Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

giovedì 28 maggio 2015

La Legge di Gresham

Sir Thomas Gresham (1492 - 1556)

Dall’ Encyclopaedia Britannica:
La cosidetta Legge di Gresham è la semplice osservazione, nelle questioni economiche, che “la moneta cattiva fa sparire la moneta buona
E cioè la moneta cattiva fa sparire dalla circolazione quella bbona... pensate per esempio alle 500 lire d'argento sin quasi da quando furono emesse (per lo più fra il 1958 e il 1967): la gente le tesaurizzava, le metteva da parte in un cassetto, sicuramente perchè il prezzo dell'argento salì già nella seconda metà degli anni '60 (anche se di un niente rispetto al boom degli anni '70) ma forse anche, più o meno consciamente, che erano qualcosa di speciale, di superiore alle banconote di carta.
Più esattamente se monete contenenti metallo di diverso valore intriseco hanno lo stesso valore facciale (legal tender), le monete composte di metalli più economici saranno usate per i pagamenti mentre le monete costituite di metallo più prezioso saranno accumulate, messe da parte e anche esportate e tenderanno quindi a sparire dalla circolazione.

Sir Thomas Gresham, operatore finanziario della Regina Elizabeth I e fondatore del Royal Exchange, non fu in effetti il primo a notare questo fenomeno, ma la sue esposizione dello stesso nel 1558 fece si che l’economista H.D. Macleod, nel 19° secolo, propose di termine Gresham’s law per indicare questo fenomeno.

La moneta quindi tende in questo caso a funzionare in un modo diverso dal semplice mezzo per regolare gli scambi. Può essere usata anche nei commerci con l’estero, come commodity e come riserva di valore. Se una particolare moneta vale di più del suo valore facciale sarà usata negli scambi internazionali e sarà accumulata piuttosto che essere usata per le transazioni domestiche.

Per esempio, durante il periodo 1792-1835, gli Stati Uniti mantennero un tasso di cambio fra oro e argento di 15 a 1 (Gold/Silver Ratio), mentre questo tasso in Europa variava fra 15,5 a 1 e 16,06 a 1. Questo fatto rese un affare, per i possessori di oro, vendere il loro oro sui mercati europei e portare l’argento ottenuto in cambio alla Zecca degli Stati Uniti. L’effetto fu che l’oro fu ritirato dalla circolazione domestica negli Stati Uniti. La moneta “inferiore” lo aveva fatto sparire.
Dalla relativa pagina di Wikipedia:
"When a government compulsorily overvalues one type of money and undervalues another, the undervalued money will leave the country or disappear from circulation into hoards, while the overvalued money will flood into circulation".
“Quando un governo sopravvaluta compulsivamente un tipo di moneta e ne svaluta un’altra, quella svalutata abbandonerà il paese o semplicemente sparirà dalla circolazione per essere accumulata privatamente mentre la moneta sopravvalutata resterà la sola a circolare”.

La massima viene comunemente accorciata in "Bad money drives out good”, “i soldi cattivi fan sparire quelli buoni” ma con più accuratezza sarebbe "Bad money drives out good if their exchange rate is set by law", “la moneta cattiva fa sparire quella buona se il tasso di cambio è stabilito per legge.

Mi fa venire alla mente Hugo Salinas Price e le sue idee per evitare che in un nuovo silver standard le monete d’argento vengano accumulate e tolte dalla circolazione.


Dov'è il valore facciale nei Libertad messicani? Non c'è.

La moneta “buona” è quella che ha uno spread piccolissimo fra il suo valore nominale e il suo valore per il metallo che contiene come commodity, che sia nickel, rame o un metallo prezioso.

L’assenza di un valore facciale fa si che una moneta sia scambiata al suo valore di mercato come bullion, come peso di metallo. Questa non è solo teoria ma è quello che si può osservare se pensiamo alle monete bullion d’oro come i Gold Maple, i Gold Eagle o i Krugerrand ma anche per esempio i Talleri d’argento di Maria Teresa. Queste monete vengono scambiate ad un prezzo superiore al prezzo del metallo che contengono per via del fatto che sono facilmente riconoscibili e di peso e dimensioni note ed affidabili e quindi più affidabili di un pari pezzo dello stesso metallo.


Nessun valore facciale anche per i Talleri di Maria Teresa, originariamente coniati in Austria-Ungheria fine '700 ma poi riconiati da parecchie zecche in giro per il mondo e ancora coniati oggi dalla Münze Österreich

Lo spread di prezzo fra il valore del metallo e il valore facciale è chiamato anche signoraggio.

Un esempio perfetto della Legge di Gresham sono le monete d’argento che hanno circolato in Canada sino al 1968, o il cosidetto “junk silver” che circolava negli Stati Uniti sino al 1964-69, come pure le nostre 500 Lire d’argento: i primissimi anni, le monete di fine anni ’50, sostanzialmente 1958 e 1959 inizialmente venivano davvero usate per comprare beni e solo poco dopo la gente cominciò a tesaurizzarle, accumularle in un cassetto: quando l’argento superò il valore facciale le monete cominciarono a scomparire dalla circolazione.

La stessa cosa è stata osservata recentemente anche per le monete di acciaio in India che vengono fatte sparire e spesso grosse quantità sono state intercettate al confine con il Bangladesh dove vengono fuse per farne oggettistica varia, pentole, giojelli.

Esiste anche quello che qualcuno chiama "effetto contrario" della Legge di Gresham (Guidotti & Rodriguez, 1992), per esempio la dollarizzazione di paesi con economie deboli come Israele negli anni ’80, il blocco sovietico dopo il crollo, molti paesi del Sud America, Asia (in Cambogia escono a tuttoggi direttamente dollari USA dai bancomat) e Africa... in questi paesi il dollaro ha preso il sopravvento - pur non avendo valore legale ufficiale o addirittura essendo vietato per legge - su monete locali che avevano perso ogni fiducia della gente.

Una cosa del genere può anche essere vista oggi in paesi europei che non hanno ufficialmente l'euro come moneta nazionale ma in cui la gente accumula euro piuttosto che le valute locali (la vogliamo chiamare eurizzazione?).

C'è da dire che quella che viene chiamata Legge di Gresham in Polonia per esempio viene chiamata Legge di Copernico-Gresham dato che il celebre polacco, fra le altre cose, l’aveva teorizzata 40 anni prima di Gresham. E prima ancora la dinamica descritta da Gresham era stata evidenziata dal mussulmano Al-Maqrizi ai primi del ‘400 e persino in Aristofane possiamo individuare questa legge, nel suo “le rane”, già nel 5° secolo avanti Cristo.

In buona sostanza si tratta sempre di un fatto piuttosto intuitivo: se ci sono più valute (ufficialmente o meno) in circolazione, la gente tende a risparmiare in quella più forte, quella che lascia sperare che il suo valore verrà conservato meglio per il futuro.

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