Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

martedì 23 giugno 2015

Durden: Le Multinazionali vincono ancora, il Senato passa il Fast Track per l'"ObamaTrade"


"Pare che i TTP, TTIP, e TiSA non siano per niente trattati internazionali sul "libero commercio" che libererebbero le imprese e gli permetterebbero di vendere all'estero (già ci hanno ampiamente pensato i trattati degli ultimi decenni a quello. Er).

Sono invece trattati che liberano le Corporation Multinazionali dalle regolamentazioni dei governi, regolamentazioni necessarie per proteggere l'economia locale, la gente e l'ambiente.

Sono trattati che preservano i monopoli privati e limitano la concorrenza che a questi può fare il settore pubblico.

E sono trattati che porteranno le cause legali ad essere decise offshore, in tribunali sostanzialmente privati (!!!)"

Zero Hedge - Corporations Win Again: Senate Passes Obamatrade Fast-Track Bill
Submitted by Tyler Durden on 06/23/2015

Dieci giorni era parso che il corporativismo americano avrebbe finalmente dovuto rallentare nel conseguimento dei suoi obiettivi dopo che il Parlamento, inaspettatamente, aveva bocciato il "Fast Track" per l'Obamatrade, altrimenti noto come fast-tracking of the Trade Promotion Authority (il Fast Track è in pratica una legge che da poteri speciali e semi-dittatoriali al Presidente che può così by-passare il fastidio dei passaggi di legge fra Senato e Parlamento, fra House e Senate .. e tutta quella barba di discussioni inutili che sono così tipiche delle democrazie parlamentarie occidentali. Er).

Come non detto, all'ultimo minuto, poco fa, con un bel 60 a 37, il Senato ha passato il Fast Track per Obama sulle questioni di "libero commercio" mondiale.

(...) e visto che il Parlamento ha già passato il Fast Track (? Er) ed ora deve solo votare il pacchetto che include il TAA, aspettatevi che siano approvati a breve prima il TPA e poi anche il TTP, anche se solo dopo un altro giro di teatrino drammatico da parte del meglio che politici che le Multinazionali possono corrompere.

Come promemoria ricordiamo quanto poco sarà costato a Goldman Sachs & Co. corrompere i Senatori degli Stati Uniti per ottenere il loro voto sul Fast Track per il TTP:

---

Notate i valori in asse orizzontale: Goldman Sachs, che è stato il principale lobbista sul Fast Track (tutt'un dire a mio avviso su che roba sono davvero questi "trattati internazionali sul libero commercio", ha dato appena 180.000 dollari fra gennaio e marzo 2015... niente! Se pensi alle miliardate che manipolano (senza contare la riserva frazionaria) è veramente NIENTE, le noccioline alle scimmie!

Come dicono i Tylers "si tratta di un Colpo di Stato da parte delle Multinazionali":
A Corporate Coup d’État

What is going on was predicted by David Korten in his 1995 blockbuster, When Corporations Rule The World. Catherine Austin Fitts calls it a “corporate coup d’état.”

This corporate coup includes the privatization and offshoring of the judicial function delegated to the US court system in the Constitution, through Investor-State Dispute Settlement (ISDS) provisions that strengthen existing ISDS procedures.

As explained in The Economist, ISDS gives foreign firms a special right to apply to a secretive tribunal of highly paid corporate lawyers for compensation whenever the government passes a law to do things that hurt corporate profits — such things as discouraging smoking, protecting the environment or preventing a nuclear catastrophe. Arbitrators are paid $600-700 an hour, giving them little incentive to dismiss cases. The secretive nature of the arbitration process and the lack of any requirement to consider precedent give wide scope for creative judgments – the sort of arbitrary edicts satirized by Lewis Carroll in Alice’s Adventures in Wonderland.

To date, the highest ISDS award has been for $2.3 billion to Occidental Oil Company against the government of Ecuador over its termination of an oil-concession contract, although the termination was apparently legal. Under the TPP, however, even larger and more unpredictable judgments can be anticipated, since the sort of “investment” it protects includes not just “the commitment of capital or other resources” but “the expectation of gain or profit.” That means the rights of corporations extend not merely to their factories and other “capital” but to the profits they expect to receive. Just the threat of a massive damage award for impairing “expected corporate profits” could be enough to discourage prospective legislation by lawmakers.

The Trade in Services Agreement adds additional barriers to proposed legislation. TiSA involves 51 countries, including every advanced economy except the BRICS (Brazil, Russia, India, China, and South Africa). The deal would liberalize global trade in services covering close to 80% of the US economy, including financial services, healthcare, education, engineering, telecommunications, and many more. It would restrict how governments can manage their public laws, and it could dismantle and privatize state-owned enterprises, turning those services over to the private sector. It would also block the emerging trend to return privatized services to the public sector, by limiting or prohibiting governments from creating or reestablishing public utilities and other “uncompetitive” forms of service delivery.

It seems that the TPP, TTIP and TiSA are not about the sort of “free trade” that would free local businesses to sell abroad. They are about freeing international corporations from the government regulation necessary to protect the economy, the people, and the environment. They are about preserving privatized monopolies and preventing competition from the public sector. And they are about moving litigation offshore into private arbitrary tribunals – the sort of tribunal that might have lost Alice her head, if she had not awakened from her bizarre dream.
"Pare che i TTP, TTIP, e TiSA non siano per niente trattati internazionali sul "libero commercio" che libererebbero le imprese e gli permetterebbero di vendere all'estero (già ci hanno ampiamente pensato i trattati degli ultimi decenni a quello. Er).

Sono invece trattati che liberano le Corporation Multinazionali dalle regolamentazioni da parte dei governi, regolamentazioni necessarie per proteggere l'economia locale, la gente e l'ambiente.

Sono trattati che preservano i monopoli privati e limitano la concorrenza che a questi può fare il settore pubblico.

E sono trattati che porteranno le cause legali ad essere decise offshore, in tribunali privati (!!!), lo stesso tipo di roba che avrebbe portato Alice (nel paese delle meraviglie, Er) alla follia se non si fosse svegliata.

Nessun commento:

Posta un commento