Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

domenica 24 maggio 2015

Durden: La Cina crea il più grosso Fondo su Oro Fisico al mondo



Zero Hedge - China Establishes World's Largest Physical Gold Fund
Submitted by Tyler Durden on 05/24/2015

Mentre in tanti restano in attesa del giorno in cui la Cina finalmente rivelerà l'entità reale delle sue riserve auree, un numero che quando sarà reso pubblico sarà di ordini di grandezza superiore alle poco più di 1000 tonnellate della disclosure del 2009 (persino meno della Russia), la Cina continua a prepararsi il terreno con accordi e intese così da assicurarsene ancora di più nei prossimi anni.

Exhibit A: 2 settimane fa Xinhua ha riportato la notizia che la China National Gold Group Corporation ha annunciato di aver firmato un accordo con la compagnia mineraria russa Polyus Gold che approfondirà i legami fra le due nel settore delle esplorazioni. Le companies coopereranno nella mineral resource exploration,begli scambi tecnologici e nelle forniture di materiali:
Polyus Gold is the largest gold producer in Russia and one of the world's top 10 gold miners.

The agreement between the two gold miners is one of many deals signed between China and Russia in energy, transportation, space, finance and media exchanges during President Xi Jinping's visit to Russia from May 8 to May 10.

"China's Belt and Road Initiative brings unprecedented opportunities for the gold industry. There is ample room for cooperation with neighboring countries, and we have advantages in technique, facilities, cash, and talents," said Song Xin, general manager of China National Gold Group Corporation.
Alla luce di questi sviluppi desta poca meraviglia che ci sia stato un costante aumento di voci di corridojo negli ultimi mesi sul fatto che Russia e Cina stiano preparando il palco per il debutto di una valuta con oro come retrostante a garantirne il valore, in preparazione per il giorno in cui l'egemonia del Dollaro come valuta di riserva finalmente finirà (un'egemonia la cui fine si avvicina ogni volta che un altro po' di oro fisico viene rimpatriato da paesi come Germania, Olanda ed ora Austria).

Exhibit B: durante la notte sempre Xinhua ha riportato anche la notizia che è stato innaugurato nella città del nord est della Cina di Xi'an - durante un forum sull'investimento ed il commercio ancora in corso in questo momento - un Fondo del settore dell'oro che coinvolge diversi paesi dell'antica Via della Seta. (leggere "A New Silk Road which could change global economics forever").

Il Fondo, guidato dallo Shanghai Gold Exchange (SGE), si attende di alzare sino a 100 miliardi di Yuan (16 miliardi di Dollari circa) in 3 fasi.

La quantità di denaro allocata a nient'altro che acquisti di solo oro fisico (senza nessun uso di intermediazione in carte finanziarie tipo gli ETF occidentali) sarà la più importante al mondo.

Questi miliardi di Dollari in allocated funding verrano da circa 60 paesi che hanno investito nel fondo, che a sua volta faciliterà gli acquisti di oro da parte delle Banche Centrali dei paesi membri così di innalzare le loro riserve auree. Questo quanto ha affermato lo SGE.

Come nota Xinhua, la Cina è il più grosso produttore minerario di oro al mondo ed anche il più grosso importatore e "consumatore" d'oro al mondo.

Fra i 65 paesi dell'antica Silk Road Economic Belt e della nuova 21st-Century Maritime Silk Road ci sono numerosi paesi asiatici identificabili come importanti riserve auree e consumatori d'oro.

"La Cina non ha molta voce nello stabilire il prezzo dell'oro perchè conta solo per una piccola parte dei commerci internazionali d'oro" ha detto Tang Xisheng dell'Industrial Fund Management Co. "perciò il governo cinese cerca di aumentare l'influenza del RMB sul pricing dell'oro aprendo il mercato domestico dell'oro agli investitori internazionali."

Giusto per ricordarlo, la ragione per cui la Cina ha costruito rapidamente e sta espandendo il suo Shanghai Gold Exchange è esattamente questo: spostare il centro globale del trading dell'oro da Londra (e dagli USA dove però ormai conta solo l'oro di carta) al proprio suolo patrio. L'ambizione della Cina è niente meno che diventare il nuovo gold trading hub del mondo.

Per ottenere ciò sta già mettendo su le infrastrutture regionali necessarie a conseguire questo scopo: secondo Tang, il fondo investirà nel settore minerario dei paesi che si snodano lungo l'antica Via dela Seta, il che significa un aumento delle esplorazioni in paesi come Afghanistan e Kazakhstan.

La buona notizia per la Cina è che fra la BIS e virtualmente tutte le Banche Centrali dei paesi "sviluppati" in disperato bisogno di tenere i prezzi dell'oro i più bassi possibile mentre svalutano le proprie rispettive valute a livelli non visti da parecchio tempo per via del loro timore che la fede nelle loro valute fiat evapori.

Il Fondo cinese sull'oro sarà in grado di procurare l'oro fisico ai suoi membri ad un prezzo assolutamente ragionevole sino al giorno in cui la mancanza di oro fisico non potrà più essere spazzata via seplicemente shortando il metallo giallo.

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