Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

venerdì 10 aprile 2015

Connally (1971): "Our Currency, Your Problem" - Dollar Imperialism

Counterpunch - Our Currency, Your Problem - Dollar Imperialism, 2015 Edition
by MICHÈLE BRAND and RÉMY HERRERA, Paris.

“The dollar is our currency, but it’s your problem”. Il dollaro è la nostra valuta ma è il vostro problema. Questo è quello che il Segretario del Tesoro US John Connally disse alle sue controparti al summit dei G10 di Roma del novembre 1971, poco dopo che l’amministrazione Nixon aveva posto fine alla convertibilità del dollaro in oro (a 35 dollari per un’oncia d’oro. Er) ed aveva de facto trasformato (unilateralmente, Er) il sistema monetario internazionale in un sistema a tassi di cambio fluttuanti globale.

Il mondo ha subito questo “problema” da quando gli SUd’A hanno ottenuto il “privilegio esorbitante” di emettere la valuta di riserva mondiale con l’adozione del sistema di Bretton Woods dopo la Seconda Guerra Mondiale (in realtà a guerra ancora in corso, già da quando si era capito che la guerra era vinta, visto che la conferenza ebbe luogo a luglio del 1944. Er)

La Fed di fatto agisce come se fosse la banca centrale del mondo, ma sceglie le politiche monetarie solo nei propri interessi. Sotto la pressione e gli ordini di oligopoli finanziari fissa i tassi di interesse e stampa denaro secondo i propri obiettivi, mandando a gambe all’aria economie intere in giro per il globo. Quando la Fed volle fermare la caduta decennale nei tassi di profitto e tirare fuori dalla stagflazione gli Stati Uniti a fine anni ’70, alzò i tassi velocemente – il “Volcker shock” del 1979-1981, quando i tassi effettivi federali fecero un salto del 20% - e mandò in caduta libera, in fallimento o condannò alla servitù per debiti molti paesi emergenti.

Con i loro debiti denominati in dollari e i tassi che saltavano verso l’alto, improvvisamente molti paesi emergenti si trovarono a servirli a caro prezzo, così caro che furono costretti ad emettere nuovo debito e questo sotto le condizioni draconiane imposte dall’IMF (FMI, International Monetary Fund .. quello della Lagarde, ora. Er).

Nel 1997 un aumento dei tassi di interesse US di solo un quarto di punto fu la ragione principale della “Crisi Asiatica” visto che spinse i flussi di “denaro caldo” fuori dal sud-est asiatico.

Oggi, nel 2015, la fine dei QE, un dollaro rafforzato e il programmato aumento dei tassi interesse US potrebbero portare il caos nei paesi emergenti. A partire del 2009 trilioni di dollari usciti freschi dalle rotative o prestati a tassi vicino allo zero hanno allagato il sud e l’est del mondo. Ma la stretta monetaria di oggi sta già ora causando una fuga di “denaro caldo” che sta destabilizzando questi paesi, con l’effetto di tenere i rivali degli Stati Uniti giù al livello di “emergenti” (o sommergenti. Er).

Come durante il “Volker shock”, queste politiche non vengono prese con l’obiettivo di tirare calci nello stomaco al sud del mondo ma questo è un risultato necessario e prevedibile del dominio dell’ordine finanziario globale da parte di un solo paese, il cui solo interesse è di mantenere il suo status egemonico.

Altre misure vengono prese esattamente per questo scopo. Quest’ultimo giro di guerra finanziaria deve essere inquadrato nel contesto dell’imperialismo finanziario in generale. Paesi che cercano di raggiungere una propria sovranità vengono colpiti con sanzioni, attacchi speculativi delle loro valute, manipolazione dei prezzi delle commodities, pregiudizievoli valutazioni da parte delle agenzie di rating americane, colossali multe ad alcune banche che secondo gli SUd’A adottano pratiche inappropriate e il divieto al altre banche a partecipare al sistema bancario internazionale. (e che dire di un Gheddafi che pare volesse oro per petrolio o di un Saddam che voleva euro per petrolio? Er).

Tutte queste armi (queste si, di distruzione di massa. Er) – come le loro controparti letali – vengono usate per indebolire i rivali (sia che siano alleati USA nel nord del mondo o competitors nel sud-est del mondo) e mantenere l’egemonia del dollaro.

Il dollaro non da solo agli SUd’A un impero ma è anche la ragione principale delle guerre imperiali USA. La forza finanziaria e militare americana si basa sul fatto che il dollaro è la valuta di riserva globale e la principale valuta in cui avvengono gli scambi commerciali planetari, cose che creano una domanda di dollari globale che permette agli Sud’A di stampare tutti i verdoni che le pare. E dopo averli creati li pompa in un sistema finanziario già più che gonfio e li usa per finanziare le sue criminali guerre.

La domanda globale di dollari è così forte che la principale misura presa dalla US Fed durante la crisi finanziaria del 2008 per evitare un collasso del sistema è stata di permettere alle banche centrali di paesi occidentali e di alcuni paesi del sud di avere accesso “unlimited” ai dollari attraverso delle “swap lines”.

Il dollaro è grandemente sopravvalutato in relazione all’economia USA, economia che consuma molto di più di quello che produce e copre il gap con nuovo debito. La somma del deficit del budget federale e delle partite correnti si aggira sui 1000 miliardi di dollari. L’anno. Nessun altro paese potrebbe vivere impunemente così al di sopra delle proprie possibilità. Senza questa domanda internazionale di dollari, il dollaro subirebbe una “correzione”, e l’egemonia USA alla fine, inevitabilmente, arriverebbe al capolinea.

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