Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

sabato 18 aprile 2015

Adempimenti tributari per privati con residenza italiana nei riguardi dell'investimento in metalli preziosi


QUESTO E' UNO DEI POSTONI FONDAMENTALI.

Non ricordo, ora, se l'ho già riportato su questo sito ma ecco un post interessantissimo sulla tassazione dei metalli preziosi in Italia (il post originale è del 2013 e lo trovate QUI).

Disclaimer: nel frattempo potrebbero essere intercorse modifiche al quadro legislativo.

--- Inizio del Post su TruccoFinanza ---

Riporto - aggiungendo qualche commento, qualche dubbio e qualche link - questo articolo dell'autorevole Monsignor Ruggero Baù, Dottore Commecialista di grido, che l'ottimo Giuseppe Trucco ha appena presentato sul suo TruccoFinanza e ci da il permesso di riportare anche su ArgentoFisico.

Naturalmente il tutto non presenta grosse novità per noi metallari ma sicuramente l'autorevolezza del Rev. Baù infonderà maggiore sicurezza nei cuoricini degli stackers italiani.

Ogni aggiunta, correzione, integrazione, domanda ecc.. è ovviamente benvenuta. Invito tutti a porre le domande anche su TruccoFinanza, dove più facilmente, immagino, avrete risposte dal Venerabile Baù. Ci arrivate cliccando il titolo del post subito qui sotto:

TruccoFinanza - L’INVESTIMENTO IN METALLI PREZIOSI: ADEMPIMENTI TRIBUTARI PER I PRIVATI
di Ruggero Baù, 1° giugno 2013

Ecco i contenuti delle slides su una porzione dell’intervento che il dottor Ruggero Baù ha tenuto all’IT Forum di Rimini il 23 maggio 2013. Li pubblichiamo su TruccoFinanza con l’autorizzazione dell’autore.

L’INVESTIMENTO IN METALLI PREZIOSI E’ LIBERO

Nella normativa italiana non e’ rinvenibile nessun tipo di divieto di possesso di metalli preziosi che conseguentemente possono essere detenuti e liberamente compravenduti in un’ottica di diversificazione degli investimenti.

INVESTIMENTO LIBERO MA NORMATO

L’assenza di divieti al possesso di metalli preziosi non deve naturalmente far trascurare gli adempimenti sia amministrativi sia fiscali che lo stato impone a carico dei privati cittadini detentori dei suddetti metalli.

ASPETTI PECULIARI DEI SINGOLI METALLI

Dapprima verranno analizzati gli aspetti caratteristici di ciascun singolo metallo con riguardo agli adempimenti fiscali ed amministrativi.

Successivamente verranno analizzati i profili amministrativo/fiscali comuni a tutti i metalli preziosi.

Iniziamo con :

L’ARGENTO

IL TRATTAMENTO IVA IN ITALIA

L’acquisto e l’importazione di argento in Italia da soggetti IVA, sia in lingotti sia in monete, sconta l’aliquota IVA del
21%
22% ad aprile 2015. Er
l’acquisto da privato non sconta nessuna IVA
esempio : Tizio, un privato, vende a Cajo, altro privato, del metallo prezioso su eBay. Nessuno deve pagare nessuna IVA. Direi semmai che il venditore dovrebbe pagare il capital gain sulla plusvalenza realizzata – se c’è stata - sul metallo prezioso venduto. Quadro RW da compilare, ecc..
l'esempio è di Er, ma rifatevi sempre agli esperti, magari sparo cazzate
Tuttavia l’acquisto e l’importazione di monete d’argento che siano definibili “da collezione” sconta l’aliquota IVA del 10%.

IL TRATTAMENTO IVA NELL’UNIONE EUROPEA

Come cittadini della UE noi possiamo acquistare argento in lingotti o in monete in qualsiasi Paese della UE;

In tal caso ci verrà applicata l’aliquota IVA in vigore nel Paese UE (
attualmente in Germania è al 7%)
A gennaio 2014 l'IVA tedesca agevolata sulle monete d'argento è stata cancellata ed adeguata a quella dei lingotti (19%) .. ma i venditori hanno trovato una scappatoja usando un metodo di calcolo "a margine" riuscendo così a tenere lo stesso bassi i prezzi dell'argento, competitivi anche rispetto ai prezzi dei venditori estoni che a loro volta hanno alzato i loro prezzi per senza iva così da essere appena un pelo minori di quelli tedeschi.
Nota di dEr dell'estate 2014
Attenzione che ciascun rivenditore della UE che si incarica di spedirci l’argento ha a sua disposizione una soglia limite di vendite verso l’Italia
attualmente 35.000 o 100.000 euro, dipende grossomodo dalla grandezza" del paese in cui importi. Vedi anche QUI.
Nota di Er
Detta soglia è il limite stabilito dalla UE nelle vendite a distanza, nelle quali il trasporto è a cura del venditore;

Se il cittadino italiano si reca personalmente nel Paese UE a ritirare l’argento ordinato non ci può essere vendita a distanza e quindi non c’è alcuna soglia limite da rispettare per il venditore;

Analogamente non c’è vendita a distanza e quindi nessuna soglia se il trasporto in Italia dell’argento viene effettuato a cura e spese dell’acquirente.
Nessuna soglia di vendita per il venditore. Quanto al trasporto attraverso dei confini interni dell’UE ho un dubbio sul fatto che non ci siano dei limiti. Vedere a questo proposito, alla fine dell’articolo di Baù, la Carta Doganale del Viaggiatore *.
Nota di Er
IL TRATTAMENTO AMMINISTRATIVO

A differenza dell’oro non c’è alcun adempimento dichiarativo/amministrativo da eseguire, né all’acquisto né alla vendita.
qui parliamo di fisco, di dichiarazioni dei redditi, non credo che Baù si riferisca anche al mio dubbio sul passare confini interni dell’UE con più di 10.000 euro al seguito di denaro contante o di “valori assimilati”. Vedere * dopo la fine dell’articolo di Ruggero Baù.
Nota di Er
IL TRATTAMENTO FISCALE

Il trattamento fiscale della tassazione del capital gain è comune a tutti i metalli preziosi e verrà di conseguenza illustrato alla fine della trattazione, come pure alla fine verrà trattato l’importante obbligo di compilazione del quadro RW.


L’ORO
IL TRATTAMENTO IVA

L’acquisto di oro da investimento è esente da IVA.

E’ oro da investimento:
1) l’oro in lingotti di purezza pari o superiore a 995 millesimi;
2) le monete d’oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, che hanno o hanno avuto corso legale nel Paese d’origine, vendute a un prezzo che non supera dell’80% il valore dell’oro in esse contenuto, incluse in un elenco annualmente predisposto dalla UE
All’oro che non è qualificato come da investimento si applica la normale aliquota IVA del
21%22%

Attenzione: Le monete d’oro che non possono essere considerate da investimento perché il loro prezzo supera dell’80% il valore dell’oro in esse contenuto, possono essere considerate monete da collezione ed in quanto tali sconterebbero l’aliquota IVA del 10%.
Quindi tutti i vari braccialetti, collanine, anelli, ecc. a titolo 800 o 750 o altro (18, 22 carati) NON sono oro da investimento.
Nota di Er
IL TRATTAMENTO DICHIARATIVO/AMMINISTRATIVO

Eventuali cessioni di oro da investimento superiori ai 12.500 euro devono essere dichiarate dal venditore all’UIF di Banca d’Italia ( Unità di Informazione Finanziaria della BdI, Banca d'Italia );

L’obbligo di dichiarazione riguarda:
- le cessioni dall’estero e verso l’estero;
- le cessioni nel territorio nazionale;
- le altre operazioni in oro anche a titolo gratuito (trust, donazioni, successioni);
- le cessioni di oro “estero su estero”.
In caso di cessione dell’oro ad un operatore professionale l’obbligo di dichiarazione grava su quest’ultimo.

In casi di acquisto di oro all’estero l’obbligo di dichiarazione grava sull’acquirente italiano

Il termine della dichiarazione è la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto luogo la cessione.

L’omissione della dichiarazione è punita con una sanzione dal 10 al 40% del valore negoziato.

Nei casi di operazioni di trasferimento al seguito verso l’estero la dichiarazione deve essere effettuata e trasmessa all’Ufficio prima del trasferimento stesso. Copia della dichiarazione e del documento che ne attesta l’avvenuta trasmissione all’Ufficio devono accompagnare l’oro.


Le TASSE e i METALLI PREZIOSI

Le plusvalenze derivanti dalla vendita di metalli preziosi, allo stato grezzo o monetato, sono tassate in egual maniera per tutti i metalli preziosi.

Le plusvalenze di metalli preziosi sono qualificate come redditi diversi.

Poiché non sono allo stato grezzo o monetato, le cessioni di prodotti di oreficeria o goielleria effettuate da privati nei confronti dei cd compro-oro non sono soggette a tassazione.

La plusvalenza tassabile è data dalla differenza tra il costo di acquisto del metallo prezioso e il prezzo percepito.

Il costo di acquisto deve essere documentato dal contribuente.

In caso di assenza di documentazione (né rinvenibile né ricostruibile quindi non a discrezione del venditore) la plusvalenza è determinata forfetariamente nel 25% del prezzo di cessione.

La plusvalenza così determinata è tassata al 20%.
Un po’ di esempi numerici li trovate QUI.

Alla fine siamo al massimo sul 5% del prezzo di cessione, il 20% del 25%.
Nota di Er
ATTENZIONE ! La legge parla di tassazione di metalli preziosi: quali sono? Sono (D. Lgs. 22/05/1999 n. 251):
Platino Palladio Oro Argento

IMPORTANTE CONSEGUENZA : Nella lista dei metalli preziosi non compaiono altri metalli che talvolta hanno anche maggior valore rispetto ai classi metalli citati

Così ad esempio il Rodio, l’Iridio, l’Osmio, il Rutenio NON sono considerati metalli preziosi

Quindi a rigor di legge le plusvalenze derivanti dalla vendita di tali metalli non sembrano essere tassabili.

L’IVAFE ( per metalli preziosi detenuti all'estero )

Dal 2012 chi detiene attività finanziarie all’estero deve pagare un nuovo balzello: l’Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all’Estero.

Tra le attività finanziarie rientrano anche i metalli preziosi allo stato grezzo o monetato

L’aliquota per il 2013 è del 1,5 per mille mentre per il 2012 è del 1 per mille sul valore di mercato alla fine dell’anno o alla fine del periodo di possesso se inferiore all’anno.

Mentre sui c/c l’IVAFE è stabilita in euro 34,20 fissi.

Naturalmente chi detiene attività finanziarie all’estero per un valore superiore a 10.000 euro deve compilare il quadro RW, indicando sia la consistenza a fine anno sia le movimentazioni finanziarie intervenute durante l’anno.

È un poco dubbia l’obbligatorietà del quadro RW in caso di acquisto di metalli preziosi all’estero e consegnati in Italia. Personalmente ritengo che debba comunque essere compilata la sezione riguardante le movimentazione finanziarie verso l’estero (se superiori a 10.000).
Domanda : Se mando del cash in Germania e da li mandano del metallo è una “movimentazione finanziaria verso l’estero” !?

Superiori a 10mila euro … in una sola transazione o in tutto un anno?
Nota di Er
--- Fine del Post su Trucco Finanza ---


* Sarei contento se Baù ci potesse chiarire – oltre alle varie domande che porranno i lettori e magari copierò sul sito di Giuseppe Trucco o viceversa da li su AF – la famosa questione del limite di 10.000 euro sotto il quale non è necessario fare nessuna dichiarazione alla dogana quando si passa un confine interno dell’UE: l’argento e l’oro vanno considerati come parte dei 10.000 euro di cui sopra? Se passo il confine, per dire, dall’Austria all’Italia con 1.200 euro cash in tasca e 10.000 euro in metalli sono obbligato a fare la suddetta dichiarazione ?

Probabilmente mi faccio più problemi del dovuto. Comunque cercate anche voi sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a nella Carta Doganale del Viaggiatore e ditemi che ve ne pare.

Nella sezione dedicata ai passaggi entro l’UE ( ricordo che la Svizzera NON ne fa parte ) a pagina 21-23 la CDdV recita ( recitava, ora - aprile 2015 - il link è inattivo e manda al nulla ) :
Carta Doganale del Viaggiatore - Valuta
Il trasporto al seguito di denaro contante o di valori assimilati è libero per importi complessivi inferiori a 10.000 €.
Ma che sarebbero questi “valori assimilati”? I metalli preziosi lo sono? E per il valore facciale delle monete o per il valore “commerciale”?! E perché non anche l’auto sulla quale si viaggia o i vestiti, gli orologi, i giojelli, ecc..? Se uno ha un orologio da 12mila euro deve fare una dichiarazione in dogana tutte le volte che passa un confine interno dell’UE ? non credo .. e che dire di quel "o" invece che un "e" ?
NdEr
È invece necessario compilare una dichiarazione, da sottoscrivere e depositare esclusivamente presso gli uffici doganali al momento dell’entrata nello Stato o in uscita dallo stesso, quando si trasportano somme pari o superiori a 10.000 €.

La misura si applica a tutti i movimenti da e verso i paesi UE.

La mancata dichiarazione costituisce violazione della normativa valutaria e comporta:

- Per le movimentazioni di denaro contante
nel seguito poi però ripete denaro contante, senza nessun accenno a “valori assimilati”. Al solito delle perle di chiarezza.
NdEr
con eccedenza sino a euro 10.000 - il sequestro amministrativo nella misura del 30% di tale eccedenza e l’applicazione di una sanzione amministrativa dal 10% al 30% dell’importo eccedente il limite;
Cioè il contante oltre i 10k e sotto i 20k totali? Esempio: passando un confine UE con 12mila euro con se = sanzione del 10% sui 2mila eccedenti il limite? Immagino che sia 10% la prima volta e aliquote maggiori le seguenti.
NdEr
- Per le movimentazioni di denaro contante con eccedenza superiore a euro 10.000 – il sequestro amministrativo nella misura del 50% di tale eccedenza e l’applicazione di una sanzione amministrativa dal 30% al 50% dell’importo eccedente il limite.

La sanzione, che è irrogata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla base del verbale di constatazione e sequestro redatto presso l‟Ufficio doganale di controllo, è applicata con un importo minimo pari a 300€.

Alla conclusione del procedimento sanzionatorio l’importo sequestrato, nell’eventuale misura eccedente le sanzioni applicate, è restituito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, agli aventi diritto che ne facciano richiesta entro 5 anni dalla data del sequestro.
E fortuna che siamo in una “Unione” !
NdEr
Nei casi previsti il trasgressore può richiedere di essere ammesso al beneficio dell’oblazione che consente l’estinzione dell’illecito, mediante pagamento in misura ridotta, da effettuarsi:

- immediatamente presso l’ufficio doganale, di una somma pari al 5% dell’importo eccedente il limite fissato, qualora l’eccedenza non sia superiore a 10.000 € e pari al 15% dell’eccedenza se compresa tra 10.000€ e 40.000€, con un importo minimo di 200 € ;

- entro 10 giorni dalla violazione mediante esecuzione del pagamento nella misura dovuta, a favore del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Con l’ammissione al beneficio dell’oblazione, con pagamento immediato presso l’Ufficio doganale della somma dovuta, si evita la misura del sequestro amministrativo. L’accesso al beneficio dell’oblazione è precluso in presenza di una delle seguenti condizioni:

- importo eccedente superiore a 40.000 €

- fruizione del medesimo beneficio nei 5 anni precedenti la constatazione della violazione.

La modulistica per il rilascio della dichiarazione in questione è disponibile sul sito internet dell’Agenzia.

La cosa buffa è che a pagina 8-10 della medesima CDdV, disposizioni in caso di passaggio di frontiere esterne dell’UE, le regole sono praticamente identiche.

Ovviamente su AF sono temi che abbiamo già trattato, per lo più in questi post:

Il Capital Gain sulle plusvalenze da vendita di metalli preziosi, in cui trovate anche delgi esempi numerici

Come ottenere l'IVA al 10% su monete numismatiche da fuori UE, in cui trovate tutti i riferimenti di legge e un modello della lettera da mandare alle Dogane per ottere lo sconto di IVA dovuto

Al link seguente invece il Dr Baù approfondisce la questione della dichiarazione obbligatoria alla BdI per acquisti di ORO superiori ai 12.500 euro in un mese: Penitenziagite! (a proposito di acquisti d'oro superiori ai 12.500 euro in un mese)

Per chi poi si stia facendo delle pare sul famoso quadro RW della dichiarazione dei redditi riguardo l'acquisto di metalli preziosi all'estero, consiglio la lettura di tutto il post del Dott. Gabriele Righetti apparso su Rischio Calcolato: Posso aprire un conto corrente (e versarvi denaro) all’estero? [Il Quadro RW], da cui estraggo questa parte riguardante la Sezione II del Quadro RW, quella in cui si parla anche di metalli preziosi:

CHE COSA DEVE ESSERE INDICATO NEL MODULO “RW”

Le attività di natura finanziaria devono essere sempre indicate nel modulo RW, in quanto produttive in ogni caso di redditi di fonte estera imponibili in Italia.

A titolo esemplificativo, sono oggetto di segnalazione nel quadro RW le seguenti attività finanziarie:

• attività i cui redditi sono corrisposti da soggetti non residenti quali, ad esempio, le azioni di soggetti esteri, le obbligazioni estere e i titoli similari, i titoli non rappresentativi di merce e i certificati di massa emessi da non residenti (comprese le quote di OICR esteri), le valute estere rivenienti da depositi e conti correnti, i titoli pubblici italiani emessi all’estero, depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero indipendentemente dalle modalità di costituzione (ad esempio, accrediti di stipendi, di pensione o di compensi);

• contratti di natura finanziaria stipulati con soggetti esteri, tra cui, ad esempio, finanziamenti, riporti, pronti contro termine e prestito titoli, nonché polizze di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione (sempreché il contratto non sia concluso per il tramite di un intermediario finanziario italiano o le prestazioni non siano pagate attraverso un intermediario italiano);

• contratti derivati e altri rapporti finanziari se i relativi contratti sono conclusi al di fuori del territorio dello Stato, anche attraverso l’intervento di intermediari, in mercati regolamentati;

• metalli preziosi allo stato grezzo o monetato detenuti all’estero. (quindi, per esempio, metallo fisico posseduto tramite BullionVault o GoldMoney o GoldSilver, ecc.. ma anche metallo fisico in una cassetta di sicurezza al di fuori del territorio nazionale italiano. NdEr)

Le attività sopra elencate devono essere sempre indicate nel modulo RW, sezione II, per effetto della loro fruttuosità ope legis, qualunque sia la loro origine (ad esempio, acquisizione per effetto di donazione o successione).

Aggiornamento 29.5.2012: è già stato segnalato che dalla dichiarazione dei redditi per l’anno 2011 (730 od Unico 2012) occorrerà versare l’imposta di bollo sulle attività finanziarie detenute all’estero (cd “bolle sul deposito titoli esteri) nella misura dello 0,10% (per gli anni 2011 e 2012) e dello 0,15 dal 2013 in poi.

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