Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

venerdì 9 gennaio 2015

6 Trilioni di dollari. E' il debito in dollari dei paesi emergenti

Paesi exportatori di petrolio spolpati da quotazioni addirittura sotto i 50 usd al barile, superdollaro che li schianta per via dei debiti contratti in usd durante i lunghi anni dei QE....


Grazie principalmente alla politica monetaria della Federal Reserve, nel corso degli ultimi anni, molti paesi emergenti hanno aumentato significativamente i debiti denominati in dollari. Le manovre espansive di politica monetaria adottate dalla banca centrale americana (ma non solo) hanno impresso una forte caduta dei rendimenti obbligazionari, spingendo gli investitori a cercare altrove rendimenti più appetibili (per poi andarsene quando gli e' parso.. ricordate un annetto fa, quando crollarono un sacco di valute tipo rupia indiana, rupia indonesiana... Er). I paesi emergenti hanno attratto capitali con emissioni di bond, soddisfacendo così chi era in cerca di rendimenti più attraenti.

Le emissioni obbligazionarie in valuta estera, dal 2008 in avanti, hanno conosciuto un forte incremento e si stima che queste valgano circa 6000 miliardi di dollari.

Il problema è che da quando la Fed ha dato inizio all'exit strategy dalla politica monetaria fortemente accomodante, complice anche una robusta crescita degli Stati Uniti (??? Er) e le attese per una nuova fase (seppur cauta) di rialzo dei tassi americani, si è determinato un forte deflusso di capitali dai paesi emergenti ed il conseguente deprezzamento delle valute emergenti, con l'ovvia conseguenza che molti debiti in valuta estera sono divenuti più onerosi e in alcuni casi meno sostenibili proprio per via di valute locali svalutate. .....

http://www.vincitorievinti.com/2015/01/se-il-dollaro-forte-fa-paura-ai-paesi.html#more

1 commento:

  1. Schroders: mercati emergenti, quale impatto dal rialzo dei tassi Fed?
    29/07/2015

    Dopo quasi sette anni di tassi d’interesse ai minimi storici negli Stati Uniti, "rimaniamo del parere che la Federal Reserve alzerà i tassi entro la fine del 2015. Ciò pone un rischio significativo per i mercati emergenti, data la loro dipendenza dai capitali in dollari statunitensi", sostiene il team multi-asset investments di Schroders.

    L'aumento delle emissioni di debito denominato in valuta locale da parte dei Paesi Emergenti ha, da solo, ridotto la dipendenza dal finanziamento estero. Le emissioni lorde di debito pubblico degli Emergenti in Asia e America Latina è diminuita sensibilmente in seguito alla crisi finanziaria asiatica di fine anni ‘90.

    Benché la dipendenza dal debito estero sia diminuita, andando a guardare nel dettaglio delle valute di denominazione di tale debito ora è maggiore la concentrazione sul dollaro americano, rispetto ad alternative come lo yen, l’euro o la sterlina. In particolare, più del 70% del debito pubblico estero in Asia e America Latina è denominato in dollari Usa, mentre gli EM in Europa hanno sì un debito estero superiore in rapporto al PIL, ma con una dipendenza dal dollaro minore.

    Osservando le principali economie all’interno degli Emergenti, la Turchia e il Sud Africa sono i più esposti a una potenziale fuga della liquidità estera a causa delle loro riserve in valuta relativamente basse, a bilanci delle partite correnti in deficit e alle grandi somme di debito estero in scadenza. In seguito al “taper tantrum” del 2013, la Malesia, l’Indonesia e il Messico sono diventati più vulnerabili, mentre il Brasile e l’India hanno registrato alcuni miglioramenti (fonte: World Bank, 2013).

    Oltre al debito estero, abbiamo anche esaminato quanto debito pubblico denominato in valuta locale sia in mano di investitori stranieri. Mentre l’aumento del debito denominato in valuta locale ridurrà la vulnerabilità dei mercati emergenti alla volatilità sui mercati dei cambi legata all’aumento dei tassi della Fed, il consistente incremento delle quote di debito in mano straniera rappresenta un punto debole significativo per la liquidità esterna.

    Negli ultimi anni, i mercati del debito in valuta locale degli emergenti hanno attratto flussi di capitale, poiché si sono aperti agli investitori stranieri. Tuttavia, tassi d’interesse americani più alti potenziano l’attrattività relativa dei rendimenti dei titoli di Stato Usa e rendono i mercati emergenti vulnerabili alla fuga dei capitali degli investitori stranieri a caccia di yield più elevati.

    continua qui:
    http://www.milanofinanza.it/news/schroders-mercati-emergenti-quale-impatto-dal-rialzo-dei-tassi-fed-201507291148488057

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