Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

domenica 29 novembre 2015

Blondet: L’Italia in guerra? Ma non ha niente da mettersi

(...) Sempre sul Corriere Lorenzo Bini Smaghi, il banchiere, membro in passato della banca centrale europea – ricorda “Jean Monnet, uno dei padri fondatori dell’Unione”, che diceva sempre: L’Europa si farà attraverso le crisi o non si faràNelle nostre democrazie ci vuole spesso una crisi per far capire ai cittadini che il sistema di governo nazionale non è più in grado di affrontare i problemi, e deve cedere sovranità – o piuttosto condividerla – a livello europeo” 
Non è solo il mantra ripetuto sempre dai privilegiati globalisti, da Monti e Padoa Schioppa; è anche questo un segnale.  
Il segnale che, abbia o no conosciuto in anticipo e magari favorito l’attentato a Parigi, quella che lorsignori chiamano “Europa” è ben contenta di cavalcarla fino alle ultime conseguenze pur di far avanzare il Progetto.  
Già Jean Monnet stava tramando negli anni ’50 un “esercito europeo”: De Gaulle lo sventò, dicendo che solo un capo di stato nazionale, poteva ordinare ai suoi cittadini di versare il sangue; non dei burocrati senza-patria o dei banchieri che volevano fondere armate come fanno “fusioni-acquisizioni aziendali”.

Fino a pochi giorni fa, l’la UE si stava sgretolando, la Commissione ha dimostrato la più ridicola incapacità a gestire i migranti (chiamati dalla Merkel), gli acquisti di titoli della Bce non hanno bloccato la deflazione, nessuno sa più cosa fare per frenare il gelo depressivo, una spaccatura anti-Putin contro pro-Putin si profilava tra Nord-Est e Sud-Est, la Finlandia in rovina economica causata dall’euro stava pensando di uscirne dalla moneta comune, gli inglesi, sondati, vogliono uscirne a maggioranza; l’euro ha sprofondato nella miseria e disoccupazione tutta l’Europa del Sud.

Berlino (o Frankfurt) non sapeva più quale scusa trovare per consentire a Hollande di sforare il ‘patto di stabilità’ e permettergli il ridicolmente alto deficit dei conti, senza concedere però altrettanto ad altri paesi non meno meritevoli di manica larga.

Adesso gli eurocrati cavalcano, con le più rosee speranze, l’allarme (...) 

La Francia ha approfittato degli attentati di Parigi per presentare all’Onu un proprio progetto di risoluzione, in concorrenza con quello di Mosca che avrebbe obbligato a dichiarare guerra al terrorismo islamico senza condizioni; Mosca ha accettato per non creare divisioni all’interno del Consiglio di Sicurezza. “Se ne pentirà – dice un alto ufficiale francese – come ha dovuto pentirsi di lasciar passare la risoluzione 11973m del 17marzo 2011, immediatamente brandita dalla Francia e dall’alleanza islamo-atlantica per attaccare la Libia”. 
Questa seconda risoluzione, la 2249 “sospende la sovranità di Siria e Irak, perché non menziona i loro governi né la necessità di associarli a quello che altri faranno sul loro territorio nazionale. I paesi che ne avranno i mezzi sono incoraggiati a sferrare campagne militari ‘nelle zone controllate dall’ISIL in Irak e Siria’ ignorando totalmente i due paesi, i loro governi e le loro frontiere. A metter le cose in chiaro, l’ambasciatrice degli Usa all’Onu Michele Sison, nel suo discorso dove ha spiegato perché votava questa risoluzione , ha menzionati ripetutamente l’urgenza di procedere a un cambiamento di regime in Siria” 
Da cui si vede che Mosca gioca con lealtà, e l’”Alleanza Islamo-atlantica ” con le carte truccate. No, Hollande non s’è alleato con Putin. Continua a fare il gioco dell’America. Obama ha dato ragione ad Erdogan per l’abbattimento dell’aereo. Gli Usa sono “in collasso economico strutturale” , e nella sua esperienza storica di guerre suggerisce a Washington che un conflitto bellico è quel che ci vuole per “mettere il turbo al Pil”. (...) 
leggi tutto - merita - da Blondet

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