Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

sabato 12 settembre 2015

Desjardins: Infografica sui consumi cinesi di commodities

I Tylers presentano l'ultima infografica di VisualCapitalist



La Cina consuma il 54% di alluminio (prodotto globalmente annualmente, si suppone .. riciclaggio compreso? Non e' dato sapere), il 50% di nichel, il 48% di rame, il 46% di acciaio, ecc.. (su quel 23% di oro ci sarebbe da dire perché se molti parlano di soli import superiori alle 1000 tonnellate annue e senza contare la produzione mineraria interna che da qualche anno e' la maggiore al mondo.. almeno almeno il 30% sara' e forse anche un buon 40%. 

Quanto all'argento VisualCapitalist non lo mette nella grafica ma scrive che la domanda cinese sarebbe un 15% delle produzioni annuali mondiali. E abbiamo visto ieri che la domanda indiana invece sta esplodendo e da sola potrebbe valere circa la meta' della produzione mineraria mondiale quest'anno) 

Il discorso ad effetto, la logica da mainstream per lettori distratti e superficiali, e' "se la Cina rallenta e' ovvio che i prezzi delle commodities soffriranno". Tutto vero, verissimo, ma secondo me pure impreciso, grossolanamente impreciso. 

L'ho già' detto e lo ripeto: rallentamento non vuol dire che la Cina e' stata teletrasportata su Alpha Centuari 4, e' sempre li solo che ha ora una domanda che cresce di meno. Ripeto cresce (cioè aumenta) di meno: questo significa che se l'anno scorso consumava 100 di rame e si pensava/prevedeva che quest'anno avrebbe consumato 103, invece, causa rallentamento (che non significa fermarsi e nemmeno mettere la retro) quest'anno consuma 101. Non 99. E men che meno 40. 

Cosi', solo per "mettere i puntini sulle i" perché qua pare che sia finito il mondo, cazzo.. miners generalisti come Vale che sono passati da 35 a 5 dollari l'azione, BHP Billiton che e' passata da più di 100 a 34 e così via ... per non parlare dei miners in oro e argento che sono mediamente ora a 1/7 - 1/8 delle quotazioni di solo 4 anni fa

Insomma, si puo' dire che mi pare che i mercati e "i trend" (il parco buoi che segue le news un tanto al kilo) abbiano un peliiiiiino penalizzato troppo queste compagnie?

Certo alcune ormai e' possibile se non probabile che falliscano, abbiamo visto la scommessa dei Tylers sulla fine di Glencore. E proprio a proposito di Glencore e del suo taglio di produzione di 100.000 tonnellate annue di rame, i Tylers scrivono ora:


These facts really hit home to show how important China is to the global consumption of raw materials. If China is unable to navigate its tricky transition to a consumer-driven economy and has a “hard landing”, it will be unlikely to see any growth in commodity prices triggered from the demand side. 
That said, supply is equally as important and it tells a different story: with companies like Glencore cutting copper production by 400,000 tons to better service its massive debt, the floor for commodities could be in.



Cioe' cominciano a ipotizzare che i minimi per le commodities siano ormai stati raggiunti. (non per il petrolio pero'.. su questo faccio un altro post magari) 

Le prime commodites a risalire di prezzo saranno probabilmente, come diceva Rogers, quelle alimentari: li c'e' poco da scherzare, non esistono stockpiles, grossi magazzini, vista la deperibilità dei beni e la gente (sempre in aumento, alto "dettaglio") ha il vizio di voler mangiare almeno una volta al giorno (almeno l'ultima volta che ho verificato era così) 


PS: Provate a giocare un po' con questa grafica interattiva di Google



Popolazione cinese: 1.401 milioni
Popolazione India: 1.254 milioni (nel 2014) 
Popolazione Unione Europea (paesi non-euro compresi): 507 milioni (nel 2011)
Popolazione Stati Uniti: 325 milioni

Cioe', fra soli cinesi e indiani sono almeno il triplo di europei e statunitensi messi assieme. Lo ripeto perché si sa che da quelle parti sono tanti ma magari la nozione e' un po' vaga e non si apprezza appieno l'impatto di questo "dettaglio" sui consumi mondiali di commodities. 

Sicuramente siamo al picco di sempre, di tutta la storia umana, di produzione di questo e quel metallo ma quello che quasi tutti i commentatori e media ignorano bellamente e ostinatamente e' che von ogni probabilità  questa cosa che non durerà ancora per molto. 

E allora sara' guerra per le commodities, un po' tutte, a partire da quella più  essenziale e impellente, l'acqua. Se non guerra aperta, con tank, droni e bombe "intelligenti" (non vi vengono alla mente gli ultimi due decenni di guerre americane per il controllo del petrolio? Dovrebbero), almeno sul fronte del prezzo. 

Chi offre di più? 

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