Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

giovedì 22 ottobre 2015

Els: Un Venezuela disperato potrebbe vendere 80 tonnellate d'oro


E vedi che qualche disperato a cui prendere l'oro si trova sempre (finche' si trova :) )


Da Mining:
With $5 billion in debt payments due before the end of the year, Caracas could be close to dumping more than 3 million ounces of its bullion reserves on the market 
Venezuela's economy has been devastated by the drop in oil prices which came on the back of years of financial mismanagement by the quasi-socialist government of the Latin American nation. 
The next two months is crunch time for Venezuela with more than $5 billion in maturing debt and interest payments due before the end of the year. 
Venezuela's foreign exchange reserves are at a 12-year low as hard currency becomes scarcer and shortages of basic goods stirs up anger inside the country.
E pace all'anima di Chavez, che prima di tedeschi, olandesi ecc. volle farselo rimpatriare da Londra e NY. 

Quindi non bastano le 10 tonnellate IN PIU' che ogni giorno a Londra non sanno a chi vendere (!?!?), mo ci saranno anche questi lingotti dal Venezuela (potrebbe essere, non e' detto, e' un FORSE).

Oro a 300 dollari l'oncia, here we come!

4 commenti:

  1. questo apre una discussione piu ampia
    sul come sia POCO FURBO
    avere una economia monocolturale (petrolio, nello specifico)
    e andare strutturalmente in deficit (spendere piu di quanto incassi)

    vuol dire che i "mercati" TI PRENDONO PER LE PALLE quando vogliono
    (mercati ovviamente una MINCHIA, sono poche superbanche che fanno il cazzo che gli pare coi derivati)

    ovviamente quindi qualsiasi statista degno di questo nome dovrebbe preoccuparsi di:

    1 - avere piena SOVRANITA MONETARIA questo permette di sgravare il bilancio da quella parte di DEBITO dovuta all'INTERESSE, che si COMPONE ESPONENZIALE.
    Potresti anche STAMPARE A BABBO, ma ovviamente ti sputtani la valuta in N anni.
    Non avere comunque il peso degli interessi composti sarebbe gia una ottima cosa per poter avere piu risorse per infrastrutture, sviluppo, sociale, manutenzione.

    2 - differenziare le fonti energetiche (ai motivi ecologici si aggiungono, come si vede, ottimi motivi economici)

    3 - nel pieno rispetto del LIBERO MERCATO, non dimenticare pero di avere COMUNQUE una buona parte di economia / filiere / manifattura / know how LOCALE.
    usare la GLOBALIZZAZIONE, ma non rendersene TOTALMENTE DIPENDENTI
    un po' di sana AUTARCHIA.
    va inoltre coltivata una economia DECENTRALIZZATA.
    I grossi nodi centralizzati monopolistici sono enormi POINT OF FAILURE WAITING TO HAPPEN, nonche' ormai spesso antieconomici e antiecologici

    infine, il sacrosanto LIBERO MERCATO non implica non poter avere UNA INDUSTRIA PUBBLICA COME CAZZO MI PARE, sembrerebbe OVVIO, senno che cazzo di "LIBERO" sarebbe?
    invece un ventennio di martellamento sembrerebbe aver reso "normale" il fatto che non ci possa essere una industria statale.
    (tranne quando deve assorbire i debiti e i casini di qualche privato, ovvio)

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    1. AAAAGH! Ma sei uno sporco statalista comunista anche tu !!!!

      ;D

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  2. Ogni giorno puoi prendere uno stato a caso e apprezzarne i meravigliosi successi, bisognerebbe farci una rubrica apposita...

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    1. invece delle aree del mondo in cui gli stati non ci sono e vige l'anarchia ... ma perché mi costringi tutti i giorni a farmi passare per statalista che lo sono probabilmente meno di te? Vorrei vederci, tu ed io, in una regione del mondo senza stato, davvero. Poi vediamo chi si trova peggio

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