Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

giovedì 10 dicembre 2015

Blondet: UE: come si decidono le sanzioni alla Russia. Renzi non ostante


(...) Perché è così che si prendono le decisioni in Europa – con tre paesi che tacitano i piccoli e un socio non europeo che comanda. “Noi decidiamo anche per voi; e provate a protestare, se avete il coraggio”.

E Mercouris ci offre altri istruttivi esempi dell’arbitrio e della falsità a cui questo dispotismo è giunto. Per esempio, non molti giorni fa i media hanno riportato che “nove paesi hanno scritto una lettera alla Commissione UE per protestare contro il progetto di raddoppio del gasdotto North Stream”, quello che fornisce il gas russo alla Germania passando sotto il Baltico. La Polonia è stata la promotrice della protesta – e ciò non stupisce sapendo chi è Donald Tusk, l’attuale presidente del consiglio europeo – e a firmarla sono stati i tre stati baltici (ovvio), più Ungheria, Repubblica Ceka, Slovacchia e Grecia.

Grecia?, s’è stupito Mercouris, ed ha telefonato alle sue fonti nel governo greco, ed ha avuto assicurazioni che Atene non aveva firmato nulla. Si può anche pensare che Tsipras si esattamente il tipo che oggi firma e domani lo nega, commenta Mercouris. Però è successo che un altro preteso firmatario indicato dai nostri veridici media, il governo Ceko, s’era invece rifiutato di firmare. Il ministro dell’Industria Jan Mladek aveva persino dichiarato che il North Stream II “ha degli aspetti positivi per il mio paese”. E la piccola repubblica s’era fatta coraggio dopo che il primo ministro della Bulgaria aveva rifiutato di essere un firmatario di quella lettara di protesta. A questo punto, un fantasma che s aggira per l’Europa, o un falso puro e semplice? Magari suggerito dalla Nuland? Sicuramente è Washington che cova il gran malcontento del secondo North Stream, che ha il ran torto di scavalcare l’Ucraina e il regime che lì sta armando, e finanziando perché continui la sua guerricciola a Mosca.

Per completare il quadro e come ciliegina della torta, quali aziende si sono accaparrate il lucroso impianto subacqueo del secondo gasdotto? Le tedesche BASF ed EON, la francese ENGIE, la anglo-olandese SHELL, più l’austriaca OMV.

E le sanzioni? Le subiscano obbedienti i piccoli e la vile Italia, grossa ma cacasotto. Come la Fattoria degli Animali orwelliana, nella UE tutti sono eguali, ma i maiali più eguali degli altri. (...) 



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