Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

martedì 23 giugno 2015

Lyons: Il complesso industriale chiave dei metalli sta cascando a pezzi


Probabilmente il tempo di investire in azioni di compagnie minerarie non era ancora maturo. Probabilmente vedremo altri cali, come anche nel petrolio, prima che l'importanza vitale di queste risorse per la nostra civiltà industriale torni ad essere riconosciuta, in questo mare di finanza fatta di banche centrali e news e pseudonews tradate da "masters of the univers" più o meno veri (le colossali banche Too Big To Fail) e più o meno patetici (tanti piccoli e medi trader che magari si raccontano guardandosi allo specchio di essere Dei).

Il fatto che tutte le commodities siano in calo da anni (mettiamo ci dentro anche oro e argento, dimenticandoci delle loro caratteristiche storiche di moneta) comunque la dice lunga su quanto sia vera la storia della recovery, della ripresa mondiale. Si, può darsi che subito dopo il macello del 2007-8 le commodities siano finite un po' in bolla, ipercomprate, ma alla fine dei conti sono queste la vera ricchezza del mondo, subito dopo i prodotti dell'agricoltura e dell'allevamento - the fat of the land - tutto il resto è ricchezza secondaria, i prodotti dell'industria che usiamo tutti i giorni e ancor di più, molto ma molto di più, tutte le rappresentazioni della ricchezza che usiamo, dal denaro, di carta o di bit, sino ai debiti e ai derivati finanziari.

E' anche vero che questi in cui vivamo ora sono gli anni che probabilmente segneranno nella storia dell'umanità il Peak Everything, il picco di produzione di praticamente tutte le commodities non rinnovabili del pianeta, il che vuol dire che non se ne è mai prodotto tanto (e che in futuro non si tornerà mai più a produrne tanto) di questo o quel metallo .. aggiungi un rallentamento dell'economia globale e la frittata è fatta per i prezzi di breve-medio periodo. Diverso il discorso per il futuro più o meno remoto, quando le produzioni minerarie cominceranno a calare globalmente (se non sono già in calo oggi), complici i cali delle concentrazioni nelle rocce rimaste e l'energia sempre meno a buon mercato necessaria per estrarre i preziosi metalli rimasti.

Dana Lyons' Tumblr - Economically Key Industrial Metals Complex Is Breaking Down
Riportato da Tyler Durden di Zero Hedge il 23 giugno 2015

Il 5 marzo notavamo che l' S&P GSCI Industrial Metals Index stava appeso sopra un precipizio, appoggiato precariamente su un supporto di lungo periodo.

In quel periodo la spirale deflazionaria globale stava raggiungenso il suo nadir, con tutto ciò che aveva a che fare con le commodities stava raggiungendo dei minimi pluriannuali.

Non a caso il Dollaro invece stava salendo in quel periodo ai suoi massimi da 12 anni.

La preoccupazione nei riguardi dello spazio dei metalli industriali che minacciava di rompere al ribasso era il messaggio che dava nei riguardi delle prospettive di crescita economica globale. Come dicevamo in quel post di marzo:
Ha senso dire che il prezzo dei metalli industriali (tipo alluminio, rame, nickel, zinco, ecc..) è un buon barometro della forza dell'economia. Questi metalli servono nella manifattura di una miriade di prodotti. Quindi il loro prezzo - un segno della domanda globale di questi metalli - ci suggerisce la quantità della domanda globale in un dato momento.
Secondo noi il fallimento da parte del complesso industriale dei metalli di tenere quei livelli di supporto significa che l'economia globale ha un outlook poco florido.

Il livello critico che minacciava di essere infranto era il ritracciamento a 61,8 di Fibonacci (più o meno a quota 307) del rally dal 2009 al 2011, da cui l'indice era caduto. Al tempo quel livello aveva retto per alcuni giorni, confermando la sua rilevanza (da un punto di vista dell' "analisi tecnica". Er)

Avevamo appena visto il prezzo del petrolio, insieme a tutto il CRB commodity Index rompere il suo supporto a 61,8% di Fibonacci e dirigersi verso un collasso. Però avevamo visto anche il rame tenere un livello simile e quindi restava il dubbio se Industrial Metals sarebbe andato in una direzione piuttosto che un altra.

Considerando che non c'è stato nessun rimbalzo da quel livello a 61,8% il grafico dava l'idea che il trend sarebbe proseguito. Quindi la nostra idea era che l'indice avrebbe rotto al ribasso. Beh, avevamo ragione, la nostra idea è stata confermata... per 1 giorno. Il 18 marzo l'Index ha dato l'idea di rompere verso il basso, ma il giorno dopo è risalito ed ha preso a correre per le seguenti 6 settimane. Dopo aver saltato di un 13%, l' Industrial Metals Index ha testato il suo precedente livello di break-down del dicembre precedente, attorno a quota 345, ed ha fallito.

Durante le ultime 6 settimane l' Industrial Metals Index è caduto inesorabilmente, perdendo tutti i suoi guadagni del post "falso breakdown". E' tornato al supporto di livello critico di Fibonacci del 61,8% intorno a quota 307 e questa volta è riuscito a squarciarlo.


Il fatto che l'Indice sia caduto immediatamente ai minimi da 6 anni è preoccupante. Uno si sarebbe aspettato che i prezzi sarebbero stati rallentati nella discesa dai livelli dei minimi precedenti. Il fatto che non sia stato così ci parla di una domanda debole a quelli che sono stati precedentemente livelli chiave.

Detto questo potrebbe anche essere che si tratti di un altro falso breakdown. Se l'Indice sarà capace di ricatturare quota 307 in non troppo tempo potrebbe essere questo il caso e potremmo pensare che si sia trattato di un altro test dei minimi di marzo. Quindi tutta questa azione introno alla linea del 61,8% potrebbe essere solo un marcare il territorio dei minimi. Volendo guardarla più a lungo termine se questo test superato porterà ad un altro rally sin sopra i livelli di maggio potrebbe trattarsi di minimo di lungo periodo dell' complesso industriale dei metalli.

Però questi sono tutti "potrebbe essere", son tutti "se". E preferiamo attenerci ai fatti. E quello che sta succedendo è che Industrial Metals Index sta rompendo al ribasso il livello di Fibonacci a ritracciamente del 61,8% del rally del 2009-2011.

Un ulteriore rottura al ribasso dei prezzi sarebbe un brutto segnale della debolezza dell'economia globale. E potrebbe forse suggerire anche un ulteriore breakdown dei prezzi visti nell'azione recente del Dollaro USA.

E' interesante notare che a marzo, quando l'Industrial Metals Index stava rompendo al ribasso lo stava facendo con un Dollaro in salita. Non è così ora. Infatti da quando l'Index ha segnato un picco all'inizio di maggio, il Dollaro USA è sceso dell'1,5%.

Quindi non possiamo parlare di una mossa contro al Dollaro, è una cosa indipendente, che è successa senza i venti contrari del Dollaro. Se il Dollaro dovesse fare un altro rally è possibile che assisteremo ad una significativa accelerazione di questo crollo dell'Industrial Metals.

Per ora ci focalizzeremo sul livello a 307. Al di sopra L'index ha possibilità di fare un rally, al di sotto sarebbe il via ad un bombardamento. Ed ora siamo al di sotto.
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Un po' di andamento dei prezzi di alcuni metalli da metalprices.com (LME sta per London Metals Exchange, il mercato dei metalli di base di Londra)


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