Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

mercoledì 12 agosto 2015

Fondamentali del Platino: Supply & Demand 1975-2013 - I grafici

Questo post era nell'area riservata di ArgentoFisico.org. Andrebbe aggiornato alla luce del prezzo arttuale del platino sotto quota 1000 usd/oz. Poi lo sposterò alla data originaria di creazione, giugno 2014, quindi lo ritroverete da quelle parti

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Partendo dai dati resi disponibili dalla Johnson Matthey mi sono costruito un solo foglio di calcolo con cui ho costruiti i grafici seguenti. E' sempre buona prassi che ognuno si studi i dati per conto suo, se li spulci, li analizzi, ci ragioni con la sua testa insomma, ma credo che il mio lavorino grafico sia di buona utilità: una buona grafica vale più di 1000 parole e resta molto più facilmente impressa in memoria.

Premetto che ho un po' rigirato i dati così come presentati da JM. Nei loro file infatti le cose vengono catalogate in questo modo:


Vedete che il reciclo viene conteggiato, con valori negativi, come Domanda (?!).. io l'ho spostato invece sul lato offerta, come mi pare più logico.

Vi faccio notare la riga finale che chiamano "Movement in Stocks", movimenti nelle quantità in magazzino potremmo tradurre, direi. Vi ho riportato questo dato in un grafico dopo l'analisi di domanda e offerta.



Offerta Globale di Platino - 1975-2013



Ho preso i dati in migliaia di once ('000 oz) anche se tutti i file presentati dalla Johnson Matthey presentano i dati anche in tonnellate (tons o metric tons). Ecco come appare l'evoluzione storica del lato offerta, supply, del Platino:

 
Dati in migliaja di once troy

L'offerta del Platino è ovviamente preponderantemente quella del nuovo metallo estratto dalle viscere della terra, dalla roccia, da parte delle compagnie minerarie. A questo però si è - altrettanto ovviamente per chiunque sia un po' consapevole della questione dei picchi delle risorse - aggiunto negli ultimi anni sempre più platino da reciclo. Nel grafico ho selezionato colori caldi (giallo, arancio e rosso) per il metallo reciclato e marroni-blu per quello estratto ogni anno dalle rocce.

La cosa più evidente è che si è passati in meno di 40 anni da circa 2,5 milioni di once di Platino offerte sul mercato a fine anni '70 a più del triplo negli ultimi anni - siamo oggi intorno agli 8 mln di oz dal lato offerta.

L'altra cosa subito evidente è il peso preponderante delle miniere del Sud Africa in questo settore (in nero). Solo la Russia, un po' gli Stati Uniti e recentemente lo Zimbabwe hanno da offrire qualcosa sul mercato del Platino da miniera. C'è da dire che pare che buona parte del Platino russo immesso nel mercato negli ultimi anni venga da stockpiles, da accumuli creati ancora ai tempi della guerra fredda e non da produzione mineraria attuale.

Ma se guardiamo la somma dei colori scuri, sino al violetto di Others - altri paesi produttori minerari - compreso, vediamo anche che la produzione mineraria planetaria è in calo da quasi una decade, con un picco registrato intorno al 2006.



E' solo grazie al giallo (marmitte catalitiche) e all'arancione (gioielleria) del reciclo che il lato offerta ha tenuto testa alla domanda mondiale negli ultimi anni.

I recenti scioperi dei minatori sudafricanti stanno colpendo non poco la produzione in quel paese e quindi il grafico, quando comprenderà anche i dati relativi al 2014 in corso, quasi certamente evidenzierà un ulteriore bel picco verso il basso della parte colorata in scuro. Ognuno ne tragga quello che vuole o che può.

Vediamo un po' in dettagli ogni singola produzione a parte quella sudafricana che è ben visibile nel grafico sopra essendo quella più in basso.

Ecco l'andamento della produzione storica dalla Russia (in realtà di quanto Palladio è arrivato dalla Russia anno per anno, come dicevo pare che ultimamente quello che arriva non sia direttamente da qualche produzione mineraria ma da qualche accumulo di epoca sovietica che viene immesso nel mercato solo ora):



Ecco l'andamento della produzione storica dagli Stati Uniti + Canada (reciclo escluso! Si avverte di tenere d'occhio l'asse verticale, ogni grafico viene adattato automaticamente all'entità dei valori in ordinata):



Ecco l'andamento della produzione storica dallo Zimbabwe. In realtà la produzione di questo paese famoso più che altro fra i metallari per la sua recente iperinflazione era accorpata alla voce Others sino al 2004! Poi, visto che stava delineandosi come abbastanza importante, è stata evidenziata a parte):



Ecco l'andamento della produzione storica da reciclo delle marmitte catalitiche: Beh, direi che il trend è evidente! Siamo ormai sopra il milione di once l'anno che vengono dal reciclo delle marmitte, più di un ottavo della domanda globale):



Ecco l'andamento della produzione storica da reciclo/rifusione/redesign di vecchi giojelli in Platino. Anche c'è da notare che sino al 2004 il reciclo dei gioielli in Platino non era conteggiato a parte ma incluso nel conteggio - netto - della voce Gioielleria (vedi sotto nel capitolo Domanda). Anche qui non stiamo parlando di quote marginali, siamo poco lontani dal milione di once annue che vengono dalla rifusione-riraffinazione di vecchi giojelli in Platino. Queste due voci del reciclo valgono insieme un quarto del mercato ormai!




Domanda Globale di Platino - 1975-2013



Vediamo chi vuole il Platino, per farne che, e come è cambiata la domanda globale negli ultimi 40 anni. Ecco come appare l'evoluzione storica del lato domanda, demand, del Platino:
 
 Dati in migliaja di once troy

Anche qui la prima cosa che salta all'occhio è come la quantità di once di Platino richieste è addirittura quasi quadruplicata in meno di 40 anni. Credo sia ovvio che sarà stata la domanda e il prezzo a comandare, a stimolare la produzione mineraria e non viceversa. Non sarà aumentato l'uso industriale e per investimento perchè è aumentata la produzione quanto piuttosto l'opposto.

Vediamo che due sono i settori che comandano la richiesta mondiale di Platino: quello delle marmitte catalitiche (in grigio, Autocalyst) e quello della giojelleria/investimento (in gallo e in verde rispettivamente). Non mancano però una bella quantità di altri usi industriali di questo prezioso metallo che ha utilità nel settore chimico, elettrico, dei vetri, sino ai settori del petrolio e medico/biomedico. Piuttosto versatile anche il Palladio!

Colpisce la vera e propria voragine in corrispondenza dell'anno 2009, comandata da crollo della domada per marmitte catalitiche. In quell'anno infatti, nel bel mezzo della recessione globale seguita al crollo finanziario globale, Lehman Brothers & Co., anche il settore auto segnò uno crollo eccezionale delle vendite, qualcuno ricorderà le foto da satellite di zone del mondo in cui le auto invendute si accumulavano a cielo aperto ... sarebbe da approfondire come il calo della domanda di Platino in questo settore negli ultimi anni rispetto al 2006-07 sia dovuto a minori vendi di auto o/anche per via di un minor uso nel settore nelle marmitte catalitiche per via di miglioramenti tecnici che ne hanno ridotto la quantità necessaria per marmitta prodotta.

Vediamo un pajo di "zoom" sulle voci Giojelleria e Investimento.



La domanda di Platino da parte del settore dei gioielli è la principale insieme a quella da parte del settore marmitte catalitiche. C'è da notare che i dati Johnson Matthey accorpavano, sino al 2004, il reciclo di vecchi giojelli in questa unica voce netta. Vista l'entità del Platino reciclato negli ultimi anni (vedi dettaglio nel capitolo Offerta) mi sarei aspettato quindi di vedere in questo grafico un brusco aumento dopo il 2004 (pari a circa 500.000 once di giojelleria reciclata con cui inizia il grafico arancione più sopra nel 2005) .. ma non lo vedo. Mah.

Più dinamico e meno soggetto ad interpretazioni invece il grafico della domanda per investimento negli anni:



Durante il bull market di oro e argento negli anni '70 a quanto pare nessuno investiva in Platino, secondo questi dati. Mmmm .. l'andamento del prezzo di allora non lo lascierebbe pensare:



Comunque, tornando al grafico verde, vediamo che addirittura, nel 2000 e ancora nel 2006, gli investitori avrebbero globalmente venduto più che comprato il Platino con un DIS-investimento complessivo (curva che scende sotto zero). Dal 2008-09 in poi invece siamo ai record storici dell'investimento in Platino, in termini di once - siamo sui 500.000 - 700.000 once - e probabilmente anche in termini di denaro fiat investito (al netto dell'inflazione) visto che questo è il grafico delle quotazioni del Platino negli ultimi anni, da inizio 1990 sino ad aprile 2013:



Tornando invece a quanto accennavo all'inizio di questo post, ho fatto un grafico anche dei "Movement in Stocks" degli ultimi 40 anni e cioè dei totali netti annuali di surplus o deficit fra domanda ed offerta (nei grafici sull'argento del Silver Institute per esempio fanno sempre tornare i due totali di domanda e offerta annauli, evidentemente truccando un po' la realtà: ci sarà dell'argento che si accumula nei magazzini quando l'offerta è minore della domanda e viceversa):



Certo sempre bisogna prendere tutti questi dati con le pinze, domandarsi come sono stati costruiti, seguire gli acquisti e le vendite in giro per il mondo lascierà sicuramente dei bei margini di errore e di arrotondamento .. ma quello che si vede bene è come si siano accumulati dei deficit notevoli fra 1999 e 2004 e infatti negli anni successivi i prezzi sono saliti di quel po', da 800 sino ad oltre 2000 dollari l'oncia. E non sono mai più tornati troppo indietro: dal 2007 siamo rimasti sopra quota 1000 (tranne che nell'aftermath della semi-implosione del sistema finanziario mondiale nel 2008-09 e resta da vedere se il fisico si trovasse davvero da comprare a quei prezzi) e anzi dall'inizio degli anni '10 siamo sostanzialmente sempre sopra quota 1400 USD/oz.

I nuovi deficit del 2012 e 2013 saranno ancora più accentuati, quasi sicuramente, nel 2014, per effetto dei lunghi scioperi dei minatori sudafricani che hanno bloccato la produzione di moltissime miniere per quasi tutto il primo semestre ... insomma, i presupposti per una nuovo salto di prezzo verso l'alto non sembrano mancare, specie se si considera che Platino e Palladio sono estratti dalla crosta terrestre in quantità che sono un decimo dell'oro estratto annualmente e che il rapporto fra i prezzi di Oro e Platino è sceso addirittura sotto la parità negli ultimi anni!



Chiudiamo con un grafico del prezzo del Platino "Inflation Adjusted", aggiornato conteggiando anche l'inflazione (negli USA .. e qui si apre la solita, sacrosanta querelle su che dati dell'inflazione si son presi, se quelli ufficiali o altri, magari più veritieri):



.. se il prezzo nominale del Platino raggiunse circa i 900 USD/oz nel 1980, conteggiando anche l'impatto dell'inflazione sarebbe secondo questo grafico un prezzo attualizzato di quasi 4000 USD/oz, usando il potere d'acquisto dei Dollari di oggi.

2 commenti:

  1. aggiungo che platino fisico in forma sensata (monete zecche "autorevoli") qua non se ne riesce a comprare
    e anche se ci riuscissi, c'e' iva e forchette denaro/lettera spaventose

    discorso purtroppo chiuso, pertanto, perora, per me

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  2. Platinum ETFs see surge in cash As SA bets on rebound.
    Eddie van der Walt and Debarati Roy, Bloomberg | 18 August 2015

    “At these prices, the mines can’t open new ore faces,” Deutsche Bank’s Sporre said on Monday. “In 12 to 18 months, we’re going to see the mines pumping out less metal.”

    Platinum producers are putting less money into developing mines, which may cause output to drop 16% in 2016 to 3.4 million ounces, the World Platinum Investment Council said in a report on August 12. Capital expenditure in rand terms fell the previous two years, it said.

    Labour disruptions may also limit production. Employees led by the Association of Mineworkers and Construction Union went on a five-month strike last year before reaching an agreement with producers. The deal runs out in late 2016, meaning further negotiations could ensue, according to Nikos Kavalis, an analyst at London-based research firm Metals Focus.

    “We could have a spike in prices should we hear some supply issues in South Africa,” Tom Winmill, who helps manage about $210 million for Midas Funds in Walpole, New Hampshire, said by phone. “It really does not take much to have supply issues.”

    http://www.mineweb.com/news/platinum-group-metals/platinum-etfs-see-surge-in-cash/

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