



Ancora un articolone dei Tylers su Kyle Bass e la "bomba ai neutroni" cinese. Intervistato dalla CNBC dice:

What I think the narrative will swing to by the end of this year if not sooner, is the real issue in China is not simply that profits have peaked.  The real issue is the size of their banking system.

Da qui a fine anno verra' fuori che la narrazione sulla Cina finira' col concentrarsi non tanto/solo sul fatto che i profitti hanno segnato il picco: il vero problema e' il sistema bancario cinese


Do you remember the reason the European countries ended up falling like dominoes during the European crisis was their banking systems became many multiples of their GDP and therefore many, many multiples of their central government revenue.  In China, in dollar terms their banking system is almost $35 trillion against a GDP of $10 and their banking system has grown 400% in 8 years with non-performing loans being nonexistent.

Vi ricordate che il problema della crisi europea era che il sistema bancario (privato, nota di Er) era diventato parecchi multipli dei PIL dei relativi paesi e quindi ancora piu' multipli delle entrate dei relativi governi?  In Cina, in termini di dollari, il sistema bancario e' sui 35 trilioni di USD (35.000 miliardi di dollari della Fed) contro un PIL di soli 10 trilioni di USD .. e il loro sistema bancario e' cresciuto del 400% in soli 8 anni (quintuplicato in meno di una decade!) e ufficialmente i Non Performing Loans (NPL, i "crediti avariati", le "sofferenze bancarie" o come preferite chiamarle) sono a zero (!?!).


So what we are going to see next is a credit cycle, and in a credit cycle you see some losses, but if China's banking system loses 10%, you are going to see them lose $3.5 trillion.

Quindi, in un ciclo del credito (debito) se anche solo un 10% del sistema bancario cinese fosse in perdita sarebbe una perdita da 3,5 trilioni di USD (!)


What's the magic number in their FX reserve pile today? When you look at banking system assets divided by their foreign exchange reserves, China is 7x, it's one of the worst in the world. I think people are myopically focused on a giant number of reserves, of $3 trillion or thereabouts, and no one is really paying attention to the size of the system and what's about to happen.

E che dire delle loro "maestose" riserve di valuta estera?  In realta' il sistema bancario cinese e' uno dei peggio messi al mondo, con solo 7x del rapporto asset/riserve di valuta straniera (!).

continua, con fior di grafici ed altro, QUI

17 commenti:

  1. Bitcoin pare sul punto di esplodere verso l'alto

    Looks like its ready to explode higher...

    https://twitter.com/RaoulGMI/status/685440818841300993

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  2. 46 mesi di deflazione in accelerazione dicono che Pechino e' in trappola

    46 Months Of Accelerating Deflation Mean Beijing Is Now Trapped

    http://www.zerohedge.com/news/2016-01-09/46-months-accelerating-deflation-mean-beijing-now-trapped

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  3. Bassi dice che i -7% sono causati da aver rimosso nel 2016 la regola che impediva di vendere titoli a ribasso, Rebuffo dice che la causa è proprio il timore dell'investitore di non poter più vedere allo scattare della chiusura forzata delle borse, quindi il meccanismo di chiusura al -7% induce i trader alla vendita frenetica che fa scattare il meccanismo stesso.

    Chi ha ragione, entrambi?

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    1. Parli dei crolli flash sul mercato azionario cinese immagino ,, Bassi ha detto che hanno rimosso il limite alle vendite "a nudo"? In Cina? Stiamo parlando del posto in cui chi shortava spariva nel nulla? .. non credo. Dice cosi? Link please.

      Rebuffo che corrono a vendere perche' se no .. boh, possibile .. certo sarebbe da ridere, quei ciensi a correre a vendele, vendele! ... Vendi Moltimel, vendi! Colli, colli! di colsa! .... :D .. poracci.

      Non so. E alla fine me ne frega anche abbastanza poco: il concetto chiaro e che mi interessa e' che il crollo c'e', gia' da un po' e soprattutto che potrebbe essere / sara' anche ben piu' epico di queste che sembrano solo prime avvisaglie, primi scossoni

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    2. Hai ragione, Bassi non lo pensa davvero.

      Il 4gen ripete in un tweet quanto riporta MilanoFinanza: "I dati macro e la fine del divieto di vendite azionarie fanno crollare la Cina"
      https://twitter.com/grandebluff/status/683928600173740032
      Il 5gen si ravvede ri-citando sempre MilanoFinanza: "Pechino mantiene l'obbligo all'acquisto di azioni. Shanghai ancora nervosa"https://twitter.com/grandebluff/status/684281197753692160

      Rebuffo invece la scrive più lunga (ovvio che se te frega poco non sei obbligato a leggere, ma almeno il tuo troll non potrà dire che qua non si fa contradittorio ahahah:)
      "Il governo aveva deciso una misura drastica per tentare di prevenire altre cadute.
      La misura veniva chiamata “circuit breaker” ed era entrata in vigore il 4 gennaio.
      Il suo funzionamento era così determinato:
      se la borsa cade del 5% in un giorno, resterà chiusa per 15 minuti.
      se alla riapertura si verifica una ulteriore caduta fino al 7%, la borsa verrà chiusa per l’intera giornata.
      Ecco invece com’è andata questa settimana a causa del circuit breaker:
      Quando i prezzi dei titoli hanno iniziato a scendere, gli investitori si sono affrettati a uscire prima che scattasse la chiusura forzata stabilita al -5%.
      In seguito, quando la soglia del -5% è stata raggiunta, si è verificato il panic selling con una valanga di ordini di uscita di tutti gli altri investitori che erano rimasti nel mercato e che hanno tentato di scappare prima della chiusura completa della borsa alla soglia del -7%.
      In pratica, il circuit breaker invece di prevenire il crollo della borsa, lo ha in qualche modo alimentato e affrettato.
      Devo dire per amore di verità che il circuit breaker è una misura del tutto normale nei mercati ed è stata implementata anche altrove.
      Ad esempio, il mercato USA ha un circuit breaker in tre fasi che funziona così:
      se la borsa crolla del 7%, il mercato viene chiuso per 15 minuti.
      alla riapertura, se il crollo continua fino al 13%, si chiude per altri 15 minuti.
      alla riapertura, se il crollo si spinge fino al 20%, si chiude per l’intera giornata.
      La differenza tra questo circuit breaker e quello cinese, sta ovviamente nella dimensione delle soglie.
      Il -5% e il -7% del breaker cinese sono soglie troppo strette.
      Abbiamo già parlato della Cina in un articolo, che in particolare discuteva se fosse opportuno investire puntando sull’ingresso dello yuan nel paniere di valute del Fondo Monetario Internazionale.
      L’articolo consigliava anche due etf che consentono di investire, con diversi gradi di rischio, in obbligazioni in yuan nella prospettiva di un progessivo rafforzamento di questa valuta.
      Tengo perciò a precisare che, per quanto mi riguarda, il quadro complessivo di riferimento entro cui era stato scritto quell’articolo non è affatto cambiato.
      Al momento, la Cina, di concerto con la Russia e con le nazioni “emergenti” comunemente chiamate BRIC, sta semplicemente dando vita ad istituti finanziari paralleli a quelli occidentali allo scopo di creare il supporto tecnico alla diffusione globale della sua valuta.
      Nel frattempo, sta rinegoziando precedenti rapporti di partnerariato economico in modo che per un numero crescente di nazioni l’utilizzo dello yuan negli scambi commerciali potrà essere sempre più vantaggioso.
      La più clamorosa e interessante di queste misure è quella nei confronti degli Stati africani, con cui la Cina collabora da decenni in competizione con l’India.
      Le indispensabili infrastrutture che la Cina ha creato e continua a creare in questi Paesi non saranno più implementate solo in cambio di materie prime, che ora la Cina sta importando in misura molto minore che in passato, ma anche in cambio dell’utilizzo dello yuan da parte di queste nazioni.
      Il bilancio commerciale e le esportazioni non sono la loro priorità. A loro interessa il potere politico. Una cosa difficile da capire per noi europei del XXI secolo.
      E’ uno di quei rari casi in cui una scelta di investimento diventa quasi un’ipotesi culturale di tipo storico e geopolitico."

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    3. "A loro interessa il potere politico"

      Mah, a me pare invece che i cinesi siano stati da sempre i meno "imperiali" al mondo, come popolo ... potere politico: ma a che serve se non a supportare quello economico? Sti economisti e commercisti ... ;D

      Comunque la storia della internazionalizzazione dello Yuan e della "fine del Dollaro" pare che prendera' mooolto piu' tempo di quanto non potesse sembrare leggendo Black, Zero Hedge, ecc negli ultimi 2-3 anni. Chissa'. Magari ci sara' uno schianto veloce alla fine ma sino ad allora e' Re Dollaro

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  4. La società attuale, sta passando un periodo veramente complesso da capire e da gestire.

    In una situazione di prezzi del petrolio (e delle fonti energetiche e minerarie) così bassi,
    il PIL del mondo doveva crescere sensibilmente; ed invece:

    1) la produzione delle materie prime è cresciuta più velocemente dei consumi, con il risultato che i prezzi bassi avvantaggiano i Paesi importatori e danneggiano quelli esportatori.

    2) Nei Paesi occidentali si ipotizzava una crescita, che però sarebbe dovuta avvenire senza creare occupazione, visto il maggior uso dell'automazione.

    3) L'aumento della disoccupazione riduce i redditi e quindi anche i consumi.

    Morale della favola:
    ci sono molte merci/beni/servizi in giro, ma pochi compratori che possono permetterseli.

    Questo fa aumentare il divario tra ricchi e poveri; quindi i disordini sociali e si percepisce la mancanza di sicurezza.

    Viviamo tempi interessanti... e per questo pericolosi!

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    1. U! Nuovo avatar! .. anno nuovo, avatar nuovo :D .... cambio anch'io, dai .. metto la foto di .. boh. Mad Max :D

      Si, sono i concetti che ho veicolato in questi ultimi mesi in particolare.

      Che ne dici Alex, se la gente non ha soldi i prezzi caleranno PER SEMPRE perche' la domanda languira' a lungo? Oppure ai prezzi bassi seguira' un calo delle produzioni e quindi risalita dei prezzi? direi di si, pacifico ... ma sino a che prezzi/ maggiori? Uguali ai massimi di prima? .... una tua visione del futuro DEI PREZZI di commodities agricole, minerarie e preziosi a medio lungo ce la fai?

      Che ne dici della storia di Ugo Bardi del prezzo dell'olio di Balena nell'800?

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    2. Con questo nuovo hanno, ho voluto farmi una nuova foto nel mio studio dove lavoro.

      Domani ti mando l'analisi dei prezzi, adesso ho sonno.

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    3. Previsioni fino al 2030 compreso (15 anni):

      • La disponibilità energetica riuscirà a reggere la domanda fino al 2030 (altri 15 anni di disponibilità), considerando sia la crescita della popolazione.

      • I prezzi del petrolio e dell’energia in genere dovrebbero stabilizzarsi intorno ai 60 $/barile nel giro di 3 anni.

      • L’agricoltura andrà giù con i prezzi, in quanto ci sono ancora margini per poter produrre di più e la possibilità di spostare la produzione dedicata ai biocombustibili verso l’alimentazione;

      • Minerali comuni (come il Ferro) andranno solo leggermente su, ma non raggiungendo mai i picchi del 2008 (grazie a una maggiore automazione nell’estrazione mineraria);

      • Minerali semi-rari per l’industria verranno sostituiti con altri elementi meno costosi. Se non sarà possibile sostituire alcuni elementi rari, il prezzo ne limiterà l’uso.

      Il dubbio sull’andamento futuro può nascere dalla pendenza / rapidità di due funzioni:

      1) Aumento disoccupazione dovuto all’automazione (oltre all’industria, anche i servizi, specialmente bancari, stanno risentendo dell’automazione e quindi della riduzione degli occupati);

      2) Riduzione della disponibilità delle risorse (principalmente energetiche).
      L’automazione dovrebbe incidere entro 5 anni (industrie di 4° generazione quasi completamente automatizzate; automazione dei servizi bancari (chi va più in banca?), e di molti altri servizi).

      Quindi, in teoria, la riduzione di reddito dovrebbe essere più veloce; ma siccome:

      1) La nascita di nuovi settori o la sostituzione di prodotti vecchi (ipotesi: macchine a combustione sostituite da macchine elettriche o comunque con macchine totalmente automatizzate) non dovrebbero far crollare l’occupazione;

      2) Ricostruzione dopo qualche guerra sparsa per il mondo;
      3) Lavori socialmente utili;
      4) Nuove tasse ai ricchi per distribuire sussidi ai più poveri;

      Finché c’è energia, è possibile far fare qualcosa alle persone.

      Questo dovrebbe fare in modo che, anche in presenza della prossima crisi economica (che forse quest’anno scoppierà), il mondo dovrebbe crescere fino al 2030 (a parte qualche anno dovuto allo scoppio della crisi economica).

      Risultato sui prezzi:
      • agricoltura resterà giù;
      • minerali comuni resteranno giù per i prossimi 5 anni e poi si stabilizzeranno a prezzi doppi di quelli attuali;
      • metalli preziosi: quelli visti come beni d’investimento dovrebbero salire subito (in quanto incombe una crisi economica che distruggerà i risparmi di centinaia di milioni di persone); e poi si dovrebbero stabilizzare a livelli prossimi a quelli del 2008, ma un po’ più bassi.

      Quello che accadrà dopo il 2030 neanche la palla di cristallo ce lo potrà dire!

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    4. ci faccio un post? (chiedo permesso)



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    5. .. quello che succedera' dopo il 2015 te lo dico io: Peste, Morte e Disperazione ;D ... i 4 cavalieri dell'Apocalisse :D :o

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    6. Er: "ci faccio un post? (chiedo permesso)"

      Permesso accordato; però, a saperlo prima, magari lo facevo un pò più lungo specificando meglio alcune cose...
      ma forse è meglio sintetico, se c'è interesse chiederanno nei commenti.

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    7. Er: "quello che succedera' dopo il 2015"

      volevi dire 2030...

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    8. se vuoi fare una cosa piu' elaborata .. si volevo dire 2030

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  5. Chi e' il vostro spacciatore?

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    1. chi e' il tuo?

      I media di massa?

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