Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

giovedì 16 luglio 2015

Internazionale: E-waste Republic

Bel postone sui rifiuti tecnologici in Africa su Internazionale (articolo di Jacopo Ottaviani, fotografia e design: Isacco Chiaf) da cui traggo questa tabella e qualche riga, rimandando al loro post per la lettura e gli iperlink





Gli scarti elettronici sono una risorsa. Come spiega l’ultimo rapporto dell’Università delle nazioni unite, i rifiuti elettronici possono essere visti come una miniera tossica che custodisce un tesoro nascosto.

Oltre agli elementi cancerogeni come piombo, mercurio e cadmio, i rifiuti elettronici prodotti nel 2014 conterrebbero l’equivalente di 48 miliardi di euro in plastiche e metalli preziosi, tra cui 300 tonnellate di oro.

Una miniera da cui attingere coscientemente e il cui ricavato offre interessanti possibilità di sviluppo. Un tesoro pronto per essere investito per salvaguardare l’ambiente, le vite dei lavoratori di Agbogbloshie e aumentare le possibilità di un futuro sostenibile.
Dunque, vediamo ...

10,4 mln di euro a 34.000 euro al kilo d'oro farebbe .. 306 kili. O hanno usato la notazione anglosassone (dove la virgola è il nostro punto e quindi sono 10.400 milioni di euro oppure non sono 300 tonnellate d'oro. Indagheremo poi vedendo i dati al link dell'Università delle Nazioni Unite.

Comunque mi lascia stordito il dato che la plasticaccia da reciclare da sola varrebbe più dell'oro contenuto negli stessi rifiuti elettronici (?!)

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Aggiornamento: Si, il sito Università delle Nazioni Unite (non sapevo che le NU avessero anche un'università) parla di 300 tonnellate d'oro, circa l'11% della produzione mineraria mondiale del 2013. Quindi le virgole nel grafico vanno prese per punti.


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