Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

giovedì 3 dicembre 2015

Blondet: Alla guerra a passi da gigante: gigante demente

Imperdibili per chi vuole avere una visione meno opaca di quella assolutamente di parte e fuorviante data dai media di massa i post di Blondet:

(...) Una cosa è evidente: “E’ la NATO a determinare totalmente la politica estera della UE”, commenta Deutsche Wirtschaft Nachrichten.

(...) L’ultima per il momento e forse la più inquietante provocazione: due sommergibili turchi (Dolunay e Burakreis) scortati dall’incrociatore americano USS Carney che porta missili balistici Aegis, stanno tallonando la nave da guerra Moskva, armata di missili S-300, al largo di Cipro, in acque internazionali.

La cosa è allarmante perché può essere il preludio alla ritorsione da Mosca più temuta fin dai tempi degli Zar: che la Turchia chiuda alla navigazione russa il Bosforo e i Dardanelli. Voci non confermabili che Erdogan lo sta già facendo – il traffico delle navi russe negli stretti viene vistosamente rallentato. Non c’è dubbio che il regime tgurco ci pensi, ne sia tentato. Il ministro Davutoglu ha minacciato: “Anche la Russia ha da molto da perdere” da controsanzioni.
 
Se Erdogan chiudesse gli stretti, commetterebbe un atto di criminalità internazionale con pochi precedenti, una violazione della libertà di navigazione sancita – per gli Stretti – dalla Convenzione di Montreux del 1936.

Mosca potrebbe far valere la Convenzione ed ottenere una condanna della cosiddetta comunità internazionale. Ma in quale sede? L’Onu? L’Europa? E’ chiaro che la “comunità internazionale” è dominata dall’impero del caos, e gli darebbe torto.
Impedita di passare con le navi per gli Stretti, la Russia non potrebbe più facilmente rifornire le sue forze in Siria. Peggio: ogni tipo di commercio russo verrebbe praticamente paralizzato, reso difficle e costoso. 
A quel punto, la guerra contro la NATO per Putin non diventerebbe un’opzione, ma una necessità. Esattamente come le sanzioni di Roosevelt che lasciavano il Giappone con riserve di petrolio per otto mesi, convinsero a quel tempo Tokio che la guerra era una necessità, altrimenti sarebbe stato lo strangolamento: e fu l’attesa, auspicata, desideratissima Pearl Harbour. 
Come un caso di scuola, gli Stati Uniti “si fanno aggredire” per cominciare le guerre mondiali, e quelle locali.

tutto l'articolo, con una descrizione piu' puntuale dell'appecoramento europeo alle direttive USA, QUI

Infografica a cura di Zero Hedge:



in sintonia con la descrizione, fattuale, data da Blondet anche i Tylers mettono i "leader" europei (in alto a destra) fra i "Largely clueless blind strikes relying on US intelligence" e cioe' quelli che "attaccano per lo piu' alla cieca, sotto direzione dell'intelligence USA". (immagine leggibile cliccando QUI).

1 commento:

  1. StopGeoEngineering3 dicembre 2015 19:42

    Scrive Chossudowsky:

    “L’opinione generale di base è che le emissioni di gas serra costituiscono l’unica causa dell’instabilità climatica. Nessun governo o gruppo di azione ambientalista ha sollevato il problema della “guerra ambientale” o delle “tecniche di modificazione ambientale (ENMOD)” a scopi militari. Malgrado una vastità di conoscenze scientifiche, il problema delle manipolazioni del clima per scopi militari è stato escluso dall’agenda delle Nazioni Unite sulle variazioni climatiche”.

    http://www.nogeoingegneria.com/timeline/storia-del-controllo-climatico/la-nato-e-larma-della-guerra-ambientale/

    Questo invece delle favolette di Parigi un post lo meriterebbe, ma immagino sia troppo complottista...

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