Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

martedì 9 giugno 2015

Ex-funzionari dei servizi USA: Un rapporto del Pentagono prova la complicità statunitense nella creazione di ISIS


Quanto sentiremo parlare di queste notizie sui nostri media di massa? E' ormai praticamente ufficiale, per chi si sa e vuole informare, che lo Stato Islamico sarebbe stato finanziato ed armato dagli Stati Uniti in funzione anti-Assad in Siria, nonostante si fosse ben consapevoli che la cosa sarebbe potuta sfuggire di mano, cosa che infatti si è puntalmente verificata (un po' come i finanziamenti ed armi ai mujahedin nell'Afghanistan degli anni '80 invaso dai sovietici). Il pentagono già nel 2012 era arrivato ad ipotizzare che IS sarebbe poi stata facilmente in grado di conquistare parecchie città anche nel nord dell'Iraq oltre che nel nord-est della Siria. Secondo il famoso "spifferatore" del Pentagono dei tempi della guerra del Vietnam, Daniel Ellsberg, è tutta "politica imperiale standard" di divide et impera, in questo caso fornendo "carote", sotto forma di cash ed armamenti vari, ai fondamentalisti siriani.

L'inchiesta è di Nafeez Ahmed ed è stata pubblicata su Medium. Riportata e commentata dai Tylers QUI. L'Antidiplomatico ne ha già fatto una traduzione parziale QUI.

Le fonti? Documenti desecretati dei servizi USA e diversi agenti dei servizi americani che hanno tirato fuori i panni sporchi delle agenzie per cui lavorano/lavoravano, probabilmente stomacati dalle schifezze a cui avevano assistito. Se avrò tempo mi piacerebbe tradurre tutto l'articolo dall'inglese perchè vale veramente la pena di leggerlo. Poi magari ne manderò copia a tutti i "giornalisti" delle tv italiane, che a quanto pare queste cose le ignorano ...
Zero Hedge - Ex-US Intelligence Officials Confirm: Secret Pentagon Report Proves US Complicity In Creation Of ISIS
Submitted by Tyler Durden on 06/08/2015

(...) The US Army-funded RAND report advocated a range of policy scenarios for the Middle East, including a “divide and rule” strategy to play off Sunni and Shi’a factions against each other, which Ellsberg describes as “standard imperial policy” for the US.

The RAND report even confirmed (p. 113) that its “divide and rule” strategy was already being executed in Iraq at the time:

“Today in Iraq such a strategy is being used a tactical level, as the United States now forms temporary alliances with nationalist insurgent groups that it had been fighting for four years… providing carrots in the form of weapons and cash. In the past, these nationalists have cooperated with al-Qaeda against US forces.”

The confirmed activation of this divide-and-rule strategy perhaps explains why the self-defeating US approach in Syria is fanning the flames of both sides: simultaneously allying with states like Turkey who have continued to covertly sponsor ISIS, while working with Assad through the Russians to fight ISIS. (...)

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