Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

lunedì 4 maggio 2015

Della Luna: Questa non è una crisi economica

Oligarchia per popoli superflui.

Questo processo è stato avviato dalla metà degli anni ’70, mediante una serie di precise scelte: un preciso modello economico, una serie di riforme legislative di lungo respiro (soprattutto la deregolamentazione del settore bancario, l’indipendenza delle banche centrali, la privatizzazione del rifinanziamento del debito pubblico), che si sapeva benissimo che cosa avrebbero prodotto, ossia una società e un’economia reale permanentemente in balia dei mercati e ricattabili dagli speculatori finanziari.

Una crescente concentrazione di quote di reddito, quote di ricchezza, quote di potere, nelle mani dei pochi che decidono.


Marco della Luna - Questa non è un crisi economica
Posted on 30/04/2015 by Marco della Luna

Questa non è una crisi economica. Spiegata la fretta di Renzi sull’Italicum.

Questa non è una crisi economica, ma è uno strumento, un processo voluto e pianificato per arrivare a sostituire la zootecnia alla politica, ossia per poter governare la popolazione terrestre con la padronanza, sicurezza e assenza di resistenza con cui si governa il bestiame nella stalla o i polli in batteria. E per arrivare a ciò con la collaborazione della gente, facendole credere che le riforme siano tutte scelte scientifiche razionali e magari anche democratiche (l’aspetto didattico-ideologico, la dottrina dei mercati sani e disciplinanti, la deregulation, la globalisation, la competizione via deflazione salariale). E’ l’ingegneria sociale della decrescita infelice che descrivevo, cinque anni fa, nel saggio Oligarchia per popoli superflui.

Questo processo è stato avviato dalla metà degli anni ’70, mediante una serie di precise scelte: un preciso modello economico, una serie di riforme legislative di lungo respiro (soprattutto la deregolamentazione del settore bancario, l’indipendenza delle banche centrali, la privatizzazione del rifinanziamento del debito pubblico), che si sapeva benissimo che cosa avrebbero prodotto, ossia una società e un’economia reale permanentemente in balia dei mercati e ricattabili dagli speculatori finanziari.

Una crescente concentrazione di quote di reddito, quote di ricchezza, quote di potere, nelle mani dei pochi che decidono. Tutti gli altri soggetti (cioè Stati, imprese, famiglie, pensionati, disoccupati…) permanentemente con l’acqua alla gola, impoveriti, costretti ad obbedire, ad accettare, come condizione per una boccata d’aria o di quantitative easing, dosi ulteriori di quelle medesime riforme.

Dosi ulteriori di concentrazione di ricchezza e potenza, di oligarchia tecnocratica irresponsabile e senza partecipazione dal basso, senza controllo democratico. Senza garanzie costituzionali.

Era tutto intenzionale. Infatti, nessuno dei meccanismi finanziari che hanno prodotto e mantengono l’apparente crisi è stato rimosso, dopo visti i danni che facevano, nemmeno la possibilità per le banche di giocare in borsa coi soldi dei risparmiatori.

Anche l’euro si sapeva benissimo che cosa avrebbe prodotto, in base a ripetute esperienze precedenti con il blocco dei cambi tra paesi economicamente dissimili. E’ stato introdotto come strumento per creare una certa situazione. (... continua QUI)
Sono d'accordo con Della Luna. Unico problemuccio, anche lui ignora TOTALMENTE la questione STORICA che saranno i vari picchi, del petrolio e dell'ENERGIA in generale ma anche di questo e di quel metallo, di questa e quella RISORSA.

In un mondo che è atteso popolato a 9-10 miliardi di persone per metà del XXI secolo poi.

Quindi SI, questa è anche, sicuramente, una crisi economica epocale. E secondo me lo sarà sempre di più nei prossimi 10-20-30 anni, man mano che i vari picchi saranno raggiunti e soprattutto superati.

Quello che mi domando è se tutto l'ambaradan descritto da Marco non sia stato anche deliberatamente calcolato in previsione dell'appunto prevedibilissimo crollo globale di un sistema basato sulla moneta-debito, sulla riserva frazionaria, sull'esplosione del credito/debito e tutte queste cosucce che pretendono una crescita esponenziale dell'economia (per ripagare i debiti appunto).

Qualche secolo fa qualche alchimista ha veramente trovato il modo di trasformare la merda in oro. Ha trasformato la carta stampata in oro. Se da buon alchimista (leggi banchiere) è sempre stato conscio del barbatrucco che aveva creato, dovrebbe aver potuto anche agilmente dedurre che tutto lo schema sarebbe poi inevitabilmente crollato .. e se si fosse aggiunta la consapevolezza di come la Terra è un sistema limitato dovrebbe anche aver previsto che al raggiungimento dei limiti della crescita (indispensabile per ripagare i debiti, lo ripeterò ad uffa) il tutto sarebbe imploso catastroficamente ... e magari avrebbe ben calcolato come trarre profitto anche da questo frangente storico. No?

PS: "Oligarchia per Popoli Superflui" è splendida, geniale.

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