Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

giovedì 30 aprile 2015

Qualche delucidazione su produzioni petrolifere, shale, picco del petrolio, ecc..


Forse è il caso che faccia un post per chiarire alcuni concetti base sul petrolio visto che nonostante dipendiamo sostanzialmente da lui da un secolo a questa parte ancora mi pare regni una certa ignoranza. Non che io sia un esperto particolare .. ma rispetto alla media, si, sono un espertone :)

Cominciamo riprendendo il pompinone storico alle compagnie dello shale (e alla bolla finanziaria che l'ha nutrito soprattutto) che ha fatto l'Ambrose Evans-Pritchard che, se ricordo bene, piace tanto su Voci dall'Estero:

Telegraph - Il crollo del prezzo del petrolio potra’ accentuarsi, man mano che gli idrocarburi di scisto statunitensi spingeranno l’opec verso un punto morto
Tradotto da Davide per ComeDonChisciotte

L'industria dello “shale” statunitense non è collassata, contrariamente a quanto era stato previsto. I trivellatori di petrolio del Mare del Nord e i produttori di petrolio “ad alto costo” che operano al largo della costa africana sono in difficoltà, ma i "flexi-frackers” americani sono rimasti abbastanza tranquilli.

(...) sta accadendo una cosa sorprendente, dopo che i “frackers” hanno scoperto metodi più intelligenti per estrarre il petrolio e hanno cominciato a sfruttare solo i pozzi migliori. I costi di estrazione, in effetti, possono scendere del 45%, quest'anno, e di una quantità compresa fra il 60 e il 70% entro la fine del 2016. Il Gruppo di Raoul LeBlanc, inoltre, ha sostenuto che “Il break-even point [punto di pareggio] dei prezzi sta scendendo su tutta la linea".

I bosses dello “shale” si sono messi in fila, quest’anno, al Forum dell’Energia che si è tenuto a ’"Davos", per annunciare il Vangelo del fracking. "Abbiamo appena perforato pozzi per un totale di 18.000 ft [piedi] in soli 16 giorni, sul “Permian Basin”. Lo scorso anno ci sono voluti 30 giorni", ha dichiarato Scott Sheffield, responsabile della Pioneer Natural Resources.

"Abbiamo ridotto il tempo spud-to-spud a 19 giorni", ha dichiarato John Hess della Hess Corporation, riferendosi al tempo che intercorre tra due perforazioni. Questo livello è la metà di quello del 2012. "Abbiamo fatto scendere i costi di perforazione del 50%, e possiamo vedere per un altro 30% più in avanti," egli ha detto. (ecc...)
.. e via così di "ottimismo". Intanto invece quei disfattisti dei Tylers riportano un post da OilPrice.com che evidenzia il crollo del numero di nuove trivellazione nel giro degli ultimi mesi



.. il tutto corredato da grafici come questo:



"Prezzo di Sopravvivenza" per lo shale nel bacino di Bakken: 85 USD/barile, per il bacino di Eagle Ford 75 USD/barrel, per il bacino di Permian 85 USD/barrel. Ma probabilmente il Telegraph è più aggiornato di un sito che si chiama OilPrice.com.

Il libro di Martenson è geniale per tanti versi, il tipo poi è bravissimo a spiegare le cose anche ai dummmies. Per esempio il suo capitolo introduttivo sul picco del petrolio specifica cose che io davo per scontate ma probabilmente non lo sono.

Per esempio Chris inizia dicendo che non è, come molti credono, che sotto terra ci siano laghi e fiumi di petrolio, tipo in delle caverne (questa fantasia popolare forse ha origine in film come "viaggio al centro della Terra", quello degli anni '50 e robe del genere).



No. Il petrolio è solo una piccola percentuale di volume che occupa gli interstizi fra un granello di sabbia e l'altro. Sabbia o argilla, insomma, particelle più o meno fini di roccia triturata dagli agenti atmosferici e sedimentata nelle ere geologiche e più o meno compressa dal peso dei sedimenti sovrastanti. Chris fa l'esempio di una bibita in tetrapack, con cannuccina attaccata e un margarita ghiacciato. Quale approssima meglio un giacimento di petrolio tradizionale (convenzionale)? La seconda, dove il ghiaccio del cocktail sarebbero le particelle di roccia sbriciolata (sabbia, limo, argilla ecc.. a seconda della finezza delle particelle).

Chiarito ciò passa a spiegare come funzionano in generale gli sfruttamenti petroliferi. Da una prima cannuccia piluccata nel cocktail si ciuccia parecchio. Se poi se ne aggiungono altre all'inizio si ciuccia anche di più ma superato il ciucciamento di metà del liquidi presente la produzione prende a calare e per ogni nuova cannuccia che puoi introdurre nel coktail si ciuccia sempre meno. Lo stesso nei giacimenti petroliferi. L'andamento dell'estrazione del petrolio da un campo petrolifero ha il classico andamento a campana di Gauss

Clicca QUI per vedere il video sul sito di Chris Martenson

Questo andamento a campana non è un caso particolare, è lo stesso che si è registrato per ogni singolo giacimento sfruttato da quando si è perforato il primo pozzo a Titusville in Pennsylvania nel 1859. Prima la produzione è poca, poi aumenta e man mano si esaurisce. E' anche piuttosto intuitivo, no? succhia succhia il margarita finisce e cominci a sentire solo lo "slurrrrrp!" finale. Restano solo le rocce sedimentarie prosciugate, come una spugna imbevuta d'acqua dopo averla strizzata per bene.

Essendo questo andamento una cosa misurata precisamente migliaja di volte in migliaja di pozzi (essendo vitale sapere quanto petrolio estrai > quanto ne vendi > quanto guadagni si capisce bene che i dati da studiare sono piuttosto sul preciso) risulta evidente, spero, che il picco del petrolio NON è una teoria ma un fatto sperimentato ed esattamente misurato innumerevoli volte.

I pozzi sul pianeta terra potranno mai essere infiniti? Non credo. Spero che anche questo sia abbastanza ovvio. Quindi è ragionevole dedurre che anche l'andamento generale della sommatoria di tutti i pozzi di petrolio esistenti sul pianeta Terra nel tempo segua questo andamento a campana di Gauss (in onore al matematico, fisico e astronomo tedesco Carl Friedrich Gauss)



Sommando le produzioni di tutti i pozzi (le piccole Gaussiane in grigio in basso) nel tempo si avrà una cosa del genere (la curva gaussiana più grossa in rosso) :



Chiaramente la cosa non avrà un andamento così cristalino e matematico. Per esempio la curva di produzione del petrolio USA ha raggiunto il picco nel 1970, quasi mezzo secolo fa. Ma nel caso dei "lower 48" states, poi andarono a cercare petrolio anche in Alaska e nel Golfo del Messico (tipo la tristemente famosa Deep Water Horizon della British Petroleum). Quindi alla gaussiana dei 48 stati continentali degli Stati Uniti se n'è aggiunta un'altra, più piccola, dovuta alle perforazioni in Alaska e un'alta ancora dovuta alle perforazioni nel Golfo Messico. Dato che qeste perforazioni sono avvenute più tardi nel tempo l'andamento generale della produzione petrolifera USA ha assunto un andamento reale di questo tipo:



 Man mano che il petrolio facile ed economico da estrarre è finito si è preso ad andare a cercare quello più costoso e meno facile da estrarre, sino ad arrivare al famigerato shale (vedremo poi perchè) e l'andamento della produzione USA si è sviluppato in questo modo:



Dove il Tight qui sopra sta per Tight Oil, alias Shale.

Che l'andamento della produzione di petrolio abbia un andamento a campana di Gauss quindi è assodato, come pure che il Picco del Petrolio non è una teoria ma un fatto registrato e certo. Quello che resta da capire è come e quanti si potranno andare a sommare le varie gaussiane dei diversi giacimenti.

Ma torniamo alla narrazione del video di Martenson (circa uguale a quella del libro al capitolo 16). Il petrolio che viene estratto per primo è in pressione e schizza fuori da solo per via del peso delle rocce sovrastanti quelle in cui è intrappolato da ere geologiche negli spazi fra un grano e l'altro delle rocce sedimentarie "fradice" il prezioso liquido. Man mano che ne viene estratto però la pressione cala e tocca usare delle pompe



ovviamente i costi aumentano e la produzione diviene col tempo sempre più scarsa, sino al momento in cui estrarre un barile di petrolio ti costa un barile di petrolio ed evidentemente il gioco non vale più la candela (anche molto prima se è per questo).

Quello che anche Martenson, come Bardi e come tutti "i picchisti" (quasi fosse una setta invece che un fatto accertato ... come dare dei "solecentrici" a quelli che dicono che la Terra gira attorno al Sole) ribadisce è che quindi non è che col picco "abbiamo finito il petrolio". Al contrario, col picco abbiamo raggiunto il momento di massima produzione (ricorda niente? tipo mercati talmente inondati che il prezzo crolla e la gente cerca di approfittarne mettendolo in ogni buco disponibile?). Le rogne cominciano a venire dopo ma non sono del tipo "il giorno dopo il picco è tutto finito" (vedi campana di Gauss).

La cosa interessante, che non sapevo anche se sospettavo, è come la vera arte dell'estrazione del petrolio è quella della seconda parte della gaussiana, quando la gran parte è già stata estratta. La geologia di ogni terreno è diversa, ogni pezzo di territorio ha una sua topografia sotterranea tutta da studiare (e ipotizzare anche, visto che siamo di base ciechi e non possiamo vedere sotto terra se non con trivellazioni e carote e tutti i vari metodi di gognostica). Il problema è quindi studiare bene dove piantare le ultime trivellazioni, sino a che prondità arrivare, così da andare a pescare il massimo di quel poche è rimasto. Si saranno create sacche meno sfruttate, in certi volumi più o meno profondi e lontani dalle punte delle cannuccie precedenti, ecc.. un po' come quando succhi da una granita o un ghiacciolo: il colorante che contiene ti fa vedere dove "hai già estratto" perchè li resta solo il bianco del ghiaccio. A quel punto devi andare a succhiare dov'è rimasto del colore. Nel caso del petrolio la topografia del terreno è molto meno uniforme di quella di un ghiacciolo.

La cosa carina è che il picco della produzione USA fu previsto - molti anni prima di essere registrato ufficialmente nel 1970, quindi il Peak Oil nelgi USA non è una teoria ma un fatto vecchio di quasi mezzo secolo - da Marion King Hubbert, un geofisico della Shell e poi dello USGS.

Fra le altre cose notò che il picco della scoperta di nuovi giacimenti (convenzionali, allora neanche ci pensavano a shale e simili) negli USA si era registrato negli anni '30. E il picco della produzione si ebbe nel 1970, 40 anni dopo. Questo per via del grande impegno di tempo e denaro che passava fra una scoperta e la messa in produzione e al raggiungimento del massimo della produzione.



E quando si è registrato il picco delle scoperte di nuovi giacimenti a livello globale? Negli anni '60:



Più precisamente nel 1964 secondo Martenson (The Crash Course, pagina 147). E quanto fa 64 + 40? Fa 2004. Ora, senza cavillare, direi che saremo cotti a puntino. E' un caso che un sistema finanziario e quindi anche economico basato sul debito e sugli interessi da ripagae, un sistema che richiede con matematica precisione uno sviluppo esponenziale (necessario per ripagare un sistema esponenziale come quello delle monete fiat / debiti) abbia registrato un crollo epocale intorno a quegli anni (2008)? Non credo che la gente si renda conto QUANTO la nostra civiltà come la conosciamo da qualche decennio è BASATA sulla disponibilità di energia a basso costo (leggi petrolio).

Come dice bene Marthenson: "Guardatevi attorno. La pressochè totalità degli oggetti che vi circondano sono li - direttamente o indirettamente, sono stati prodotti o quanto meno trasportati - grazie ad energia vastamente disponibile e a basso costo." Ogni mobile è stato fatto usando energia, trasportato usando energia. Ogni pezzo di metallo è stato estratto usando energia, ogni pezzo di plastica è direttamente prodotto usando il petrolio. Il cibo che mangi è stato coltivato con trattori che consumano energia, trasportato da camion (e ormai spesso anche con navi) che consumano energia, l'elettricità con cui va il tuo computer è energia, tutti i metalli anche rari nel tuo telefonino, nel tuo computer sono statti estratti dalla roccia usando energia. La tua famiglia si sposta usando energia, le tue vancanze le fai perchè hai energia da consumare, energia che spesso ha attraversato mezzo mondo usando a sua vbolta energia (leggi petroliere). Provate a guardarvi attorno e cercate una singola cosa che potrebbe essere li senza energia. Anche la conchiglia che hai come sopramobile non sarebbe arrivata li senza l'energia. Tutto, TUTTO nel nostro mondo è li solo grazie all'energia e in particolare grazie all'energia a basso costo. Se non ci fosse tanta energia quanto di tutto ciò sarebbe li? Ne riparlamio in altro post, c'è un capitoletto del libro di Martenson che è drammaticamente e divertentemente illuminante a questo riguardo e vorrei tradurvi.

Col petrolio convenzionale vicino al picco storico di produzione planetaria ci si è mossi a cercare di raschiare il fondo del barile. E si è arrivati allo Shale, alle Tar sands canadesi, ecc. Lo Shale si chiama così perchè si tratta di estrarre petrolio da rocce scistose. In pratica rocce molto più compatte di quelle del petrolio convenzionale, tanto che la tecnica del fracking (fratturazione) consiste nello sbriciolarle in situ attraverso acqua pompata in pressione. Dentro l'acqua pompata vengono introdotte particelle microscopiche che hanno lo scopo di mantenere aperte le fratture provocate dalla pressione dell'acqua e consentire quindi poi l'estrazione di quel po' di petrolio che si trova anche in questo tipo di rocce. La pratica ovviamente richiede molta più energia e denaro che in un pozzo tradizionale ... oltre ad essere immensamente più pericolosa e dannosa perchè si vanno a creare permeabilità dove prima, per ere geologiche non ce n'erano. In pratica si fa a sputtanare tutto l'equilibrio dei sottosuoli con inquinamento delle essenziali falde acquifere, essenziali per l'irrigazione dei campi, per gli allevamenti di bestiame e per dissetare anche gli persone del posto.

Il tutto fra l'altro ha degli EROEI di 3:1 o 2:1, quando i vecchi pozzi dei primi decenni del XX secolo avevano degli EROEI di 100:1. In pratica per estrarre 100 barili era necessario consumarne 1.

Ne riparliamo perchè anche quello degli EROEI credo sia un concetto non troppo chiaro per molti.

Comuque sia, quanto potranno/potrebbero allungare il "plateau" del picco anche tutti gli shale e tar sands del mondo? Il prezzo - in termini di avvelenamenti, sputtanamento di risorse essenziali e primarie come agricoltura e allevamenti per i nostri figli, nipoti, pronipoti e potenzialmente tutto il resto dell'umanità a venire - sarà valso la candela quando sarà finito anche quello? Si dice che le riserve di Shale sono un'altra Arabia Saudita e più. Probabilmente è vero ma un altro concetto che non è chiaro quasi a tutti è la differenza fra risorse e riserve. Quelle che magari vengono chiamate riserve o semplicemente noi confondiamo con Riserve, in realtà sono solo Risorse:



.. e cioè la gran parte di queste non saranno mai economicamente ed eenrgenticamente recuperabili (EROEI uguale o minore di 1 = assurdo economico oltre che energetico)

Fra l'altro, il grafico sopra con la produzione USA copreso il Tight Oil in verdino lascia immaginare una salita verticale prossima ventura, il famoso "miracolo dello shale" del Sole 24 Ore ... peccato che se sviluppiamo il grafico al di la della produzione passata e ipotizziamo verosimilmente il futuro avremo (avranno gli statunitensi) probabilmente un andamento di questo tipo:





cioè saremmo già vicini - anche prezzo del petrolio permettendo - al picco anche dello shale. E guardate il grafico della produzione USA insieme ai CONSUMI REALI USA registrati fra il 1900 e il 2010:



USA paese esportatore di petrolio? Mmmmmm ... la vedo alquanto improbabile. Forse per pochi anni, per piccole quantità ..
to be continued

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