Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

mercoledì 22 aprile 2015

Saudi & Shale

Arthur Berman di OilPice.org (ripreso dai soliti Durdens) dice che
Saudi Arabia is not trying to crush U.S. shale plays. Its oil-price war is with the investment banks and the stupid money they directed to fund the plays. It is also with the zero-interest rate economic conditions that made this possible.
L'Arabia Saudita non sta cercando di schiacchiare lo shale USA. No, la ua guerra del prezzo del petrolio è contro le banche d'investimento e del loro stupido denaro diretto a finanziare quei pozzi. E anche contro la politica ZIRP-NIRP (Tassi d'Interesse a Zero o Negativi) che ha reso possibile tutto ciò.
Saudi Arabia intends to keep oil prices low for as long as possible. Its oil production increased to 10.3 million barrels per day in March 2015. That is 700,000 barrels per day more than in December 2014 and the highest level since the Joint Organizations Data Initiative began compiling production data in 2002 (Figure 1 below). And Saudi Arabia’s rig count has never been higher.

I Sauditi spererebbero di tenere i prezzi bassi il più a lungo possibile e a questo pro hanno spinto a marzo la produzione a livelli mai visti prima, 10,3 milioni di barili al giorno, 700.000 in più che a dicembre 2014.

il post è lungo .. interessante questo grafico


.. il più lungo periodo di tassi bassi, bassissimi della Fed è corrisposto al più lungo periodo di prezzi alti per il petrolio. Non so se correlazione in questo caso voglia dire anche rapporto di causa-effetto... voi che dite, se così fosse, quale è la causa e quale l'effetto?

QUI tutto il post ripreso daiDurdens ... intanto però, su Bloomberg si impara che
Bloomberg - Oil Companies Are Getting a Second Chance in the Bond Market
by Sridhar Natarajan, Cordell Eddings and Asjylyn Loder - April 22, 2015

Energy companies desperate to head off a potential funding squeeze are getting a second chance in the bond market, allowing them to keep drilling as they seek to weather the oil-price slump.

(...) The firms are getting a lifeline as banks shrink credit lines that are tied to the value of oil reserves. They’ve been able to pile on new debt because their existing obligations -- most of which were issued at the height of the shale boom -- exclude borrowing restrictions typically demanded by junk-bond investors. Those debtholders are now being punished because the new creditors are getting a stronger claim on assets.

“It’s kind of the last bullet in the chamber for a lot of these companies in the most precarious situation,” (...)
Le compagnie dello shale stanno emettendo, se capisco bene, altro debito, altri bond propri visto che il sistema bancario è li li per tagliare tutto dato che le banche valutano quanto dare o non dare in base anche al valore - attualizzato - degli asset della company X piuttoso che della company Y. Così capita che chi aveva vecchi bond delle compagnie dello shale si trova ad essere ora, magie della finanza, in fondo alla fila dei possibili "esattori" degli asset della compagnia se questa dovesse fallire visto che gli ultimi bond che stanno emettendo danno priorità agli ultimi acquirenti. "Pare che sia l'ultima pallottola che hanno in canna.."

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