Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

lunedì 15 giugno 2015

TTP, TTIP per dummies, a fumetti (in inglese)

Carino questo fumetto di 27 pagine riportato dai Tylers su Zero Hedge che spiega come dietro i vari accordi globali "sul free trade", sul "libero commercio" si nascondono invece, da decenni, grossomodo dagli anni '80, gli interessi delle multinazionali e dell'iperfinanza globale (dovrebbero leggero soprattutto i liberomercatisti/liberisti/austriaci/scioltacivicisti italiani, che, provincialissimi, pajono ancora rimasti alla retorica da magnifiche sorti e progressive degli anni '80 reganiani e thatchetiani). Ne riporto solo una pagina, chissà che a qualcuno che sa l'inglese almeno un po' non venga la curiosità di leggersi tutto su Zero Hedge (sono interessanti soprattutto le ultimi pagine).

Traduco al volo questa pagina.
Un altro esempio: un grosso colpevole del crash del 2008 sono state le "doppie gestioni" da parte del companies finanziarie (leggi banche). Vendere merdosi strumenti finanziari a ignari coglioncelli in giacca e cravatta ... e allo stesso tempo scommettere che quegli stessi strimenti avrebbero perso soldi.

Per evitare che double dealing come questi capitassero esistevano delle regole madurante gli anni '90 abbiamo smantellato queste barriere, come per esempio cancellando la legge Glass-Steagal (cancellata nel 1998) [sotto l'amministrazione del pidino Clinton, Er]

Ma non è che abbiamo effettivamente scelto di cancellare la legge Glass-Steagal. Abbiamo dovuto cancellarla, per effetto di un trattato del 1997 (Quello sui Servizi Finanziari della World Trade Organization, WTO, Organizzazione Mondiale del Commercio)

Il trattato passò sotto il radar per la gran parte di noi. Ma non per i CEO di Wall Street che avevano spinto per la sua approvazione:
John Corzine di Goldman Sachs, David Komansky di Merril Lynch, David Coultner di Bank of America, Walter Shiply di Chase Manhattan Bank, John Reed di CityBank.
Ormai dovrebbe essere chiaro che il "libero commercio" è diventato l'esatto contrario di libero - restringe la nostra libertà di prendere le decisioni che vogliamo. Non volevamo svendere la nostra sovranità quando abbiamo ratificato un accordo commerciale con Hong Kong ma è quello che è successo.

[prima, nel fumetto, faceva l'esempio di come dopo che il governo australiano ha deciso di rendere tutti anonimi i pacchetti di sigarette, Marlboro, Camel, ecc hanno fatto causa al governo australiano presso tribunali di Hong Kong. Figurati i poteri delle multinazionali sopra i governi democratici dopo l'approvazione di questo nuovo giro di "trattati commerciali"... fra l'altro in questi "accordi commerciali" più che di merci, più che di banane e telefonini, è di leggi e tribunali e processi e forse soprattutto di libero flusso di capitali che si parla. Er]

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