Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

sabato 20 giugno 2015

Nazioni Unite: Popolazione mondiale a 10,85 miliardi per il 2100


Vi volevo mostrare questa mappa del mondo per popolazioni disegnata come scenario per 2100 da niente meno che le Nazioni Unite. (clicca QUI per una versione più grande e leggible)

Per inquadrare di che si parla diciamo che (fonte: Wiki) ora siamo più di 7 miliardi di anime sulla terra e che nel 1900 eravamo solo poco più di 1 miliardo e mezzo. Più che quadruplicati in poco più di 100 anni.


La prima cosa che mi salta in mente è com'è possibile che con tutte le migliaja di dipendenti che hanno le UN se ne escono con grafici evidentemente basati su calcoli banali, da tesina di un liceale: direi che hanno semplicemente preso i trend attuali di crescita/diminuzione della popolazionedegli ultimi anni e li hanno projettati nel futuro ... ma cazzo, e un minimo di ragionamento su se e come il pianeta potrebbe sostenere un carico simile di gente no!?

Ho appena finito il libro di Ugo Bardi, Extracted (in italiano conosco quest'altro libro, La Terra Svuotata, che però non ho letto). Beh, raga, da paura. Se solo la metà delle cose che dice (e non le dice a tiramento di culo ma in seguito a studi scientifici effettuati in giro per tutto il mondo, il libro è pieno di link e paragrafi di altri autori) per il 2050 avremo raggiunto e superato il picco di quasi tutto: non solo il picco del petrolio (l'energia a basso costo che ha permesso l'esplosione di benessere che abbiamo vissuto nell'ultimo secolo) ma anche il picco di quasi tutte le risorse minerali che usiamo: fosforo, terre rare, nickel, zinco, oro, argento, platinoidi, rame, manganese, litio, uranio.. e chi più ne ha più ne metta. Dinne uno: avremo passato il picco storico di produzione mondiale entro il 2050.

Solo carbone, alluminio, silicio e poca altra roba sarà probabilmente disponibile - da miniera - in discrete quantità per la fine del secolo. Ma anche la produzione mineraria di carbone potrebbe raggiungere il picco entro pochi lustri e per fine secolo sarà disponibile solo una frazione di quello che il mondo usa oggi (e che fa danni a non finire per il suo contenuto di zolfo ed altre impurità .. senza parlare poi della quantità di CO2 che produce e quindi del suo effetto di riscaldamento globale).

Ogni elemento andrebbe studiato in un capitolo a parte, ma no lo farò qui, ora. Quello che voglio dire è che con la fine dell'energia a basso costo tutta la nostra civilizzazione perderà le sue fondazioni.

Senza l'energia a basso costo sarà sempre più difficile, costoso, estrarre minerali che fra l'altro si trovano in concentrazioni sempre più basse, visto che le consentrazioni più alte sono già state sfruttate per prime per ovvie ragioni di convenienza economica.

E che dire dell'agricoltura intensiva, pompata di fosforo, azoto e potassio? Non sarà semplicemente più possibile nel giro di pochi decenni, almeno in larghe parti del mondo.


Come se non bastasse anche il reciclo non potrà salvarci, nel lungo periodo, visto che non si riesce mai, neanche laddove si prova e si fa già, a reciclare davvero tutto. Anche un reciclo del 50% nel giro di 4 cicli ci porta ad avere solo lo 0,07% della quantità iniziale di materiale. E comunque anche reciclare costa energia, oltra a logistica, e la qualità del reciclato è spesso inferiore al materiale da miniera per via delle impurità varie che è difficile/costoso raffinare.

Riuso, efficienza ... tutte strade che saremo costretti a percorrere, rivedere le politiche delle multinazionali sull'obsolescienza programmata (costruire cose progettate per rompersi in breve tempo così da portarti a comprerne di nuove nel giro di pochi anni) ... tutto bello, ma il mondo che conosciamo - a meno di trovare una nuova fonde d'energia pressoche illimitata e a basso costo - è destinato a finire. Le energie rinnovabili saranno obbligatoriamente il futuro ma non è detto che arriveranno davvero a sostenere i consumi a cui siamo abituati (e a cui il restodel mondo, giustamente, aspira).


Insomma, non credo proprio che questo sorridersi di eventi permetterà all'umanità di arrivare a toccare e superare i 10 miliardi di anime. Volente o nolente dovremo calare. Come decidetelo voi, fate voi, immaginate voi.

E, mi dispiace dirlo ma ciò che dovrebbe essere ovvio ma non lo è va detto, crediamo veramente che nei prossimi decenni potremo ospitare e trovare lavoro alle decine di milioni di disperati che vorrano entrare in Europa dall'Africa? Guardate la mappa: 914 milioni di persone previste per la sola Nigeria. Novecentoquattordici milioni di nigeriani?! Ma stiamo scherzando?! Ci rendiamo conto che tutta la popolazione europea più quella del Nord America non arrivano, oggi, a tanto? .. e 250 milioni di Etiopi (più di Germania, Francia. Italia e Spagna insieme oggi?!), 200 milioni di abitanti del Niger, 280 milioni di tanzaniani, 100 milioni di Malgasci, 200 milioni di Ugandesi, 100 milioni di Angolani, ecc.. !?

A me pare di sognare quando vedo che nientemeno che le Nazioni Unite ritengono anche solo vagamente plausibile uno scenario del genere. Mi pare ovvio che non andrà così. E chi gli darebbe da mangiare a quasi un miliardo di nigeriani? I loro campi? I nostri, che non danno da mangiare già oggi alle nostre popolazioni visto che così tanto viene importato?

Piuttosto di continuare a fare bei discorsi, il Papa non potrebbe, per esempio, invece, andare in Nigeria a predicare l'uso del preservativo e la politica del "massimo un figlio a coppia"? Ci rendiamo conto che la predica sui "diritti", la pace, la bontà, l'amore e la solidarietà, senza una seria politica di controllo delle nascite, ci porta lo stesso dritti dritti verso un macello di proporzioni bibliche?

Chi le dovrebbe ospitare le decine di milioni, forse centinaja di milioni di disperati che cercheranno, giustamente, di scappare dalla fame nei prossimi decenni? Perchè poche decine di milioni di disperati direi che bastano al sistema produttivo europeo per stroncare i redditi della classe operaja e livellarli a quelli del terzo mondo... di più non serviranno. E li verrà fuori la vera faccia di questo sistema.

Per il 2050 il mondo sarà molto diverso da quello che conosciamo e per il 2100 sarà tutt'un altra cosa. No, non ne senso che ci saranno uomini acquatici con le pinne o tribù selvagge alla Mad Max .. o che saremo tutti morti (beh, almeno noi si ma i nostri discendenti no, si spera) ... probabilmente le città si saranno ridotte parecchio e tanti saranno tornati ai campi, reciclo e riuso saranno la regola, per forza, le tv non ci potranno più bombardare dalla culla alla tomba col mantra della "crescita", ecc... potrebbe anche essere un gran bel mondo, passati i cambiamenti (non necessariamente solo macelli) che probabilmente ci attendono. Molto più stabile, piccolo, risparmioso, agricolo, local e, forse, felice.

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Ugo Bardi, è docente dal 1990 presso il Dipartimento di Chimica dell’Università di Firenze. La sua carriera precedente include periodi di studio e insegnamento presso le università di New York, Marsiglia, Berkeley e Tokyo. Attualmente si occupa di nuove tecnologie energetiche e di politica dell’energia. È membro dell’associazione ASPO, un gruppo di scienziati indipendenti che studiano le riserve di petrolio mondiali e il loro esaurimento.
Ha pubblicato: La fine del petrolio, Editori Riuniti, 2003; Il libro della Chimera, Edizioni Polistampa Firenze, 2008; con Giovanni Pancani, Storia petrolifera del bel paese, Edizioni Le Balze, 2006; The Limits to Growth Revisited, Springer Briefs in Energy, 2011; Extracted, Chelsea Green, 2014.

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