Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

domenica 4 ottobre 2015

Chi finanziava il neonato movimento Unione Paneuropa di Kalergi? Sottotitolo: I 20 Mark d'oro del Reich tedesco rispetto ai Marenghi dell'Unione Latina



Interessantissimo il blog di Federico Dezzani. In questo suo post su Richard Coudenhove-Kalergi si scoprono una quantità di relazioni fra questo figlio della grande aristocrazia del morente impero Austroungarico e non solo le elite bancarie anglo-ebraico-americane dei Rothshild e dei Warburg, ma una quantita' di personaggi a cui non avresti pensato: da Hjalmar Schacht, il famoso ministro delle finanze di Hitler del dopo-iperinflazione a frequentazioni con Benito Mussolini a Palazzo Venezia e persino con "l'alfiere del neoliberismo ora imperante" Ludwig Von Mises (!), che interveniva ai suoi convegni negli States. Se ti interessa approfondire leggi tutto QUI.



Ogni post di Dezzani mi suggerisce parecchi post di approfondimento che potrebbero essere fatti.. e che magari faro', un po' alla volta, almeno alcuni. Anche solo delle "pillole", prendendo dei pezzi dei suoi scritti e compendiandoli con approfondimenti e immagini. Per esempio:


(...) Non c’è però alcun dubbio che l’obbiettivo ultimo sia quello di ottenere nel minore tempo possibile un governo federale simile a quello statunitense: moneta unica, abbattimento delle dogane, esercito federale per fronteggiare la Russa sovietica (“Il minaccioso pericolo russo era il terzo argomento a favore di Paneuropa. (…) Soltanto l’unione dei trecento milioni di europei in un comune sistema di difesa poteva salvare la pace di fronte ai centocinquanta milioni di sovietici). 
Nell’estate del 1922 Coudenhove-Kalergi scrive il primo articolo sulla questione europea e nei primi anni del 1923, ritiratosi in un castello dell’alta Austria, concepisce il libro Paneuropa che appare al pubblico nell’ottobre seguente: sulla copertina della prima edizione troneggia il simbolo del movimento, la “croce solare”.

Immagine da Oltre la coltre

La pubblicazione del libro coincide con l’avvio dell’attività di proselitismo per la costituzione degli Stati Uniti d’Europa: la diffusione dei libri, l’attività di lobby, i frequenti viaggi e l’organizzazione di manifestazioni, però, costano, e tanto. 
Chi finanzia il neonato movimento Unione Paneuropa? Risponde lo stesso Coudenhove-Kalergi: 
“Nel 1924 ricevemmo un appello telefonico del barone Louis Rothschild: un suo amico, Max Warburg di Amburgo [il fratellino di quel Paul Warburg che aveva deciso come sarebbe stata strutturata la nuova banca centrale degli Stati Uniti nel meeting segretissimo di Jekill Island qualche anno prima. Er], aveva letto il mio libro e voleva conoscerci. Con mia grande meraviglia Warburg mi offrì spontaneamente sessantamila marchi oro per dare avvio al movimento nei primi tre anni”.


Che caso che un aristocratico di antichissima famiglia e i più grossi banchieri dell'epoca fossero anti-sovietici, eh? Quindi di base il "padre della patria europea" era solo un anticomunista? Parrebbe, guardando la copertina del suo libro con tanti piccoli bocconcini colorati accanto ad una immensa bestia rossa :) 

Ma l'approfondimento voleva essere in questo caso, da buon metallaro-collezionista, sui marchi d'oro tedeschi. Giusto un'infarinata .. e chi sara' curioso poi indagherà oltre per conto proprio. Le monete tedesche che troviamo in vendita in giro sono spesso dei 20 Mark (circolavano anche monete d'oro da 5 e da 10 Mark .. ma questo prima dell'incontro Kalergi-Barone Rothschild, solo fino alla Prima Guerra Mondiale, vedi oltre) ..




..  dei "Marenghi" quindi?  NO 

Le 20 Lire, 20 Franchi Francesi, 20 Franchi belgi, 20 Franchi Svizzeri dell'"Unione Latina" (quella a cui sembrava pensare Mussolini quando diceva a Kalergi di volere un'unione fra Francia e Italia nel post citato) erano più "leggeri": 6,45 grammi di oro 900 dei Marenghi contro i 7,96 grammi di oro dei 20 Mark del Reich tedesco, sempre oro 900/1000 (21,6/24 carati) 

La stessa cosa era vera per le monete d'argento: I 5 Mark tedeschi pesavano 25 grammi di argento fino (27,78 di argento 900) contro i 22,50 grammi di fino (25 grammi di argento 900) delle 5 Lire, 5 Franchi francesi, ecc. 

Se ti interessa scopri di più per esempio QUI e QUI.

Ovviamente esistevano anche le banconote (magari i freschi di stampa nuovi Reichsmark di Shacht) e non credo che a Kalergi il Barone Rothschild desse dei sacchetti pieni di tintinnanti monetine d'oro :) 



... pero' in effetti quelli erano anni nevralgici. Nel 1922-23 si sviluppo' l'inflazione sino a divenire velocemente l'iperinflazione più famosa di sempre. 

Nel 1924 venne introdotto - proprio da quello stesso Hjalmar Schacht visto in apertura a chiaccherare amabilmente con Kalergi su chi avrebbe creato la PanEuropa e come, secondo Schacht sarebbe stato Hitler a unificare il continente - prima il RentenMark e poi il ReichsMark di cui sopra, "che era sostenuto direttamente da oro fisico" secondo il racconto che ne faceva Richards QUI

Pero' in effetti qualcosa non mi torna ... infatti se fai una ricerca per immagini con "Gold Reichsmark 1924" non escono che immagini di pezzi di carta. 

E se "sciolgo" il nodo gordiano dando un'occhiata al catalogo Krause del '900 scopro che i 5, 10, 20 Mark d'oro di cui sopra furono coniati sostanzialmente solo sino al massimo, grossomodo il 1914 (ho dato una sfogliata veloce). 

Le monete della Repubblica di Weimar erano tutte di alluminio, alluminio bronzo o al massimo mezzo argento (Ag 500). Il catalogo Krause considera monetazione di Weimar quella dal 1919 al 1933 (ascesa di Hitler), e le monete più importanti in quegli anni in Germania erano dei 5 Marchi, tipo questi:







.. composti da 25 grammi di argento 500. E non vedo nessuna moneta d'oro coniata per la circolazione in quegli anni. Fra l'altro notate che con la Repubblica di Weimar vengono coniate monete uniche per tutta la Germania mentre sino alla Priam Guerra Mondiale praticamente ogni stato tedesco coniava ancora monete con immagini proprie, col profilo del proprio reggente, anche se tutte identiche come specifiche di peso e dimensioni.  

Evidentemente, allora, se esisteva veramente dell'oro a sostenere il Reichsmark, era solo per le altre banche centrali. Nel Gold Exchange Standard del post Prima Guerra Mondiale non era possibile per il comune cittadino riscattare oro e ne circolava sempre meno rispetto ai decenni precedenti: l'oro era solo per gli scambi con le grosse banche se non addirittura le sole banche centrali di altri paesi (sistema definitiva tramontato nel 1971 nella sua "versione Bretton Woods", vedi chiusura della Gold Window da parte di Nixon) 

Quindi no, sicuramente il Barone Rothschild non diede che cartamoneta denominata in "Gold Marks" a Kalergi nel 1924 (o analoghi crediti bancari), ma niente oro :) 

17 commenti:

  1. persino con "l'alfiere del neoliberismo ora imperante" Ludwig Von Mises

    Questo se ribaltiamo completamente la realta' visto che lo statalismo pervasimo, le banche centrali falsarie e il keynesuanismo unico dogma imperante, cio' che viene definito "neoliberismo" e' praticamente l'esatto opposto di quanto sostiene la scuola austriaca...

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    1. Il virgolettato e' perche' cosi lo descrive Dezzani, mi pare proprio nel post su Kalergi

      Guarda, mi sa che ci sono un sacco di "austriaci" in buona fede che pero' si ostinano a non volersi rendere conto che le loro teorie sono perfettamente compatibili e integrabili/integrate con gli scopi delle elite dominanti: Lo stato "ladro e assassino" (viva la globalizzazione!), le banche centrali "libere dal controllo politico" (ma espressione diretta dell'elite e "al sicuro dal processo elettorale") ... mah. Mi puzza.

      La scuola austriaca e' il contrario del liberismo commerciale? Spiega please, argomenta

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    2. "l’austriaco Ludwig von Mises (1881-1973), padre nobile del neoliberismo che imperversa attualmente in Europa."

      queste le parole esatte di Dezzani

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    3. La scuola austriaca va distinta dall'ideologia libertaria, sebbene ci siano molti che sottoscrivono entrambe. Uno puo` benissimo un austriaco al servizio di un monarca o di una casta superiore che vuole sfruttare al piu` possibile le caste inferiori. Mises stesso diceva che l'economia (che per coincideva per lui con la scuola austriaca) e` "value free". Egli pero` ha sempre odiato i socialisti di sinistra (propriamente detti) o di destra (fascisti). Se il tuo scopo e` creare benessere materiale, allora devi rimuovere tutte le barriere per il libero scambio. Questo libero scambio non e` certo quello dei partecipanti dele riunioni a Davos, ma quello dell'oncia d'argento scambiata per la piantina di Cannabis. Se il tuo scopo e` quello di impoverire e rendere schiave le masse a vantaggio della casta superiore, allora la scuola austriaca ti dice di usare la banche centrali, il "liberismo commerciale" alla moda, etc. etc.

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    4. Sara' come dici ma non mi pare di avere mai letto grandi post di Simoncelli (sono un pessimismo studente delle fonti, lo sai, preferisco leggere altro, mi incuriosisce di più) che se la prendessero con l'imperialismo, con le multinazionali, con le elite, con le BANCHE (privatissime, quelle che hanno creato e controllano le tanto vituperate banche centrali "socialiste") ... non e' quello che dicono gli "austriaci": e' quello CHE NON DICONO che mi allontana (e parecchio)

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    5. Beh, non parlo per Simoncelli, ma penso che possa facilmente scrivere qualcosa sulle varie ed astute caste che usano lo stato (che in fondo e` una bestia molto pericolosa, ma stupida) per arricchirsi a mano armata con la stessa dignita` dei briganti da strada. Se leggi o ascolti History of Money and Banking in the United States c'e` da "divertirsi"
      https://en.wikipedia.org/wiki/A_History_of_Money_and_Banking_in_the_United_States

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    6. ma non mi pare di avere mai letto grandi post di Simoncelli (sono un pessimismo studente delle fonti, lo sai, preferisco leggere altro, mi incuriosisce di più) che se la prendessero con l'imperialismo, con le multinazionali, con le elite, con le BANCHE

      Curioso visto che non mancano.

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    7. li avrai letti tutti tu. Confesso che sara' un annetto buono che non lo leggo ma per un pajo d'anni li ho letti (almeno in parte, poi erano sempre la stessa tiritera) e ricordo colo dei gran "le banche centrali socialiste, e lo stato il male assoluto (come se potessero esistere una società umana senza stato), e il privato sempre santo, e bla e bla e bla ... persino post assurdi, oltre il ridicolo, del tipo "e' sempre e solo lo stato quello che inquina" .. comunque, contento te contenti tutti. Bona, non voglio perdere tempo a ripetermi dietro a te che ti ripeti.. cheppalle .... zzzzz ...

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    8. MITICA!

      L'ORGASMO FINO ALLA TOMBA! - UNA DONNA SALERNITANA DI 84 ANNI CHIEDE IL DIVORZIO DAL MARITO 88ENNE: ''NON MI SODDISFA PIÙ. LO FACCIAMO SOLO DUE VOLTE AL MESE, TROPPO POCO. DEVE USARE IL VIAGRA'' - LA GAGLIARDA NONNINA È AL TERZO MARITO, MA NON INTENDE APPENDERLA AL CHIODO
      http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/orgasmo-fino-tomba-donna-salernitana-84-anni-chiede-110040.htm

      .. dev'essere parente di una mia ex, una ninfa magica e maledetta che m'ha rubato il cuor anni fa :)

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    9. come se potessero esistere una società umana senza stato

      Solo nella tua mente non può esistere, nella realtà e nella storia anche può succedere...non facile ma non impossibile, insomma un po' come dire che non può esistere società umana senza mafia...che poi se guardi bene...

      e il privato sempre santo

      Dov'è la differenza tra chi dice che lo stato è sempre santo?
      Lo so che è faticoso argomentare, specie per difendere posizioni deboli, ma se apri un blog...qualcosa piu' che ripetere "gli imperialisti, le banche, le multinazionali" (che poi sono le uniche cose che lo stato difende davvero, se ci guardi) e che tutti gli altri dicono cazzate bisognerebbe fare.

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  2. Ho trovato l'articolo su Hans Mayer, l'economista di scuola austriaca che collaboro` con i nazisti. Era allievo di Friedrich von Wieser, di cui prese il posto in cattedra.
    https://mises.org/library/economics-and-moral-courage
    Di sicuro Mayer era un grande arrivista e, a quanto pare, un mediocre economista (manca del tutto su Wikepedia). Di certo non era un libertario.

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  3. mi sa che ci sono un sacco di "austriaci" in buona fede che pero' si ostinano a non volersi rendere conto che le loro teorie sono perfettamente compatibili e integrabili/integrate con gli scopi delle elite dominanti

    Diciamo che c'è un sacco di gente che non sa di cosa parla quando si dice "libertarismo" (che non e' "liberismo" che nemmeno esiste oltre che come slogan o neoliberismo che sembra piuttosto una marca di detersivo ed altro non è che la solita vecchia fuffa) o scuola austriaca di economia, che sono agli antipodi delle strutture di potere centealizzate delle suddette elite...

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    1. E liberta' e libertarismo, e liberismo e libertarianesino .. e sta cippa ... guarda, sono un tipo semplice e pragmatico, quello che capisco e' la circolazione delle merci col minor numero di ostacoli doganali, le libertà personali, la "libertà'" di chi ha tanti soldi di farsi i cazzi suoi. Queste robe le capisco bene. Poi tu teorizza finche' vuoi

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  4. La scuola austriaca e' il contrario del liberismo commerciale?

    Definisci liberismo commerciale, che economicamente non esiste come termine.
    Ci sono politici spacciafuffa che si definiscono "liberisti" ma la parola non significa nulla, se per liberismo commerciale intendi il monopolio dell'economia nelle mani dei falsari delle banche centrali e dello stato che si fotte due terzi dei tuoi guadagni e tutela tramite la burocrazia e con il suo braccio armato gli interessi delle corporation criminali e degli amici mafiosi, la scuola austriaca sta agli antipodi.

    Ecco, detto questo, il Berlusca era un grandissimo "liberista commerciale".

    Ma col libertarismo e la scuola austriaca non c'entrava una cippa di niente.

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  5. Grazie Er per tutte queste pillole:-)

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    1. mai plesha :) .. spero di avere il tempo di farne altre, i post di Dezzani sono una miniera, se le chiamano

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