Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

sabato 13 giugno 2015

E' Deutsche Bank la prossima Lehman ?


Zero Hedge - Is Deutsche Bank The Next Lehman?
Submitted by NotQuant.com on 06/12/2015

Guardando indietro al collasso della Lehman Brothers nel 2008 è impressionante quanto tutto successe velocemente. A posteriori si può dire che ci furono diversi segnali d'allarme ma l'imponenza del disastro si sviluppò pubblicamente solo negli ultimi momenti prima che fosse evidente che Lehman era fatta, era finita.

Allo scopo di disegnare un parallelo ripercorriamo prima gli eventi del 2007-2008:

Ci furono diversi fatti che indicavano in che situazione critica versava Lehman. Gli insiders però sapevano benissimo quello che stava succedendo: alla fine del 2007 Goldman Sacks piazzò una massiccia scommessa (proprietary bet) contro Lehman che è diventata famosa internamente come il "big shot", il grosso colpo, il grosso sparo (si tratta di una scommessa che avrebbe portato a profitti poi durante la crisi).

Nell'estate del 2007 i prestiti subprime cominciarono a performare miseramente nei mercati. Per agosto 2007 il commercial paper market cominciò a vedere evaporare la liquidità velocemente e i finanziamenti verso tutti i tipi di asset-backed security si prosciugarono.

Ad ogni modo ancora a fine 2007 giravano poche voci pubbliche sul fatto che Lehman stava girando nello scarico del cesso.

Probabilmente la prima indicazione pubblica di come le cose stavano per rotolare giù dalla collina per Lehman non arrivò che il 9 giugno 2008, quando Fitch Ratings tagliò il rating di Lehman ad AA-minus, con outlook negativo (ironicamente sono passati 7 anni esatti ora sino al taglio di rating di Standard&Poors di DB, Deutsche Bank).

Il “negative outlook” indica che ulteriori downgrade sono probabili. In questo particolare caso si trattò forse dell'understatement of all time, della sottovalutazione del pericolo di una vita.

Appena 3 mesi dopo, nel giro di una sola settimana, Lehman avrebbe annunciato delle perdite colossali e presentò istanza di fallimento.


Il resto è storia.

Una cosa del genere potrebbe succedere a Deutsche Bank?

Per prima cosa diciamo quello che è ovvio: se Deutsche Bank si dovesse rivelare come la prossima Lehman, non lo verremmo a sapere sino a che gli eventi non fossero arrivati a muoversi ad una velocità crescente e incontrollabile.

La natura stessa di tutte le banche a riserva frazionaria - che per definizione sono in bancarotta in ogni momento della loro esistenza - è di projettare un'aura di stabilità sino al momento in cui l'illusione non ha già cominciato ad implodere.

Nel momento in cui diventiamo consapevoli di una crisi sarà già diventata una fiammata ruggente nel momento in cui diventa pubblicamente nota. E' ben noto come la verità è la prima vittima di tutte le crisi bancarie.

C'è da aspettarsi pochi segnali di avvertimento. Ma cerchiamoli lo stesso e uniamo i puntini. Ecco un riassuntino di quello che è successo a Deutsche Bank negli ultimi 15 mesi:
  • ad aprile 2014 Deutsche Bank è stata costretta ad alzare ulteriori 1,5 miliardi in capitale Tier 1 per supportare la sua capital structure. Perchè?
  • un mese dopo, a maggio 2014, la corsa in cerca di liquidità è continuata, con DB che annunciava la vendita di 8 miliardi di euro di valore di sue azioni, con uno sconto sino al 30%. Di nuovo: perchè? E' stata una mossa che ha fatto alzare parecchie sopracciglia fra i media finanziari. La calma immagine esteriore di Deutsche Bank non avrebbe suggerito la loro necessità di correre ad alzare liquidità. C'era decisamente qualcosa di marcio dietro alle tende.
  • Avanti veloce sino a marzo di quest'anno: Deutsche Bank fallisce gli "stress test" dell'industria bancaria e riceve un severo avviso di puntellare la sua capital structure.
  • Ad aprile Deutsche Bank conferma il suo accordo con le autorità di USA e UK per una liquidazione delle multe per la manipolazione del LIBOR. Alla banca viene appioppato un massiccio pagamento da 2,1 miliardi di dollari da effettuare al DoJ, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (sempre comunque una piccola frazione di tutti i suoi guadagno nel crimine di manipolazione del LIBOR).
  • A maggio ad uno dei CEO di Deutsche Bank, Anshu Jai, viene dato un enorme potere da parte del board dei direttori. A noi questa pare una "mossa da crisi", spesso, in tempi di crisi, viene aumentato il potere degli executive.
  • 5 giugno: La Grecia non paga uno dei suoi rimborsi all'IMF (FMI). Il rischio di un default su tutto il suo debito complessivo ora pare acuto. Questo ha implicazioni enormi per Deutsche Bank.
  • 6/7 giugno: nel week end seguente al mancato pagamento della grecia all'IMF, due CEO di Deutsche Bank annunciano la loro uscita a sorpresa dalla company (e questo un mese dopo che a Jaing era stato dato potere speciale). Anshu Jain se ne andrà per primo, alla fine di giugno, mentre Jürgen Fitschen se ne andrà a maggio prossimo.
  • 9 giugno: S&P abbassa il rating di Deutsche Bank a BBB+, appena 3 gradini da "junk", immondizia (per dire, BBB+ è persino di più di quanto aveva di rating Lehman dopo il downgrade che precedette di 3 mesi il suo collasso).
Ed eccoci dove siamo ora. Quant'è grave la situazione? Non lo sappiamo perchè non ci è permesso saperlo. Ma queste non pajono le mosse di una company in salute.


Quant'è esposta Deutsche Bank?

Il problema per Deutsche Bankè che le sue operazioni bancarie non sono un centro di profitto significativo. Per mantenere dei margini Deutsche Bankè stata costretta a infilarsi in asset più rischiosi rispetto ad altre banche.

Deutsche Bank sta seduta su 75 trilioni di dollari di scommesse in derivati (75.000 miliardi), un ammontare che è più di 20 volte il PIL annuale della Germania. La loro esposizione in derivati rende nana persino l'esposizione di JP Morgan, che ne ha ben 5 trilioni di meno.

Con un'esposizone del genere anche mosse relativamente piccole possono far precipitare in perdite catastrofiche. Di nuovo, dobbiamo tenere a mente che la Grecia ha appena mancato un pagamento all'IMF e ulteriori defaults sono praticamente certamente non oltre il regno delle possibilità.

Not good. Nobbuono.

E come se non bastasse, come se i pezzi del domino non fossero già abbastanza pronti ed in fila, ecco un'ulteriore pezzo: Vi presentiamo Tom Humphrey.


E' il capo delle operazioni di Investment Banking di Deutsche Bank a Wall Street.

Prima è stato capo delle operazioni su Fixed Income da Lehman Brothers.

Come si dice, "la storia non si ripete ma spesso fa rima". In terminidi mercato pare che faccia rime ogni 7 anni.

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