Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

sabato 29 agosto 2015

Durden: Best And Worst Performing Commodities Of 2015

In questo post i Tylers presentano questa grafica sull'andamento (crollo) delle quotazioni in dollari delle commodities, minerarie, energetiche ed alimentari, da inizio anno (YTD) e nell'ultimo trimestre

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e riprendono alcune interessanti righe scritte da Citybank:

Commodities have both reflected and promoted deflationary trends over the course of 2015. The main commodity indices – the BCOM and GSCI – are trading at or near the same level they were at prior to the so-called commodity super-cycle period of 2003-2008. Much of the lost value in individual commodities came not just over the course of 2015 but during the first month of the current quarter (see figures below).

Perhaps the most critical factor has been commodity over-supply. And yes it is true that lower demand has played a role in a world with stagnating growth, especially in emerging markets. But high prices in the last decade prompted a frenzy of capex spending to unearth larger quantities of raw materials. As is more often than not the case in commodities markets, the result of over-investment was over-supply, which traditionally hovers over markets for years.

Among the many additional factors leading to lower commodity prices has been tremendous cost inflation across most commodities in the first decade of this century, but especially in those like oil, natural gas and iron ore where higher prices triggered a search for new raw materials which led to new discoveries in the mining sector, particularly in the case of iron ore. It also led to the development of new technologies that opened up the commercial exploitation of resources that had previously been too expensive, as in the case of shale gas and oil. Lower cost new supplies traditionally compete with higher cost older supply at a late stage in the investment cycle. Recently discovered lower cost supplies can in many cases linger and impact markets for the rest of this decade if not beyond.

But a host of other factors have been at work, including producer nation currency depreciation as well as the impacts of quantitative easing by central banks across the world. Recent commodity price declines have created a sort of self-fulfilling situation for commodity exporting countries. They have experienced currency depreciation, which in turn reduced even further the costs of raw material exploitation around the world, whether for gold in South Africa, or iron ore in Australia and Brazil, or oil and gas in the case of Russia. Weaker currencies also made wheat exports more competitive from the Black Sea and Latin America as compared to US supplies, thereby pressuring benchmark prices. These factors also prolong and exacerbate the supply overhang by lowering local production costs.
Nella prima parte evidenziata dicono che si è arrivati ad una generale sovrapproduzione a causa di un decennio di eccesso di spesa in ricerca e sviluppo di nuove miniere ed ora che la crescita stalla, l'economia planetaria cresce poco, i nodi sono arrivati al pettine, troppa offerta e prezzi in crollo. Solita storia già sentita. 

Nella seconda parte evidenziata invece le cosucce più interessanti: Con il crollo attuale di tante valute di paesi produttori ed esportatori di commodities - dovuto al reflusso di quantità immani di denaro fresco di creazione in QE vari dei paesi sviluppati che oltre che creare bolle nell'azionario dei relativi paesi e tante altre bolle come quelle immobilari, dei beni di lusso, ecc. sono andate a speculare anche nell'azionario e non solo di tanti paesi emergenti per poiora, appunto, scappare e tornare in patria - anche le relative commodities esportate sono venute ad essere potenzialmente più a buon mercato. 

Come dice City "hanno sperimentato [i paesi esportatori di commodities] il deprezzamento delle loro valute, cosa che a sua volta ha ridotto ulteriormente i costi dello sfruttamento dei materiali grezzi in giro per il mondo, che si tratti dell'oro del Sud Africa o del ferro australiano e brtasiliano o del petroloio e gas russo."


Quindi, provo a riassumere, vediamo se mi/vi convince:

- i QE hanno creato quantità immani di denaro che sono finite, anche, a creare bolle nel paese X esportatore di materie prime, sicuramente nell'azionario ma anche nel credito e nelle imprese minerarie (piuttosto che agricole o petrolifere) 

- nel momento in cui nel paese X le bolle scoppiano / vengono fatte scoppiare, ci sono le "prese di beneficio" e il rimpatrio (ma magari sono finiti anche altrove, chissà dove, quei denari), la valuta del paese X crolla (dopo essersi sopravvalutata quando i flussi del denaro QE entravano nel paese)

il crollo della valuta del paese X fa si che la commodity Y che produce si viene a reperire ora sul mercato internazionale (in dollari!) a prezzi molto minori (visto che il dollaro si è rivalutao, il "superdollaro" come dice quello) 


Insomma, una bella concomitanza di QE, iperfinanza globalizzata che porta soldi qua e la come ridere in un secondo (e come li fa apparire li fa anche poi sparire), e dollaro come base di conto dei commerci internazionali. 

Sarà per questo che ora tanti emergenti in coro chiedono alla Fed, per pietà, di NON alzare i tassi? Un dollaro ancora più forte (o meno debole rispetto alle altre valute di bit) massacrerebbe ora i loro paesi ancora di più


7 commenti:

  1. ma anche il classico
    GETTA LE RETI (crea valuta)
    FALLE RIEMPIRE (prestala)
    TIRALE SU PIENE DI PESCI
    alza (o minaccia di alzare) i tassi

    finche le banche potranno creare valuta scoperta a buzzo (finche accetteremo supini la loro pseudovaluta) il ciclo si ripetera

    solo, ogni volta + grosso, veloce, e violento
    poiche il debito (ormai coincidente con la massa "monetaria" si compone esponenziale, la popolazia cresce, e le risorse fisiche/reali si esauriscono)

    burp

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    1. sicuramente vero ... c'e' da dire, ad onor del vero, che anche ai tempi dello standard dell'oro non si scherzava niente quanto a imperi, colonialismi e sfruttamento. Forse le valute fiat fanno solo meglio e di più (sarcasmo) quello che in passato si faceva con l'oro?

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  2. a fagiuolo: GRAFICO DEL GIORNO: RUBLO VS BRENT

    http://www.vincitorievinti.com/2015/08/grafico-del-giorno-rublo-vs-brent.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+vincitorievinti%2FhYpR+%28VINCITORI+E+VINTI%29

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  3. Ennessima delusione: l'argento NON riesce a ritornare sopra i 14,50

    ... intanto i Tylers accennano ad una nuova ondata di vendite nelle bolle azionarie USA per giovedì prossimo (lo prevede lo stesso analista bancario che aveva previsto il crollo del weekend scorso) ... quel crollo potrebbe essere stato solo il riscaldamento iniziale in questo caso. E ricordo ancora la previsione di Armstrong di crollo per meta' ottobre. Si annuncia un autunno caldo sui mercati azionari.

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  4. Bloomberg - Money Pours Out of Emerging Markets at Rate Unseen Since Lehman

    This week, investors relived a nightmare.

    As markets from China to South Africa tumbled, they pulled $2.7 billion out of developing economies on Aug. 24. That matches a Sept. 17, 2008 exodus during the week Lehman Brothers went under.

    ... The retreat from risky assets, triggered by concern over a slowdown in China and higher interest rates in the U.S., has taken money outflows from emerging markets to an estimated $4.5 billion in August, compared with inflows of $6.7 billion in July ...

    http://www.bloomberg.com/news/articles/2015-08-27/money-pours-out-of-emerging-markets-at-rate-unseen-since-lehman

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  5. slideshow: le miniere abusive di stagno indonesiane

    http://www.bloomberg.com/news/photo-essays/2015-08-26/the-tin-mines-of-bangka-island

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  6. Platinum group metals

    Lonmin loses money even after lowering costs, Barclays says
    At current metal prices, its still operating at a loss.

    Lonmin Plc, the worst performer on the FTSE All-Share Index this year, is still losing money at spot platinum-group metals prices even as the company cuts spending and closes unprofitable operations, Barclays Plc said.

    Lonmin’s year-to-date cash costs were 10,499 rand ($804) an ounce through July and will stay below its own 10,800 rand forecast for the rest of the year, the Johannesburg-based producer said Thursday in a statement. Revenues are at 9,473 rand an ounce for Lonmin’s metals at current spot prices, according to a Barclays note.

    The world’s third-biggest platinum producer has been operating at a loss as prices of platinum, used to clean vehicle emissions and for jewelry, trade near a six-year low. The company is attempting to restructure its operations by reducing capital spending and cutting a potential 6,000 jobs.

    “Despite making material steps to reduce headcount and cash burn, Lonmin remains significantly cash flow negative at spot prices,” Barclays analysts led by Andrew Byrne wrote in the note.

    Of the 6,000 workers set to lose their jobs under Lonmin’s plans, 1,400 have already left, the company said. It will cut 100,000 ounces of high-cost production in the next two years. ...

    http://www.mineweb.com/news/platinum-group-metals/lonmin-loses-money-even-after-lowering-costs-barclays-says/

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