Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

mercoledì 16 settembre 2015

Williams: Perche' le produzioni minerarie d'oro non stanno ancora calando


Bel ragionamento quello che fa questo Lawrie Williams QUI, anche se in gran parte già noto (il ragionamento) a chi legge AF da tempo. In particolare e' interessante la tabella che presenta nel suo post...


Perche' le produzioni minerarie aurifere non calano con il meno 40% che subito il metallo giallo rispetto ai massimi del 2011, anzi, molti stimano che saliranno ancora nei prossimi mesi?


Global gold production has continued to rise and is predicted by mainstream gold analysts Metals Focus, GFMS, and the CPM Group, to continue to do so this year. Heading into 2016, it should stabilise before beginning to fall in 2017, failing a gold price recovery.

Questi stimano che le produzioni minerarie si stabilizzeranno fra un anno. Stabilizzeranno. 

Come mai? L'abbiamo gia' visto: Molte compagnie avevano esagerato in largesse negli anni delle vacche grasse e questo ha lasciato largo spazio a possibili tagli dei costi. In particolare sono stati tagliate le spese in ricerca di nuove vene e nuove miniere con cui rimpiazzare quelle esistenti nei prossimi anni e decenni (la vita rimanente di una miniera, se vi studiate un po' l'argomento e girate fra siti delle Compagnie, di solito viene stimata fra i pochi anni e un paio di decenni i poco piu', come massimo.)

Oltre a questo le compagnie si sono messe a sfruttare le parti più ricche delle loro miniere, le vene con densita' di oro per ton di roccia maggiore, in quello che gli anglosassoni chiamano high grading

In pratica il modello che e' andato per la maggiore in questi anni e' probabilmente riassumibile in un "saccheggia il meglio che hai in dispensa oggi e si fotta il futuro, ci penseremo poi, intanto restiamo a galla".

C'e' poi il fattore, anche questo da poco, dalla fine dell'anno scorso e in particolare negli ultimi sei mesi, del crollo del prezzo del petrolio e quindi anche dei diesel

Ma c'e' un altro fattore che abbiamo indagato poco, anche perché e' più recente: il crollo di tante divise mondiali rispetto al Dollaro, specialmente le valute dei paesi esportatori di commodities (tipicamente definiti terzo mondo o con un meno offensivo ed anche più moderno visto che di strada ne hanno fatta tanta negli ultimi decenni, Mercati Emergenti)


This has made the fall in gold prices in local currencies not nearly as severe as in US dollar terms, granting miners some flexibility to managing their cost base.


Ed ecco la variazione del prezzo dell'oro in alcuni paesi esportatori d'oro da inizio anno ad oggi:

Top 20 Gold Producing Nations (tonnes) and gold price performance in their local currencies year to date
RankCountry2014 gold production (t)Gold Price performance YTD – Local Currency
1.China462.0– 3%
2.Australia272.4+8%
3.Russia266.2+2%
4.USA210.8– 6%
5.Peru171.0+4%
6.South Africa167.9+7%
7.Canada151.3+8%
8.Mexico110.4+8%
9.Ghana104.1+19%
10.Brazil90.5+25%
11.Indonesia89.5+6%
12.Uzbekistan85.0+1%
13.Papua New Guinea67.2+2%
14.Argentina60.0+2%
15.Tanzania50.8+16%
16.Kazakhstan49.2+24%
17.Mali48.6+2%
18.Chile44.5+8%
19.Colombia43.6+25%
20.Philippines40.4-2%
Source: Metals Focus, 24hgold, lawrieongold


Interessante, no? 

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Ovviamente anche l'autore del pezzo dice che e' ovvio che nei prossimi anni le produzioni minerarie diminuiranno, visti i tagli alla ricerca e l'iper-sfruttamento delle vene migliori, ma son cose che per maturare prendono anni (anche se non troppi, avete visto anche all'inizio che in molti prevedono le produzioni "in stallo" entro un anno .. e non dicono niente riguardo al dopo pero', un po' reticenti direi).

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